A mio padre – Alfonso Gatto « Poesia in Rete

Roman Vishniac, Child inside during the winter, Uzhgorod, 1938

Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l’ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni in libertà s’accenda
di speranze di poveri di cielo,
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.

Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.
Ora alla terra è un’ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
«Com’è bella la notte e com’è buona
ad amarci così con l’aria in piena
fin dentro al sonno». Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgere a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l’alba.

Alfonso Gatto

da “Il capo sulla neve, 1943-1947”, in “La storia delle vittime. Poesie della resistenza”, (1943-’47 – 1963-’65), Lo Specchio Mondadori, 1966

da: A mio padre – Alfonso Gatto « Poesia in Rete

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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