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Pierangelo Basorini il bevitore Pierangelo Bartolini (1905-1973), Il bevitore

Dopo una giornata a vagare nei boschi della Tuscia
tra alberi giallo oro del colore dell’autunno
ruderi etruschi e romani al tramonto mi siedo sfinito
a un tavolo al centro di uno spiazzo
davanti a una taverna con ulivi intorno
e accanto un campo infestato dai gialli fiorellini d’artemisia
e campanule viola d’atropa bella donna.
Una vecchia con il volto crettato di pietà e dagli anni
con un grembiule bianco legato ai fianchi
versa lentamente il vino
che sobbolle nei tozzi bicchieri da osteria.
Piego il capo sulle mani chiudo gli occhi m’inebrio
del suo profumo corposo.

La giovinezza è ancora mio appannaggio
sotto questo carico di anni e d’impalpabili macerie?
E lo struggente patimento d’amare la vita?

Il profumo del vino mi penetra nel sangue
allontana ogni opacità e timore.

Guardo le mani della vecchia ne seguo ogni gesto
le chiedo quale sorte
l’abbia…

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