Canzone Petrarchesca, di Maurizio Donte

Canzone

Quando sull’onde vaga

abCabccdeeDfF fgG

Quando sull’onde vaga
la mia canzone al vento,
dentro al mio cuore sento ritornare
amor, eterna piaga
in petto; sentimento
nuovo che muove amare
idee e sopra le rare
foglie dei rami posa
in silenzio, pensando
a te, signora, quando
il tempo ed ogni possibile cosa
sembrava a noi venire,
andando oltre il giorno e il suo finire.

Non è per noi il morire,
l’andar oltre il disegno
che ci accolse, rubato ad un futuro
non noto, in cui svanire
forse, è l’unico segno
tangibile nel duro
venir di un dubbio puro
e semplice. Non sai
dell’ombra e del rimpianto,
della magia, del canto
che riempie d’armonia il presente e vai
da solo sul sentiero
che vedi e ti accompagna col pensiero

del vivere: mistero
onnipresente avuto,
che gira tutt’intorno, nel passaggio
del giorno. Son sincero
su quanto è ormai perduto:
sul sogno e il suo miraggio
che splende come un raggio
e non si vede; luce
che da te emana, amore,
certezza del dolore
che ho vissuto, di gioia che conduce
alla disperazione,
all’ultimo finire di stagione.

E muore la ragione
nell’anima, la sento
svanir nell’onda che si muove: un fiore
che posa, la passione,
e che svanisce lento,
nel tacito dolore,
ma tu eri amor, splendore
rapido e silenzioso,
mosso dal cuore avanti,
messo da me davanti
ad ogni cosa: futuro armonioso
del sogno che mi serra
ed altro dentro porta, se non guerra.

Passa amor sulla terra
come un fuoco e finisce
in nulla, un lampo, e nulla lo sostiene;
sentir che mi sotterra
nell’istante e stupisce
ancor perché non tiene:
com’egli è andato, viene
e niente ci rimane
dell’amore creduto
eterno e già perduto,
dell’oggi ch’è rimasto, di stamane
che viene quand’è sera,
nell’anima che spera e che non spera.

E così mi dispera
amore, con le chiavi
che tiene in mano lui, mentre abbandona
il cielo nella sera;
sul mare van le navi
con le vele distese
al vento, alle sorprese,
di tutto quanto insegna
a noi il presente, niente
avremo in mano, niente,
se non soltanto amore che ci segna,
che pone la sua origine
nel mistero, al venir della vertigine,

di nebbia, di caligine,
che vedo aprirsi innanzi nel mistero
che è l’amor per noi: solo un pensiero.

Maurizio DONTE