Un campo.

Memorabilia

Credo d’averti amato

al di là del bene e del male,

in un campo di gigli

bianchi e senza tempo.

Da una carezza un filo d’erba

avvinghiato alle tue dita,

edera rampicante

sui graticci della pelle.

Il cuore ignorava

quel frastuono di parole

che germoglia incomprensione

e semina fiori urlanti,

ma sapeva quel silenzio

che è la musica del mare,

il canto della terra

levato a coppe e ventri

per amarsi e generare

e non lasciarla all’abbandono.

Sogno d’amore

questo svolgersi di trame

nella realtà che piove muri

issati a protezione

di anime e fortini

che cedono alla voglia

quotidiana e silenziosa

di fare e di disfare

ciò che dalla mano

fa piangere sudore,

lavato poi col sangue

dell’opera compiuta.

Una casa, uno stipendio

le rate da pagare,

che donano l’amore

a chi di forza e resilienza

adorna i giorni suoi

e seccano le fonti

a chi s’abbevera da solo.

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Pop corn che passione

Creando Idee

I popcorn sono lo spuntino più amato da grandi e piccini; sono buoni e profumati e possono essere consumati dolci o salati. Chi, almeno una volta nella vita, non ha provato a farli in casa prima di guardare un film davanti a un camino, e quanti hanno bruciato di tutto prima di rinunciare? Una macchina per popcorn è la soluzione ideale; non viene acquistata per risparmiare soldi in quanto i semi di mais costano poco e anche acquistare dei sacchetti già pronti per essere consumati hanno un costo irrisorio. Acquistare questo dispositivo per prepararli a casa ė sicuramente più salutare in quanto non utilizza nessun tipo di grasso olio o burro, nessun chicco di mais risulterà bruciato, il 99% dei chicchi inseriti diventeranno pop corn e per ultimo eliminerà quel fastidioso problema delle pentole bruciate. Prima di scegliere la macchina per popcorn tenete in considerazione il modello…

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Bracciali sempre splendenti ecco come fare

Creando Idee

Se aprite un cofanetto porta gioie di certo troverete un braccialetto stile o originale di Pandora, sicuramente rappresentano un vero e proprio must have: bellissimi, semplici ma decisamente eleganti e super femminili, dei gioielli che hanno fatto innamorare numerose vittime della moda. Ma come si puliscono questi  bracciali? Per mantenere inalterate la luminosità e la brillantezza dell’argento con cui sono realizzati basta seguire delle semplici ed efficaci accortezze.Sì, perché se si desidera mantenere intatte più a lungo le caratteristiche di questi favolosi gioielli bisogna prendersene cura: l’argento è molto delicato e con il passare del tempo, tende a ossidarsi.Detto questo, non resta che seguire alcuni consigli. Innanzitutto è bene tenere lontani i bracciali da profumi, acqua salata, prodotti chimici per la pulizia della casa, creme per la pelle, prodotti cosmetici, cloro e, soprattutto, è consigliato evitare di indossarli durante l’attività sportiva e sotto la doccia.Per pulire l’argento bisogna utilizzare…

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Da quel giorno, di Dario Menicucci

Da quel giorno, di Dario Menicucci

Da quel giorno (giornata contro la violenza sulle donne)

da quel

Credevo nell’uomo
nella sua capacità di elevarsi
nell’armonia del pensiero.

Profondamente
credevo nell’amore
nella forza che mi dava.

Intorno a me
c’era soltanto luce.

Anche nel buio più tetro
scorgevo i colori.

Un giorno qualcuno
imbrattò il mio candore

lacerò i miei sogni
infestandoli di spettri feroci.

Mutò
le note dolci del silenzio
in cupe grida di terrore.

Ora
ho paura di amare.

Anche un timido sguardo
trafigge e spoglia
la mia pelle indifesa.

Il vento
non mi accarezza più.

