Il paragone non regge perché i parametri sono diversi: dal tasso di crescita alla disoccupazione, dal debito allo spread. Il confronto è tra un’economia sana e una quasi in recessione.

di ROBERTO PETRINI

Il paragone tra Francia e Italia, purtroppo per noi, non regge. Con i cugini d’Oltralpe condividiamo molte cose ma non lo stato dell’Economia. A confrontare i dati pubblicati dalle Autumn Forecast della Commissione Europea, ora sotto il tiro dei gialloverdi che reclamano egual trattamento, le differenze sono rilevanti.

A partire dal tono dell’economia, brillante in Francia e vicino alla recessione in Italia: Parigi viaggia il prossimo anno all’1,6 per cento e noi siamo sotto l’1, come ci attestano tutti i previsori internazionali, se andrà bene. Investimenti e disoccupazione in calo al 9 per cento in Francia, investimenti che stentano e disoccupazione al 10,4 per cento in Italia.

La partita si potrebbe chiudere qui, se non fosse che i gialloverdi pretendono che all’Italia venga concesso lo stesso – ipotetico – trattamento della Francia e dunque che non venga aperta la procedura d’infrazione.

Sorgente: Rapporto deficit / pil, ecco perché la Francia può permettersi di sforare e l’Italia no – Repubblica.it