RISVEGLIO di Giampaolo Angius

RISVEGLIO di Giampaolo Angius

risveglio

RISVEGLIO

Si sente la voce del Lupo!
E’ possente la voce del Lupo!
Oh! se l’ho ascoltata rapito sulla cima di un Monte, seduto!
Dalla vetta di quella Montagna guardavo con sdegno il Mondo ai miei piedi,
il frizzare dell’aria acuiva i miei sensi, mi inebriava l’afrore di aromi segreti.
Il blu profondo del cielo ingigantiva il mio Io, sulla somma del Monte ero Dio.
Il Lupo ululava lontano, si sente la voce del Lupo!
Fiera superba, stupendo esemplare.
Che accade?! mi invade il Torpore,
sprofondo in un Sonno dallo strano sapore.
Come naufrago che più volte s’abissa
mi aggrappo ad un relitto e riemergo spossato dalla Palude di quel triste Sonno.
Quante volte Apollo è salito ad Oriente?
Quante volte Selene ha rischiarato la Notte?
Non mi è dato saperlo.
Quello che è certo è che all’inizio era l’Alba,
ora è la Notte, la Notte più nera.
La palla di fuoco, del Fuoco che sorge, è coperta da un Sudario di Morte.
Ma che è successo all’aria frizzante?
ora è immota, venefica, maleodorante.
Quale Demone ha evocato i nuvoloni che, minacciosi e maligni,
si rincorrono a passo di marcia?
Son nembi forieri di pioggia.
Già il tuono percuote l’aria stinta e malata,
il boato fa male non scema lontano.
Già Zeus scaglia i suoi dardi per purgare il Mondo dal Male.
Che faccio sulla cima del Monte?
Il ringhio del Lupo sovrasta il boato,
il vento che urla rotolando giù per le Valli,
lo ingigantisce ne aumenta l’orrore.
Il Lupo è vicino, lo posso vedere alla luce dei lampi,
non è più il superbo animale che all’Alba si era mostrato,
la Notte mi rivela la sua anima vera,
zanne pronte a squartare, artigli atti a ghermire.
Si sta avvicinando!
Che faccio sulla cima del Monte?
Non resta che scendere a Valle, già ma che Strada seguire?
E’ scomparsa quella percorsa a salire.
La pioggia comincia a scrosciare, Dio mio che posso fare?
Un lampo rischiara la Vetta e mi mostra, celato tra i rovi,
un Viottolo impervio.
Ma io sono nudo! ho perso le scarpe!
come posso affrontare quel Deserto di sassi?
Il Lupo si fa minaccioso, si appresta a balzare,
le saette nel cielo disegnano ardenti arabeschi sempre più complicati.
Peggio di così non può andare.
Coraggio, che mi costa tentare?!
Imbocco il Sentiero, che angusto passaggio,
i sassi aguzzi mi straziano i piedi,
mi volto, che faccio ritorno sul Monte?
No!!
Stringo i denti, continuo l’andare.
Guarda!
La Strada si allarga, le selci taglienti si son diradate,
più lieve è il Cammino, più sicura è la Via.
Col cuore leggero raggiungo la valle
ai piedi del Monte che un giorno ho scalato,
intanto l’Aurora rischiara il paesaggio, mi siedo e ascolto gli uccelli cantare.
Il Lupo è lontano, sempre più fioco mi giunge il richiamo,
la Tempesta è passata,
è rimasta sul Monte che un giorno ho sfidato.

(Dalla Silloge “In Adversa Ultra Adversa” – 1994 – Angius Giampaolo -)

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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