IL VENTO E LO SGOMENTO, di Vito Sorrenti

Per la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

IL VENTO E LO SGOMENTO

Da ogni dove il vento impetuoso
ha spinto con inaudita violenza
nubi nere contro il sole
e ora sulla terra è sceso il buio
e la bufera infuria selvaggia
e volge, rivolge e sconvolge
la fremente natura che appare
nel suo muto patire
afflitta sconvolta dolente
ma non vinta dalla furia dell’intemperie.
E in te, da dove nasce la paura?
E perché quel tremore?
Qual vento ha spinto sul tuo viso
quel velo di pianto?
Chi ha spento il tuo sole?
Chi abbuia il tuo volto?
Chi infuria nel tuo petto?
E perché i tuoi occhi
annuvolati di strazio
brancolano nel vuoto?
Cosa scrutano in quel baratro profondo?
Cosa cercano in quel fondo orrendo?
Forse il tuo mondo è precipitato dentro?
E chi l’ha spinto?
O forse io non intendo
non comprendo il senso
delle tue labbra ricurve sul mento
il loro muto lamento
e il pianto che gronda
dalla tua anima affranta.
Eppure sento lo sgomento
che urla dal fondo
dei tuoi occhi smarriti.
Ma da cos’è generato?
Dagli affetti perduti?
Dall’incanto svanito?
Dai sogni infranti?
Ma tu taci
tu non rispondi alle mie domande
tu rimani muta.
Ma il fragore del tuo silenzio atroce
la voce della tua anima impietrita
la luce di vetro funerario
che traspare dalle tue pupille spente
mi parlano di te,
del tuo cuore affranto
e delle sue ferite sanguinanti
e infondono nel mio
una musica dolente
che mi sgomenta l’anima.

Tratta da “Amebeo per Euridice, AGAR Editrice (RC), 2009