Riporta invece quelle mani
viscide di sangue
che ogni notte
tornano a straziare
quest’anima violata

Dario Menicucci

Inverno, di VincEnzo Pollinzi

Inverno, di VincEnzo Pollinzi

Inverno

Inverno

Il cielo ferruginoso
sul mare mosso
imbroglia la vista e
nasconde la linea di un orizzonte
distante,confuso e cavalcato
da nuvole gonfie
che corrono chissà dove,
continue e senza meta.

Un gabbiano abbandona la terra
e si allontana,vola sempre più in alto
nei suoi spazi senza confini,
e poi ritorna verso terra,
ancora e ancora e ancora,
celebrando la frenesia di
un va e vieni continuo e nervoso
come fà un bambino riluttante
che si rifiuta di capire.

Brancolo,come un guardiano notturno
che non trova più le chiavi del suo tempo.
L`orologio della presente stagione
impaziente mi chiama
e sconsolato io domando
ora e giorno,mese e anno
al primo che passa.

Diritti Riservati @ 18 Novembre 2018
Foto dal Web

A chiacchierare un tempo si riusciva, di Rosario Di Modica

A chiacchierare un tempo si riusciva, di Rosario Di Modica

 chiacchierare un tempo si riusciva.

Allora, dammi ascolto un solo istante.
Ricordo che da giovane, volendo
donzella affascinare, una fra tante,
facevo assai fatica, era un crescendo.
Giammai però mi arrendo…

Poi ne incontravi sempre una pudica;
che frustrazione. I mezzi da impiegare?
È sempre quello il modo, una sua amica
che possa presentarvi, e a corteggiare!
È proprio un bel da fare.

Dovevi un tempo dolci tu guardare
quegli occhi suoi, profondo e tenebroso;
ed ogni sua paura allontanare
per arrivare al bene più prezioso.
Dire altro più non oso.

Ormai che manca il tempo per piacersi
é virtuale tutto e manca voglia.
Le parli per messaggi, e meglio in versi!
Se deve amore nascere, germoglia.
La cosa poi s’imbroglia.

Ti senti a lei daccanto e non lontano,
ma non vicino tanto quanto vuoi…
Non potendo tenerla per la mano
altro non pensi che agli affari suoi.
Tu credi siano i tuoi!

Perché mai non risponde, ti lamenti.
Allora: “spengo, chiudo, ora ti blocco”;
in questo turbinio di sentimenti
hai fatto la figura dell’allocco.
Lontano odi un rintocco.

Segna la fine triste del tuo amore;
quella campana a morto scuote i nervi,
la lontananza ha ucciso ogni tepore.
distrutto muta chat invano osservi!
E mesto pensi ai cervi.

SCHIACCIASASSI, di Giampaolo Angius

SCHIACCIASASSI, di Giampaolo Angius

SCHIACCIASASSI

Ora io so che mi cibai delle mie stesse carni,
sanguinario divoratore di Mondi,
di ogni Virtù spregiatore ostinato e persecutore convinto.
Come uno schiacciasassi che fa urlare le più alte marce,
per ottenere così una maggiore potenza distruttrice,
al mio passaggio demolivo tutto, senza discerne il Bene ed il Male,
come la falce miete le bionde messi unitamente alla gramigna ed ogni altra erba.
Ma stranamente i pesanti rulli si guardavano bene
dallo schiacciare il vetro che conteneva il liquido prezioso,
la macchina allo scintillare dei farisaici cocci
con guizzo felino scartava di lato e proseguiva nella mortale corsa.
No! non la macchina aveva queste mosse,
ma io, che ero il guidatore, azionavo i comandi,
guidato dall’istinto che rende guardinga la preda all’ululare del lupo.
Quanti slalom! quante soste alle stazioni di rifornimento!
ma curiosamente ero io che facevo il pieno,
che si esauriva subito in un gorgogliare di putrido liquame.
Ma poi, chissà perché ma è sempre poi,
mentre scorrazzavo ebbro e tutto spianavo in un’orgia di macerie,
a pochi metri dai ghignanti rulli stesa a terra vidi una persona,
mi si gelò il sangue nelle vene
quando mi avvidi che stavo per schiacciare me stesso,
in quel momento mi si fermò il cuore,
ma facendo appello alle residue forze, che evidentemente tenevo di riserva,
sterzai violentemente, feci urlare la retromarcia, e balzai giù di corsa,
stramazzando dolorosamente sul duro suolo della realtà più cruda.
Ma il patire si affievolì di molto,
quando, girando il capo, con gioia vidi il mio Incubo
che rotolava in fiamme inghiottito dall’Abisso scuro,
questa volta sarà lui a toccare il Fondo,
per quel che mi concerne il mio l’ho già raggiunto, ora risalto! (Dalla Silloge “Fuoco sotto la cenere” – 1996 – Angius Giampaolo)

