Scende la sera, di VincEnzo Pollinzi

Scende la sera, di VincEnzo Pollinzi

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Scende la sera

Lieve e pensierosa
scende la sera
come un fiocco di neve
che non trova terra
su cui adagiarsi.
Si perde nell`aria fredda
la mia voglia di volare,
con la paura di
cadere malamente
al primo tentativo.
O forse perchè
è tutto passato ormai,
anche il divenire
è rimasto al palo
e non riesco più a ricordare
come si vola.

Diritti Riservati @ 27 Novembre 2018
Foto dal Web

Lontano da qui, di Dario Menicucci

Lontano da qui, di Dario Menicucci

https://www.oggiscrivo.it/autori/opera.php?idopera=56782

Lontano

Lontano da qui

Non fermare la tua corsa
se il buio ti assale
anche se arriverai
dove non sai.

Non cercare la verità
a tutti i costi
nemmeno negli occhi
di chi ti ama.

Non fidarti
del sorriso della luce
che dolcemente
ti acceca.

Non illuderti
che le mani della nebbia
vogliano soltanto
accarezzarti.

Non ascoltare
le parole ammalianti del silenzio
se non vuoi smarrirti
nella malinconia.

Anch’io
continuo a correre
ma non riesco
ad allontanarmi.

Qualunque sentiero
mi riporta qui
in questo luogo
dove mi sono perso

Dario Menicucci

Al di là degli oceani, di Cecilia Minisci

Al di là degli oceani, di Cecilia Minisci

Al di là degli oceani

E non capimmo di noi cosa sarebbe stato
per quei viaggi pieni di speranza,
sembrò come spiccare un volo in libertà.
Nessuno ci indicò che trucco c’era
dietro alle parole udite e a quelle scienze
che insegnavano tante verità, cadute poi
in un pozzo di menzogne e addosso ci piombò
l’infima sorte e la dolente beffa della vita!
E rimanemmo poi soli e divisi, figli strappati
alla loro madre terra e senza più radici.
Non fummo più capaci di tornare
alle protese braccia
di chi ci aveva con amore generati,
e fummo condannati a misurare il tempo,
a contare gli anni che ci fecero invecchiare,
dimenticando i nostri costumi ormai lontani
senza che altri ci fossero in parte familiari.
Uccelli migratori senza più ritorno,
rimanemmo per secoli di storia separati
da grandi deserti di oceani d’onde scure,
fra origini dimenticate in quelle vaste terre,
lontane e ferite al petto anche di giorno
dal freddo dell’inverno e dell’indifferenza:


oh, quanto straniere e per sempre sconosciute!
Ma amammo ogni tratto piccolo di strada
dove il nostro cammino si perdeva,
voltato l’angolo dell’ultimo isolato
fra i fumi di grandi città cosmopolite;
e amammo pure quegli oggetti usati,
toccati e posseduti con benevolenza,
dove l’anima dentro resta, e ancora vive il tempo.
E un giorno forse Cristo venne a consolarci,
poggiandoci la mano sulla fronte
per calmare ogni nostra sofferenza
e ad annullare tutte le distanze.
E guardammo con più saggezza il tempo,
ci accorgemmo che non era mai passato,
ma era solo un testimone fermo in ogni punto
che da sempre silenzioso se ne sta a guardare
tutto ciò che accade e tutto ciò che passa.

Una luna vanitosa, di Mariella Bartolucci

Una luna vanitosa, di Mariella Bartolucci

Sui balconi dell’albergo /

quella notte lontana /

dal mondo,

prima che il lago

m’inghiotisse ,

c’era uno scintillio

carico,

emanato

da una Luna maestosa /

Scavava  lunghi

solchi di luce

fino agli abissi

del laghetto,

mio letto di morte. Continua a leggere “Una luna vanitosa, di Mariella Bartolucci”

Insieme, di Stefania Melani

Insieme, di Stefania Melani

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Insieme

Insieme
stupiti
cominciammo
a nuotare
in un mare
di sogni.

Ora conosciamo bene
la riva
dove posano conchiglie,
eco del mare,
nelle bianche notti
di luna
dai sommessi
bisbigli..

E sul sospeso lume
quell’impronta di noi,
ancora calda,
lasciata sulla sabbia
a far compagnia
alla dolcezza tenera
della risacca.

Stefania Melani@

Foto di Stefania Melani ( Il mare della Versilia)

Quell’attimo sublime, di Grazia Denaro

Quell’attimo sublime, di Grazia Denaro

Buongiorno!

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Quell’attimo sublime

E’ dall’eterno fluire
di melodie lontane
che ritorna quell’eco di bellezza
da cui rifulge l’attimo sublime
e poi il suo dopo
che ascende verso l’azzurro cielo
tra le carezze di uno zefiro
e nel candore
delle lusinghe della primavera.

