Museo della Gambarina, presentato in conferenza stampa il libro: L’incubatrice, il giacimento e il Purgatorio

di Piercarlo Fabbio e Piero Teseo Sassi

Alessandria, questa mattina 20 novembre 2018 al Museo della Gambarina, gli Autori Piercarlo Fabbio e Piero Teseo Sassi, hanno presentato il loro libro:

Libro duppFabbio e Sassi conf stampa

L’incubatrice, il giacimento e il Purgatorio

Cosa significa vita quotidiana quando si parla di un’epoca che fluttua fra gli 850 e i mille anni fa? È veramente possibile con una sortdi operazione di archeoantropologia culturale ricostruire a che ora si alzassero gli alessandrini o i protoalessandrini, come lavorassero nei campi, cosa cucinassero, come si alimentassero e magari come la pensassero su temi diversi come la religione, la salute, la donna e gli uomini? Il libro realizzato da Piercarlo Fabbio e Teseo Sassi, al netto delle incursioni di Mauro Remotti su alcuni temi speciali, prova a dare qualche risposta ai quesiti sopra posti, aprendo un nuovo modo di proporre la realtà della fondazione di Alessandria privilegiando il punto di vista dei cittadini e un poco meno quello degli uomini illustri.

Così diventa importante studiare come si arriva in zona, quali vie concepiscano la città quando la città non è ancora neppure nella testa dei suoi fondatori più sognatori, che caratteristiche abbia l’agro alessandrino o ancor più la stretta fra i due fiumi, che in quel tempo sono più vicini di quanto siano oggi e paludi, acquitrini e pietraie mangino non poco terreno utile a edificare case e chiese e abitazioni rurali.

Diventa interessante sapere che clima vi sia, se caldo o molto freddo, e quindi cosa si possa coltivare e in conseguenza con cosa si riempia la dispensa e soprattutto quanto tempo dureranno i prodotti raccolti, perché questo è elemento essenziale per continuare l’esistenza in quella plaga.

Così come è particolarmente utile conoscere i mestieri dell’epoca, la rivoluzione del mulino ad acqua, che trasforma una professione dell’agricoltura in imprenditoria, che valore avesse il denaro e come venisse considerato dalla Chiesa, come fosse peccaminoso il prestare soldi ad altri, mentre per secoli lo avevano fatto i conventi, con quali regole si ordinasse la vita tra le mura di Alessandria.

E soprattutto, mistero non del tutto risolto, come parlassero gli alessandrini delle origini a mezzo tra latino, volgare, provenzale, dialettismi padani e lingue d’importazione come il tosco-umbro di San Francesco, che viene in Alessandria a spiegare il Vangelo e stupisce la cittadinanza con i suoi miracoli.

Questo e altro ancora si chiedono gli autori, che non disdegnano di passare, quando possono farlo, dalla storia alle leggende, magari poi cercando di spiegare la loro origine più recondita. Per cui Pedoca, Santa Varena, Gagliaudo (solo sfiorato), il castello di Oramala, i miracoli di San Baudolino, la vicenda di Aleramo e Alasia costituiscono l’immaginario collettivo sul quale gli autori lavorano, sapendo assai bene che la vox populi è molto vicina alla voce di Dio.

Un dialogo continuo per circa 400 pagine che impegna Teseo e Piercarlo in un serrato rincorrersi di domande e risposte a volte puntuali, a volte innescanti ulteriori approfondimenti.

Ad intercalare le parole, sono inserite alcune opere di Franco Sassi, che riproducono scorsi di Alessandria e dei suoi dintorni.

Il volume è stato realizzato con il contributo di Città di Alessandria-850esimo anniversario della Fondazione, Amag Reti Gas e Movimento Cristiano Lavoratori di Alessandria.