QUANTE TELE, di Roberto Busembai Errebi

QUANTE TELE, di Roberto Busembai Errebi

QUANTE TELE

QUANTE TELE

Quante tele sfregiate
sulla morbida bellezza
di un volto nuovo
o antico come musa,
quanti colori buttati
solo per dare colore
a un grigio insito dentro
senza un fondo tela
da accentuarlo un poco.
Quanti baci sbafati
sulla traccia di un sorriso
tenuto anzi trattenuto
per non farlo capire urlo e pianto,
quanto amore di pennello
usato solo per imbiancare
di nero un colore rosso
che non è certo amore
ma morte quella dentro
e non soltanto purtroppo.
Quante tele di pittori famosi
solo per i quadri sfatti
che di vanto si fanno
quando insieme
parlano di bellezze avute
e perse come
stracci usati per pulire
i pavimenti dalle sporche
tinte,
usate per chissà
quante tele appese.

Roberto Busembai (errebi)

Paintings by Casey Baugh

NUVOLA, di Daniele Bosetti Cerva

NUVOLA, di Daniele Bosetti Cerva

Poetica-Mente di Daniele Bosetti Cerva

nuvola

NUVOLA

Inseguo con lo sguardo
una nuvola solitaria
in questo cielo sgombro
che sa già d’inverno
Si muove veloce
sinuosa e soffice
Ha fretta di andare
è fuori posto oggi
regno di nebbie e grigiore
La seguo ancora
Si perde lontana
si nasconde
dietro il profilo dei monti
Come vorrei
essere nuvola anch’io
e volare lontano
fino a scomparire

© 2018 Daniele B. Cerva
Tutti i diritti riservati

Nuovo appuntamento con il Circolo del Cinema Adelio Ferrero, di Lia Tommi

Circolo del Cinema Adelio Ferrero – Alessandria
NUOVA STAGIONE 2018-2019
DAL MAESTRO DI
“C’ERA UNA VOLTA IN ANATOLIA”
E DE “IL REGNO D’INVERNO”,
PRESENTATO A CANNES 2018,

MARTEDI’ 27novembre 2018, ore 21,15
proiezione del film:

“L’ALBERO DEI FRUTTI SELVATICI”
di Nuri Bilge Ceylan
con:
introduzione e commento al film
di Benedetta Pallavidino

Possono assistere alla proiezione anche i non iscritti
La proiezione unica avverrà come di consueto presso la
MULTISALA KRISTALLI

Nel corso della serata sarà possibile iscriversi al Circolo del Cinema
(Onde evitare code, si consiglia di presentarsi con qualche anticipo)

La tessera per la nuova stagione del Circolo del Cinema costa euro 12,00
Per gli studenti fino a 25 anni la tessera costa euro 6,00

Il costo del biglietto d’ingresso per i tesserati è di euro 5,00. La tessera della nuova stagione dà anche diritto alla riduzione (euro 6,00) per tutti i film della programmazione normale del Cinema Multisala Kristalli (sale Kubrick e Kurosawa) e del Cinema Teatro Alessandrino.
I non tesserati possono accedere alla visione del film acquistando il biglietto normale (euro 7,50).

