Il ragazzo

di Rosella Lubrano

IL GIORNO DELLA MEMORIA

“IL RAGAZZO CON IL PIGIAMA A RIGHE”

Pennacchi di fumo acre e nero

il cielo dei falsi vivi offuscano,

manichini di pelle cascante

trascinano le loro stanche membra.

sulla neve,

violentata dal fango.

Intorno, lamenti di vite,

spezzate nel corpo,

spasimi di dolore

che bucano l’ anima.

E poi sbuchi tu,

tenera creatura,

dal pigiama a righe,

logoro e sporco.

” Ciao ,chi sei “

” Tu che vivi ,al di là del filo spinato ?”

” Vuoi giocare con me a palla ?”

Ti guardo

e i tuoi occhi cerulei,

che hanno rubato

un po’ d’ infinito,

mi scrutano perplessi.

” Sono 843,

sono un numero ,come tanti,

e, come tanti, dovrò morire!”

Quello sguardo spento,

tra ormai ciocche di capelli,

mi gelava

fin nelle viscere,

toccavo le sue dita

ossute e consumate,

che da un lato della rete

sporgevano , tremanti.

Ti fissavo, senza parole

e la tua vita di prima immaginavo.

Volti amati riaffioravano

nel cuore tuo,

ricordi cristalizzati,

nel turbinio di emozioni

consumate dal tempo.

Cosa potevo dirti

che già non sapevi,

mentre continuavi la tua marcia

verso quella baracca,

da cui un fumo grigio usciva.

Ti chiamai, ancora,

poi, svanisti

come neve al sole,

levai lo sguardo

e, mentre osservavo la ciminiera,

scorgere mi parve

la tua anima,

che, finalmente libera,

tornava al Creatore !