Andrà tutto bene, di Cristina Saracano

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ANDRA’ TUTTO BENE

La ragazza entra nel bar di prima mattina senza un soldo in tasca e tanto freddo addosso.

Sorride al barista mostrando le prime fessure tra i denti, segno di una giovane vita passata per strada a scaldarsi bevendo birra.

Il professore cerca la brioche con i cereali e guarda fisso il bancone.

Vorrebbe tenere una bellissima lezione stamattina, ma i ragazzi si sono dimenticati di ascoltare e gli adulti di educarli. Con la brioche abbracciata al tovagliolo di carta tra le mani grandi, il professore pensa a quando andrà in pensione e non gli dispiacerà affatto fare volontariato. Aiutare gli altri. Senza aver nulla in cambio, solo perché gli piace.

Anche al barista piacerebbe tornare a suonare il basso nel gruppo degli amici dei suoi vent’anni.

Invece gli tocca rumoreggiare con tazzine e piattini, accontentare tutti i macchiati chiari, scuri, schiumati poco, con latte freddo: sono i desideri degli italiani.

Il barista, mentre aspetta che scenda il caffè nella tazzina, guarda il pensile con l’antina trasparente appeso alla parete di fronte a lui: racchiude alcune bollette ancora da pagare. Sempre in ritardo.

La ragazza mangia voracemente una brioche piccola guardando, di tanto in tanto il professore attraverso le sue lenti spesse di chi ha letto molto.

Non gli sorride, forse per pudore, per celare quella sua dentatura imperfetta, per non essere fraintesa, perché si sentirebbe fuori posto.

Il professore la guarda con la dolcezza negli occhi di un padre che pensa che, nonostante tutto, ha una figlia bellissima.

Il tempo scivola in continuazione senza soste lungo le nostre vite.

E sta per suonare la campanella.

Il professore paga. Apre la porta e lascia passare la ragazza che si stringe nella sciarpa lisa perché fa ancora freddo.

Il cielo si fa chiaro e presto spunterà un po’ di sole.

Il barista resta solo a guardare i ragazzi che attraversano la strada con gli zaini che spaccano le spalle, le madri di corsa, con un filo di trucco messo all’ultimo minuto, qualche nonno, sempre indispensabile in questa vita in corsa.

Chissà se questo mese pagherà le bollette.

Chissà dove dormirà stanotte la ragazza.

Chissà se qualcuno ascolterà il professore.

Andrà tutto bene.

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