Il dolore, di Fabrizio Centofanti

di Fabrizio Centofanti

Che ne facciamo del dolore? Qualcuno bestemmia, qualcun altro si ripiega su se stesso, molti danno la colpa al vicino, all’epoca storica, allo Stato. Il dolore è un ingombro, un incidente, una iattura, a seconda delle prospettive personali. Quando faccio il turno delle benedizioni, qualcuno si presenta con cornetti, coccinelle, ferri di cavallo; pensano che un amuleto possa essere un argine alle possibili disgrazie. Altri presentano le fedi, pur tenendo alla larga il sacramento: chissà che Dio non li protegga anche se lo hanno rifiutato.
Il dolore, insomma, ha a che fare con l’occulto, la superstizione, la magia. È qualcosa che ci sfugge, che non controlliamo, per cui ci affidiamo a forze sconosciute, e spesso inesistenti. È l’effetto placebo, che rende autorevole persino il verbo della cartomante.
Il Vangelo ci propone un’altra via: offrire a Cristo il dolore. È evidente la differenza tra il Figlio di Dio e un pendaglio apotropaico. Ma soprattutto è antitetico l’effetto: il secondo è un calmante, il primo è la pace inalterabile del cuore.

https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2017/12/02/il-dolore/

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