@Grazia Denaro@

VERSI COME ONDE (1 – 19) di Carmelo Salvaggio

VERSI COME ONDE (1 – 19) di Carmelo Salvaggio

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VERSI COME ONDE (1 – 19)
“Stand by me”

Abbracciami,
abbraccia teneramente
la mia passione,
sarà come legare l’eterno
ai cardini di cancelli spalancati all’anima.
Ci sei tu quando la mente vaga nei ricordi,
quando l’ansia affretta l’incerto passo dentro spirali d’ignoto
ed ancora, quando il desiderio rincorrendo sogni, immerge i miei occhi nei tuoi.
Legami, legami in un impeto di piacere con dolci catene che stringano i polsi tremanti
ch’io non possa allontanarmi oltre la soglia delle tue carezze e del fiato di calda vaniglia.
Ora che il cielo crolla su noi d’armonia, ci stringa il ritmo di questo avvolgente “Stand by me”.

12 dicembre 2018
Carmelo Salvaggio
immagine dal web

La verità ( perduta ) di Andrea Patrone

La verità ( perduta ) di Andrea Patrone

La verità ( perduta )

Per lei ho perso gli amici, la
gioia e la fierezza perché
l’ho creduta amica, poi l’ho
compresa, ma era già fuggita,
so che non è eterna e chi
non l’ha mai cercata lei lo
ha ignorato, voglio ricordare
soltanto:
“Per lei, molte volte ho pianto “.

Andrea

Presepe, di Grazia Denaro

Presepe, di Grazia Denaro

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Presepe

In questo tempo del Sacro Avvento
aneliti d’amore ammirano sculture
di fini campionature
esposte in un sacro contesto
di un bel presepe di Natale
che ogni anno si rinnova a rappresentare
la nascita del Sacro Bambino
presentato in un paesaggio rurale
nell’incanto d’una stella splendente
che illumina il cielo d’argento
ad indicare il sacro luogo:
una grotta dov’è nato il bambinello.

Si, è nato in una stalla
ed in una mangiatoia deposto
scaldato da un bue e un asinello.
Ammirato con amore dai genitori
ed adorato dai pastori
che sentono emozione in cuore
per il flusso benefico d’amore
ch’emana da quel neonato
in quella povera culla adagiato.

Stupisce il canto del cielo
che d’Alleluia riempì il creato
a richiamare da lontane terre genti
a dire che Gesù Bambino è nato! E’ nato!

@Grazia Denaro@

Ritratto, di Vincenzo Cardarelli, 1916, recensione di Elvio Bombonato

Ritratto, di Vincenzo Cardarelli, 1916, recensione di Elvio Bombonato

Vincenzo Cardarelli

Esiste una bocca scolpita,
un volto d’angiolo chiaro e ambiguo,
una opulenta creatura pallida
dai denti di perla,
dal passo spedito,
esiste il suo sorriso,
aereo, dubbio, lampante,
come un indicibile evento di luce.

Il titolo è un indicatore semantico. Il ritratto della donna si ispira allo Stilnovo (angiolo, toscanismo), perché privilegia il viso: bocca, denti, sorriso, in un crescendo irresistibile.

Incipit perentorio, con la ripresa anaforica al v. 6: “esiste”, concretato da “evento”. Ossimori ai vv. 2: chiaro/ambiguo; 3: opulenta/pallida; 7: dubbio/lampante. Un climax anomalo: aereo/dubbio/lampante. L’ultimo verso  rivela che la breve lirica consiste in una similitudine. 

La prepotente luce finale dissolve i precisi contorni della donna (Simona Costa). L’implicita dichiarazione d’amore diventa contemplazione estatica.  Per ora; poi si vedrà. 

foto: Vincenzo Cardarelli nel 1957, fotografato da Paolo Monti da wikipedia

Eugenio Montale sul consumismo e sulle discoteche,  giusto allora importate dagli USA, di Elvio Bombonato

Eugenio Montale sul consumismo e sulle discoteche,  giusto allora importate dagli USA

di Elvio Bombonato. Alessandria

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“Nel mondo c’è largo spazio per l’inutile, e anzi uno dei pericoli del nostro tempo è quella mercificazione dell’inutile alla quale sono sensibili particolarmente i giovanissimi. Un esempio è la musica esclusivamente rumoristica e indifferenziata, che si ascolta nei luoghi dove milioni di giovani si radunano per esorcizzare l’orrore della loro solitudine.  Fa impressione il fatto che un sempre più diffuso benessere abbia i lividi connotati della disperazione” ( Stoccolma, 12 dicembre 1975, Discorso al conferimento del Nobel per la Letteratura).   

Lo assegnai come tema in classe in V linguistico, suscitando il dissenso vigoroso di metà della classe. Ora penso:  se Montale avesse vissuto l’attuale fase dello sballo ad ogni costo, tra pasticche, alcolici, vomito, schiantarsi in auto ecc., cosa avrebbe scritto?

foto: wikipedia