E me pigliate e suonne, di Laura Neri poesie

E me pigliate e suonne, di Laura Neri poesie

E me pigliate e suonne

E me pigliate e suonne
E me ‘ mbrugliate ‘ o core
e ‘ a fantasia …
Sti lacreme ca ‘sento
so’ tempeste
so’ viente e mare
vie cca’ nun me fa chiagpnere
Asciutteme chieste uocchie
so ‘ a piccerella toia
So sempe a stessa….
…’ chelle ca rire
sule si ‘ nce stai tu…
©Laura

Sto con loro e penso a te, di Antonio Scarito

Sto con loro e penso a te, di Antonio Scarito

sto con loro

Sto con loro e penso a te,
li rivolto e penso a te,
poi li lascio come fossero
giocattoli ormai rotti.
Rimetto tutto nel cassetto,
pure i fogli su cui ho scritto
tanti numeri scomposti,
come fossero i miei sogni.
Tu stai li e resti sempre
a guardar senza parlare ,
sembri esser gelosa ma
sapessi cosa io vorrei ,
lasciar qui il mio lavoro e
star con te amore mio,
fermar pure queste mani,
che han voglia di scivolare
sul tuo viso, sul tuo corpo.
Provo a non pensarci ma
la voglia è cosi tanta che
dolcemente ti abbraccio e
senza nulla più spiegarti,
chiudo gli occhi e inizio
un viaggio senza ritorno.

Semplici parole, di Antonio Meola

Semplici parole, di Antonio Meola

Semplici parole

Semplici parole.

Parole
piene d’amore
da comporre una canzone,
parole
da far battere
forte il cuore,
parole
da far nascere
immense emozioni.
Parole
da riempire un romanzo
parole
parole d’amore
da costruire una vita,
parole
parole d’amore
da legare
per sempre le nostre vite.
Parole
non solo parole
ma amore
da riempire la vita.

Melanto
( Antonio Meola )

poeta da quattro soldi

foto presa dal Web

Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Gallo

Marco ciao! E benvenuto su Alessandria today. È veramente un piacere ospitarti.

Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato e vivo a Roma, anche se la mia famiglia paterna è piemontese da molte generazioni di Monastero Bormida, posto dove ho passato bei momenti durante la mia infanzia e prima adolescenza e che visito ancora con piacere. Sono laureato in ingegneria informatica, altra passione, e lavoro in una azienda specializzata in tecnologie innovative. Sono sposato da oltre vent’anni con Paola e abbiamo un figlio di sedici anni, Federico. Chi sono? Bella domanda! Sicuramente c’è un pezzo di me in ognuna delle cose che scrivo. Il resto lo sto scoprendo strada facendo.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Qualche anno fa rovistando tra le mie vecchie cose ho ritrovato un quaderno della quinta elementare. L’ho sfogliato e ho trovato un racconto, forse il primo che ho scritto nella mia vita. La cosa che ancora mi colpisce è che mia moglie e mio figlio ricordano ancora la frase finale con cui si concludeva. È stato però solamente un anno e mezzo fa che ho deciso di seguire un corso di scrittura creativa presso la scuola Omero di Roma e iniziare a scrivere con ordine frasi, pensieri dialoghi e poi racconti che da sempre componevo ma rimanevano nella mia testa.

Ci sono ore che prediligi nella giornata per scrivere?  Cosa provi quando scrivi?

Ho scoperto che la scrittura per me è quasi una necessità esistenziale. Tuttavia il mio compito quotidiano è di armonizzarla con le altre cose della mia vita quali famiglia, lavoro, amicizie, sport. Nella scrittura ci sono due momenti importanti nella giornata. La mattina, in quella fase in cui non dormo più ma non sono nemmeno completamente sveglio e la sera. La mattina è il momento delle idee, la sera è il momento per scriverle. Ci sono delle sere in cui le parole fluiscono con molta facilità, altre invece molto meno. Mi è capitato di svegliarmi in piena notte con un’idea e passare un paio d’ore a scriverla oppure tirare fino a notte fonda per concludere una storia, oppure riscriverla. I fine settimana sono anche un buon momento per scrivere. Per me scrivere è come avere in mano il timone di una barca a vela in cui sono il solo passeggero e il mare è uno spazio che continua dentro di me. Continua a leggere “Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini”