Tenente Giorgio Maggi: un alessandrino dimenticato

Tenente Giorgio Maggi: un alessandrino dimenticato

Alcuni passi tratti dal libro “Tenente Giorgio Maggi – Un alessandrino dimenticato”, scritto da ed edito, in formato ebook, da Masca Servizi Editoriali.

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Del cugino primo di mia madre, Giorgio Maggi, tenente di fanteria, caduto in Guerra nel febbraio del 1941 a soli 23 anni ed insignito della Medaglia d’oro al Valor Militare e della Croce di Guerra, in casa avevo sentito parlare spesso, ma l’emozione che ho provato, bambino di sette anni, nel marzo del 1962 quando si sono svolti i funerali in Alessandria, è stata veramente fortissima ed incancellabile.

Dopo anni di trattative il nostro Paese era riuscito a concordare il rientro in patria di alcune salme di soldati sepolti in Albania, fra cui anche quella di Giorgio Maggi.

La mamma di Giorgio, Felicina Pizzorno, donna forte e coraggiosa segnata dal dolore più grande che la vita le potesse riservare, ma sempre tenace e serena, in quei giorni del marzo 1962 si era recata a Bari ad attendere l’arrivo del feretro che giungeva via mare dall’Albania, per proseguire il viaggio per Alessandria a mezzo ferrovia.

Dopo oltre vent’anni dalla morte del figlio, finalmente, la zia poteva piangere sulla piccola cassetta contenente i poveri resti di Giorgio. La vista della piccola bara, l’abbraccio, le carezze ed i baci sul freddo legno, tutto era stato straziante, ma la zia “Cina”, come la chiamavamo in famiglia, aveva superato anche questo difficile momento e, accarezzando la piccola cassa, era giunta qualche giorno dopo nella nostra città per l’ultimo saluto al suo Giorgio.

Il volume, di sicuro interesse per chi si occupa della storia recente della città di Alessandria, oltre a fornire una panoramica del secondo conflitto mondiale, tratta l’argomento da un punto di vista assolutamente privilegiato: quello di chi, suo malgrado, è stato protagonista con le proprie gesta di uno dei capitoli più tristi degli ultimi cent’anni.

Nell’introduzione del libro, poi, uno degli Autori descrive come sia nata l’idea di realizzarlo.

Al museo “C’era una volta” di Alessandria ero stato in diverse occasioni ad assistere a spettacoli di cultura e tradizioni locali ed avevo apprezzato l’ottima organizzazione e il grande impegno profuso dagli organizzatori, “in primis” dalla Presidente signora Elena Garneri Ulandi, così tenacemente dedita alla conservazione della nostra memoria locale ed alla divulgazione della stessa, in particolare verso le giovani generazioni.

L’ultima volta che mi sono recato ho portato con me anche mia madre ultranovantenne che, al termine dello spettacolo cui abbiamo assistito, ha voluto fare una visita alle varie sale soffermandosi sulle numerose bacheche e vetrine. In una di queste ha notato alcuni cimeli e ricordi relativi alla vita del nostro concittadino Dalmazio Birago, aviatore caduto in Africa nel novembre 1935, decorato con Medaglia d’Oro al Valor Militare.

E’ stata logica, allora, la conclusione a cui lei è velocemente pervenuta: “perché non portiamo anche noi qualche ricordo, qualche foto, qualche lettera di Giorgio, nostro cugino?”. Sul momento le ho dato ragione, dicendole che la cosa probabilmente era fattibile e che sarei tornato al più presto per sapere se era possibile portare qualche ricordo al Museo, se la documentazione in nostro possesso potesse in qualche modo interessare agli organizzatori.

L’incontro che ho avuto qualche tempo dopo con la signora Elena Garneri Ulandi è stato molto interessante: quando le ho mostrato una parte del materiale a nostra disposizione è rimasta molto colpita dalla numerosità delle lettere e dei documenti fotografici in nostro possesso e mi ha spinto, oltreché a svolgere un’opera di riordino e sistematizzazione del materiale stesso, a redigere una breve memoria scritta sulla vita di nostro cugino, per evitare di consegnare al Museo una fredda documentazione storico – fotografica concernente una persona della cui vita i visitatori del Museo non sapevano nulla. Una piccola biografia di questo ragazzo, infatti, sarebbe servita per conservare la sua memoria negli anni a venire, atto giusto e doveroso nei confronti di chi ha donato la propria vita a 23 anni per gli ideali di Patria ed onore della divisa che portava.

Considerato, inoltre, che la sua città ormai ha cancellato del tutto ogni suo ricordo, essendo rimasta unica memoria la lapide in suo onore all’interno del cortile del “Palatium Vetus” ex Distretto Militare, sito in piazza della Libertà ad Alessandria, abbiamo accolto con molto interesse in famiglia la proposta formulata dalla signora Elena, come gesto forse tardivo, ma indispensabile per evitare che vada disperso per sempre il ricordo di uno dei figli più eroici e sfortunati della nostra città.

Lapide affissa nel cortile di Palatium Vetus

Il volume, in formato ebook, è acquistabile all’indirizzo:

https://www.masca-se.eu/epages/175886.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/175886/Products/EB000003

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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