Paolo Berta: lettera al prof. Giuseppe Conte

Paolo Berta: lettera al prof. Giuseppe Conte

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri  Prof. Giuseppe Conte,

mi rivolgo a  Lei che  considero un uomo libero , senza  padrini e  padroni, per proporre un progetto che  credo , potrebbe  risolvere gli annosi problemi che  da tempo inchiodano l’Italia ad un immobilismo  incondizionato.

Paolo Berta

Da molti anni come Presidente di IDEA, Associazione Onlus , che ha sede in Alessandria e che si occupa delle persone con disabilità, ricevo molte richieste di aiuto.

Le persone chiedono cose semplici, come il diritto ad uscire di casa e a non essere prigionieri di un letto, ad avere un posto di lavoro, un inserimento scolastico degno di questo nome, dei mezzi di trasporto pubblico che funzionino.

O anche il diritto ad invecchiare e a morire degnamente. Io a trovare una risposta o una soluzione a tutte queste richieste, dedico tutto il mio tempo. Nessuno mi ha mai dato il minimo strumento per dare voce a questi diritti.

Ora con l’ardire di chi ne ha viste tante e non ha più timore di niente e nessuno, io mi rivolgo a Lei , una delle massime  cariche  dello Stato, perché nella prossima riunione del G20, avanzi un’ IDEA rivoluzionaria assolutamente in linea  con quella che io credo sia la sua impostazione etica : aboliamo tutti i paradisi fiscali ed il denaro contante.

Il rapporto Oxfam, che Lei conoscerà sicuramente, ci dice che l’elusione fiscale  costa ai paesi più poveri  almeno 100 miliardi di dollari all’anno, una  cifra sufficiente a mandare a scuola  124 milioni di ragazzi e coprire  le spese sanitarie  per salvare la vita di 6 milioni di bambini. l paradisi fiscali aiutano le multinazionali a sottrarre risorse alle casse degli Stati contribuendo a generare  e rafforzare sistemi economici fondati sulla disuguaglianza.

A rimetterci sono le piccole e medie imprese nazionali ed i cittadini più poveri. Ci sono anche dei paesi europei tra i paradisi fiscali, I Paesi Bassi, l’Irlanda, la Svizzera ed il Lussemburgo.

L’eliminazione invece del contante permetterà di registrare ogni entrata ed uscita, tenendo memoria sia dell’importo che della causale della transazione. Faremo come si è fatto già tempo fa con lo stipendio, che non può più essere erogato in contanti ma solo attraverso conto corrente. In Svezia ad esempio meno del 2% dei pagamenti avviene ora in contanti, il paese scandinavo prevede di eliminare definitivamente il contante entro il 2025.

Un’operazione difficile  per loro stessa ammissione soprattutto  per i pensionati, meno avvezzi ad usare i sistemi elettronici ma già ora  gli acquisti in contanti sono stai dimezzati e sembra sia l’unico modo per evitare i pagamenti in nero. Ovviamente si dovranno fare accordi con gli Istituti bancari e le Poste per evitare che questi servizi vengono fatti pagare alla cittadinanza.

Affido a lei  questi miei desiderata, che poi altro non sono che  le basi per un vivere civile e democratico dei cittadini italiani. 

Distinti saluti 

Paolo Berta

Presidente del gruppo consiliare del Partito Democratico del Comune di Alessandria

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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