Il mio cuore nudo

Polvere che dormi

sulla pelle gelida del corpo

violentato e nascosto da un velo,

di paura taciuta.

Vermi brulicanti

si nutrono di occhi,

troppo spesso aperti

che non sanno guardare

i riflessi di uno specchio

che non sa mentire.

Al limite del confine,

in sospeso sul nulla

sprofonda il cammino,

che termina dove inizia il buio.

Le palpebre iniziano a farsi pesanti,

il respiro inciampa nella paura,

l’ingranaggio digrigna i denti

e il gelido finale stride funereo,

vestendo d’angoscia l’ultimo giro di vita.

26/11/018

Thomas Amadei

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