Specchi.

Memorabilia

Forse non fu il solitario silenzio

Che spesso vibra di suoni fecondi

Ma la tirannide d’orgoglio

Nella mescita di smisurato ego

A seminare i fiori secchi

D’un ricordo d’infanzia

E d’adulte confidenze.

Tra muri liquidi di specchi

Non capivi d’esser sola

Nel riflesso la parola genuflessa

Ai tuoi lucidi rossetti.

Malcelata vanità

Tradisce convinzioni

Getta asfalto sopra il campo

Dove cadono i narcisi.

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Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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