Memorabilia

Mi viene voglia di pregare

l’uomo che porta la sua croce,

lo stipendio da pagare

per una casa e il suo giardino.

Non capisco come credere

che la parola sia un germoglio

da cui nasce poi l’azione

e la catena del favore

che si spezza come vite

fra le macerie dopo il crollo.

Mi chiedo spesso come l’uomo

accetti di buon grado

d’esporsi, indifesa preda,

alla pancia del predatore.

E se è vero che questo siamo,

animali in tacco a spillo

e scimmie incravattate,

è inutile strappare

i peli dalla carne,

piallare quella pelle

che sarà ruvida quando un giorno

lasceremo ai nostri figli

l’eredità di un mondo

mancante di natura.

Aggiungeremo un altro anello

di compromessi e debolezze

altre albe, altri tramonti

di glorie senza affanno.

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