Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Gallo scrittore. Competenza e cultura, intervista a cura di Marcello Comitini

Marco Gallo

Marco ciao! E benvenuto su Alessandria today. È veramente un piacere ospitarti.

Ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Sono nato e vivo a Roma, anche se la mia famiglia paterna è piemontese da molte generazioni di Monastero Bormida, posto dove ho passato bei momenti durante la mia infanzia e prima adolescenza e che visito ancora con piacere. Sono laureato in ingegneria informatica, altra passione, e lavoro in una azienda specializzata in tecnologie innovative. Sono sposato da oltre vent’anni con Paola e abbiamo un figlio di sedici anni, Federico. Chi sono? Bella domanda! Sicuramente c’è un pezzo di me in ognuna delle cose che scrivo. Il resto lo sto scoprendo strada facendo.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Qualche anno fa rovistando tra le mie vecchie cose ho ritrovato un quaderno della quinta elementare. L’ho sfogliato e ho trovato un racconto, forse il primo che ho scritto nella mia vita. La cosa che ancora mi colpisce è che mia moglie e mio figlio ricordano ancora la frase finale con cui si concludeva. È stato però solamente un anno e mezzo fa che ho deciso di seguire un corso di scrittura creativa presso la scuola Omero di Roma e iniziare a scrivere con ordine frasi, pensieri dialoghi e poi racconti che da sempre componevo ma rimanevano nella mia testa.

Ci sono ore che prediligi nella giornata per scrivere?  Cosa provi quando scrivi?

Ho scoperto che la scrittura per me è quasi una necessità esistenziale. Tuttavia il mio compito quotidiano è di armonizzarla con le altre cose della mia vita quali famiglia, lavoro, amicizie, sport. Nella scrittura ci sono due momenti importanti nella giornata. La mattina, in quella fase in cui non dormo più ma non sono nemmeno completamente sveglio e la sera. La mattina è il momento delle idee, la sera è il momento per scriverle. Ci sono delle sere in cui le parole fluiscono con molta facilità, altre invece molto meno. Mi è capitato di svegliarmi in piena notte con un’idea e passare un paio d’ore a scriverla oppure tirare fino a notte fonda per concludere una storia, oppure riscriverla. I fine settimana sono anche un buon momento per scrivere. Per me scrivere è come avere in mano il timone di una barca a vela in cui sono il solo passeggero e il mare è uno spazio che continua dentro di me.

Ci vuoi parlare dei libri che hai pubblicato?

Avendo iniziato a scrivere da non molto tempo ho pubblicato un racconto ‘Sgt Pepper la,la,la’ su MagO, la rivista online della scuola Omero. Ho da poco terminato di scrivere il mio primo romanzo e quasi completato una collana di racconti. Il romanzo d’intitola ‘Domino’, inteso come il gioco, il dominio e dominus. È un thriller ambientato a Roma in cui il protagonista è il domino che, come tessere, dispone su una scacchiera le vite e i destini delle persone per completare un mandala multidimensionale. Il romanzo racconta la vicenda di alcuni top manager all’interno di una multinazionale, dei loro interessi personali e contrastanti tra invidie, doppi giochi, alleanze e tradimenti in cui uno dei personaggi agisce per conto di un’organizzazione malavitosa. Il libro di racconti che sto completando prende il titolo da uno di essi, ‘Vite riflesse’, in cui i protagonisti possono vedersi e osservare le proprie vite come un riflesso delle vite di altri o di situazioni che si trovano a vivere e fronteggiare.

Il primo libro è come il primo amore non si scorda mai, ci puoi raccontare quali difficoltà hai incontrato per pubblicarlo e quale è stato il tuo primo pensiero dopo averlo pubblicato?

A questa domanda potrò rispondere appena pubblicherò “Domino”, il mio romanzo. È una storia che avevo dentro da tempo e scriverla è stato un gesto naturale, come alzarsi dal letto la mattina.

Leggendo la tua biografia sembra che tu non abbia mai presentato i tuoi lavori ai concorsi letterari.

Ho partecipato a un concorso Racconti nella Rete, ma non sono stato tra i vincitori.

Solitamente quali canali usi per pubblicizzare i tuoi libri e perché?

Ho una mia pagina Facebook https://www.facebook.com/FareNotte451/ nella quale pubblico alcuni racconti, brevi dialoghi e pensieri. Per deformazione professionale Internet e i social media sono un canale importante per farmi conoscere.

Cosa consiglieresti ad un giovane o ad una giovane che iniziano a scrivere?

Avendo iniziato da relativamente poco tempo anche io, nello specifico, non mi sento di poter dare consigli. Come persona che ha già avuto un percorso di vita non posso che raccomandare di seguire le proprie passioni e dedicarvisi con energia, impegno e senza mai demordere. E poi studiare e leggere.

Secondo te cosa pensa la gente dei poeti e degli scrittori? 

Mi sembra che i numeri su quanto si legge in Italia possano essere un indicatore importante per la risposta. Tuttavia è rincuorante vedere la partecipazione, anche di giovani, alle fiere tematiche.

