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È risaputo che il “piacere”, se da un lato aiuta a procurarci benessere, dall’altro rischia di “rammollirci”, avviluppandoci in una sorta di assuefazione, in tutto simile a una dipendenza.

Penso, ad esempio, al “piacere” che ci dà il fumo; oppure (e qui, la cosa si fa più seria…), al brivido che si prova giocando d’azzardo.

E mi accorgo che, in certa misura, il “piacere” coincide, spesso, con il “vizio”…

Eppure ci sono “vizi” che danno un piacere incalcolabile, pur rimanendo, in tutto e per tutto, assolutamente innocui; anzi: portando soltanto immensi vantaggi. Come tutte le buone, vecchie, sane abitudini.

Mi riferisco al sottile, ma intenso piacere della lettura.

libro

Mi pare che sia stato già detto da qualcuno: leggere è ginnastica per la nostra mente.

Vero, verissimo; anzi: ovvio.

Ricordo che il mio maestro di II elementare ci ammoniva ogni giorno con lo stesso “invito”:

– Bambini, ricordatevi che bisogna leggere…

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