ANGOLI DI PENSIERO

Bocche di fuoco, chiari di rosa

incendiati nel cielo spaurito

tratteggiano quest’albeggiare

senza che vi sia parola alcuna

d’aggiungere, né lamento di pena

né sguardo confuso dall’immenso.

M’inabisso ai primeggi di sole

con ritegno e stupore, oh chiarore

che impregni testa, mani e piedi,

tu sai bene, lei ancor dorme, si desta,

esulta, resta muta, amoreggia,

si duole, si stiracchia, brilla di suo,

si schiude, ondate ricche di sussurri

e scompigli, colori intensi e vitali

per chi s’appressa al suo petto.                             

Allora tu, donna, restami accanto

seppur tacente, stammi vicino

ch’io vergo fogli antiquati per te

e non perdo il mio fare, ma oriento

vita e impulsi alla beltà che sei,

anima selvaggia e illimitata,

bastione ferito, chiesa dissacrata,

imperfezione, divinità ed empietà.

Per te vivifico i sensi, venature

muscoli e tensioni illogiche,

su di te è precipitata la mia notte

in te è balenato il mio giorno,

di…

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