La foglia, di Maria Cannatella. E menzione di merito nella sezione Haiku al 1° Concorso artistico letterario nazionale: “La nebbia agli irti colli”

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L’autrice Maria Cannatella ha appena ottenuto una menzione di merito anche nella sezione Haiku, nel 1° Concorso artistico letterario nazionale: “La nebbia agli irti colli”.

La foglia, di Maria Cannatella

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Caduta la foglia, stanca di stare su un albero, cerca una via di fuga. 

Ed intanto vive la sua libertà. 

Haiku di Maria Cannatella @ 

RISERVATI TUTTI I DIRITTI@ 

foto Pinterest

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

7 pensieri riguardo “La foglia, di Maria Cannatella. E menzione di merito nella sezione Haiku al 1° Concorso artistico letterario nazionale: “La nebbia agli irti colli””

  1. Un altro “haiku” che NON E’ per niente Haiku!
    Perché ci si ostina a chiamare haiku componimenti che sono distantissimi dalla logica e dallo spirito di questa straordinaria poetica?
    In questo caso, oltre all’evidente problematica data dal risultato “metrico” di quanto scritto, sono presenti elementi (per esempio: “stanca di stare sull’albero” o ancora “cerca una via di fuga”, per non parlare di “vive la sua libertà”), che non hanno alcun senso all’interno dello spirito e delle peculiarità che sono la base imprescindibile dello Haiku.
    Qualcuno può spiegare perché si continuano a postare componimenti che NON sono haiku (con questo sono 3 su 3) continuando a chiamarli haiku?
    Saluti
    Tommaso

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  2. Cosa significa “riceverne uno da te”?
    Il mio è un commento che dettaglia una critica costruttiva su diversi componimenti che vengono erroneamente spacciati per haiku e che haiku non sono. Se qualcuno posta qualcosa che non è conforme a quanto definito (o dichiarato) dovrebbe poi essere in grado di sostenere quanto afferma.

    Scrivere un commento a un “post” non deve assolutamente implicare il fatto che l’autore del commento diventi a sua volta autore di “post”. Sarebbe come dire che per scrivere qualcosa da “critico cinematografico” tale persona debba essere per forza un “regista cinematografico”.

    Il fatto che io scriva haiku o che non ne scriva per niente è, in questo contesto, assolutamente ininfluente.

    Qualche riga sopra ho scritto che il mio commento dettaglia una critica COSTRUTTIVA, questo significa che sono disposto ad entrare nel merito e sviluppare (per i potenziali lettori) le motivazioni di tale critica.
    Per far questo, tuttavia, occorre che ci sia predisposizione, in chi ha scritto, a capire in cosa consista il suo sbaglio.

    Da quello che leggo, invece, ho l’impressione che il ripetersi di componimenti (definiti haiku) che non hanno niente a che fare con questa straordinaria poetica (come detto, siamo già a 3 su 3), ponga l’accento sul fatto che chi scrive (in questo caso l’autrice) rimane fedele ad una stravagante idea che in un componimento che l’autrice definisce “Haiku” ci si possa scrivere qualsiasi cosa in qualsiasi forma, e questo non ha assolutamente senso.

    Anche avvallare la pubblicazione di questi “post” in qualsiasi “blog”, significa prendersi la responsabilità del fatto che chi si avvicina a questa poetica, leggendo questi post, può credere che lo haiku sia davvero questo e potrebbe cominciare a scriverne partendo da logiche completamente sbagliate. Questo, in un momento di particolare diffusione di questa poetica in Italia (non era così 10 anni fa) rappresenta qualcosa di potenzialmente pericoloso (in campo poetico-letterario, naturalmente).

    Rinnovo quindi la domanda:
    C’è qualcuno può spiegare perché si continuano a postare componimenti che NON sono haiku.

    Mi riferisco, per esempio, a componimenti come:
    1) Guardare (Ho imparato a guardare…)
    2) Ogni bacio (Ogni bacio ricevuto in passato…)
    3) La foglia (Caduta la foglia, stanca di stare su un albero…)

    Saluti
    Tommaso

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  3. Beh, mi sembra che non ci sia stata alcuna risposta alla domanda:

    “Qualcuno può spiegare perché si continuano a postare componimenti che NON sono haiku (con questo sono 3 su 3) continuando a chiamarli haiku?”.

    Questo significa che non è solo l’autrice di quei tre componimenti che non è in grado di rispondere (e questo è un dato piuttosto significativo), significa che anche chi gestisce il blog o chi legge questi “post” non ha la possibilità di spiegare perché si sceglie di postare, sotto la voce “cultura”, qualcosa che si muove esattamente nella direzione opposta.
    E’ necessario ricordare, infatti, che se una poetica così affascinante e complessa (con importanti radici storiche che risalgono al 1600) viene snaturata (forse per possibili desideri di “visibilità”?) non si ottiene come risultato “informazione” e “cultura”, si ottiene “disinformazione” e “confusione”, e questi sono elementi che, come detto, possono portare chi si avvicina al mondo haiku a credere che quella sia davvero la poetica haiku e a scriverne partendo da logiche completamente sbagliate.

    Quando si decide di postare qualcosa che è in evidente contrasto con logiche e peculiarità consolidate, e universalmente riconosciute, si corre il rischio di creare disinformazione e, per coerenza, si dovrebbe essere in grado di “sostenere” il perché si sta operando in quel modo e in quella direzione, o ci si dovrebbe almeno scusare per lo sbaglio e per non aver approfondito.

    Saluti
    Tommaso

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      1. L’autrice ha appena ottenuto una menzione di merito anche nella sezione Haiku nel 1° Concorso artistico letterario nazionale “La nebbia agli irti colli”, se crede può verificarlo nella pagina facebook: “News online di Alessandria e non solo” e con questo riteniamo conclusa la questione, grazie.

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  4. Allora è questo il sistema che avete di gestire la sezione “cultura” del vostro blog?

    Cancellati i messaggi che non vi piacciono?

    Forse volete solo complimenti e non sapete accettare le critiche?

    Penso che tutti i lettori dovrebbero sapere che eliminate le risposte, sempre cortesi e garbate, che però sono critiche del vostro operato.

    Postate di nuovo il mio ultimo messaggio e abbiate il coraggio di difendere pubblicamente la vostra posizione

    Saluti
    Tommaso

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