Qual è la tua opinione sulla politica italiana relativamente alla cultura in generale?

Da troppo tempo si sta facendo molto poco. Eppure il nostro paese ha saputo proporre nel tempo esempi di cultura unici al mondo. Bisognerebbe a mio avviso ripartire dalla scuola, facendo progetti di lettura, scrittura creativa e in generale tornando a insegnare cultura e a coinvolgere maggiormente i ragazzi. Mi sembra che negli anni la scuola abbia spostato forse in maniera eccessiva il proprio baricentro dalla cultura alle competenze. La cultura, oltre che far bene all’anima, permette di potersi reinventare nel tempo; le competenze invece possono essere soggette all’obsolescenza.

Stai già scrivendo il tuo prossimo libro e nel caso ce ne vuoi parlare?

Ho un paio d’idee ad uno stato abbastanza embrionale e molto diverse tra loro che mi piacerebbe portare avanti. Ma è ancora molto prematuro parlarne.

Progetti per il futuro e sogni nel cassetto?

I progetti sono quelli di vivere appieno la mia vita in tutte le sue componenti. La scrittura, il raccontare storie che facciano riflettere, è parte integrante dei miei progetti.

Offriresti ai lettori di Alessandria today un saggio di quel che scrivi?

Questo è un breve racconto scritto con l’intenzione di tessere con le parole un gioco, un gioco di burattini mossi da un filo sottile di eros grottesco e ironico. L’ ho pubblicato sulla mia pagina Facebook il quattordici ottobre scorso. Spero che vi faccia sorridere.

Il tè delle cinque

Quando era giovane il signor Cluny aveva un’erezione ogni mezz’ora. Era così preciso e puntuale che ci si poteva rimettere l’orologio. Le sue fidanzate agli inizi erano ben liete di queste sue facoltà, poi con il tempo diventava stancante ed estenuante. Il giorno in cui compì trent’anni il signor Cluny passò ad avere un’erezione ogni ora. A Trentacinque anni il signor Cluny iniziò ad avere l’erezione solo nelle ore dispari. Seppure la cosa possa sembrare divertente bisogna pensare che la notte il signor Cluny doveva dormire rigorosamente supino o di fianco. Quando compì cinquant’anni il signor Cluny aveva solo due erezioni al giorno: alle sette di mattina e alle cinque del pomeriggio. La moglie del signor Cluny ogni giorno usciva di casa per andare al lavoro alle sette e mezza, finemente truccata, rigorosamente in tailleur, con calze autoreggenti, scarpe con il tacco e d’inverno anche il cappotto. Così il signor Cluny aveva a disposizione non più di novanta secondi per un rapporto sessuale completo, preliminari inclusi. Il signor Cluny, tuttavia, aveva omesso l’erezione delle cinque perché la utilizzava per le sue scappatelle extra coniugali. Un giorno il signor Cluny conobbe Miss Hornington, inglese del Devon, che aveva l’abitudine tutta inglese di gustare il tè alle cinque esatte. Miss Hornington invitò il signor Cluny a casa per il tè delle cinque. Al loro primo incontro gustarono un’ottimo earl grey. La seconda volta provarono un tè al gelsomino cinese. Altre volte s’incontrarono e ogni volta gustavano un tè diverso, ma da un certo momento in poi mai prima delle cinque e mezza.

© Patamu Marco Gallo


Prima di salutarci potresti dirmi come sei diventato follower di Alessandria today?

Ringrazio Pier Carlo Lava che mi ha invitato dopo aver letto alcuni miei racconti.

Grazie Marco di questa intervista che ci hai gentilmente concesso e che ci ha permesso di conoscere i primi passi che un autore compie quando si affaccia al mondo della letteratura. Una conoscenza che certamente sarà di aiuto a coloro che nutrono il tuo stesso desiderio.

Mi piace concludere questa intervista con un’immagine tratta dalla tua pagina e che riporta una frase molto significativa del tuo modo di vivere la tua volontà di scrivere.

 

Autore: marcello comitini

Sono siciliano ma vivo a Roma. Sono laureato in Giurisprudenza. Dopo aver insegnato Fotografia, ho svolto attività di Specialista in Organizzazione e Processi Produttivi presso aziende italiane ed estere. Delle mie poesie dicono: Attraverso immagini dense e limpide, le sue poesie offrono una nuova via d'accesso alla realtà, affidando ai versi il compito ambizioso di suscitare in noi adesione alla totalità del nostro essere. L'esistenza, il suo significato, la sua dinamica, il nostro ruolo nel mondo, il nostro rapporto con l’amore e con la vita sono gli argomenti che il poeta affronta. Le sue poesie sono meditazioni attive che ridestano in noi modi di pensare e di vedere che le convenzioni sono solite mantenere nascosti perché scomodi. Ho tradotto parecchi autori dal francese e ho pubblicato tre volumi di poesie. Le mie poesie possono essere lette sul sito www.terracolorata.com

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