Addio a Ennio Fantastichini, di Cristina Saracano

Aveva solo 63 anni e da qualche tempo lottava contro la leucemia, non ce l’ha fatta: ieri si è spento a Napoli l’attore viterbese Ennio Fantastichini.

A 15 anni studiava Beckett, aveva la passione per il teatro e il cinema addosso, nel 1989 vince il Nastro d’argento con Porte aperte, regia di Gianni Amelio.

Ha interpretato ruoli sanguigni e spietati, pur essendo un tipo riservato, con un grande amore per il suo unico figlio.

Ha lavorato al fianco di numerosi registi come Maria Sole Tognazzi, Riccardo Milani, Marco Risi.

Con Ferzan Ozpetek si è aggiudicato il David di Donatello nel 2010 per il film Mine vaganti.

La sua ultima apparizione in tv è nel film per la televisione Fabrizio De André, dove interpreta il padre del indimenticato cantautore genovese.

Nel 2017 ritorna al teatro con Re Lear di Shakespeare, firmato da Giorgio Barberio Corsetti, un lavoro in cui crede molto, a cui presta una dedizione assoluta.

Ciao, Ennio…

 

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