© Lidia Popa - Arte e inchiostro

 

In questa stagione della nostalgia l’autrice Marioara Visan ricerca sé stessa “nell’azzurro dell’infinito dove non c’è il dolore”, oggi più di ieri, chiedendosi perché il castigo di Dio non fosse avvenuto già al momento opportuno, ma solo al pianto “sul pentagramma eterno” al “ricordo misterioso del dolore” “sul lenzuolo sbrindellato”, quando la parola composta da infime lettere di un alfabeto di emozioni tace.

Dall’altra parte delle parole c’è il silenzio dell’infinito,

nel freddo di gocce cristalline

la pioggia riscalda l’anima addormentata di desiderio.

Solo il suono di una chitarra

ricorda il silenzio degli anni passati a vagabondare.”

 

Scrive la poetessa chiusa in un ricinto di filo spinato, una prigione del corpo dentro lo spirito, con la voce di una preghiera scandita “dalla torre del non ricordo” ricordando della sua terra di origini delle tradizioni rumene o i…

View original post 513 altre parole