Dolce e cara mammina, di Loredana Mariniello

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Dolce e cara mammina,
ti scrivo da un mondo fatto d’aria,
dicono si chiami Paradiso
e io corro in un verde prato
condiviso con ogni mio amico peloso
So che non hai mai dimenticato
la tua morbida bambina pezzata di colori,
io me ne sono andata,
ma ora c’è Ambra a renderti i giorni sereni
So che ti piace raccontare a tutti la mia storia
e in effetti lunga è stata sulla terra la mia avventura,
intensa e priva di paura
Ho partorito oltre trecento figli
e avuto un’infinità di compagni
Mici e micioni impazzivano per me
e io li portavo in casa a conoscere te
che coccolandomi mi lenivi il dolore del parto,
quando tirandoti per un lembo di pigiama
ti chiamavo per ricevere carezze di conforto
Sulla soglia di casa ho portato veramente di tutto,
cacciatrice perfetta, sorcini, lucertole
lungi da me scappavano di tutta fretta !
Ma la vicenda che oggi ti voglio annoverare
ha davvero un non so che di speciale.
Quella mattina, come al mio solito,
a zonzo me ne andavo,
quanto mi piaceva sdraiarmi sul lettino
della piscina ubicata di fronte alla nostra abitazione
Da lontano ti osservavo mentre svolgevi ogni mansione,
è risaputo che i felini vedono in alta definizione !
E mi piaceva incontrare lì i miei amici,
miagolavamo insieme innamorati e felici
Quella mattina, come ti dicevo,
dopo il solito giro d’ispezione,
mi accingevo a rientrare,
il mio stomaco cominciava a brontolare,
avvertivo una certa fame
Con eleganza m’infilo tra le inferriate del giardino
e sul muretto poggiato che vedo ?
Un grasso e grosso pesciolino,
ti giuro, mamma, non c’era nessuno
e quel bel pasto mi faceva gola…
da ladra furtiva ho preso il pesciolino
e dalla finestra son salita per la scala
e da gatta beneducata
ho lasciato sulla soglia la pietanza prelibata,
attendendo impaziente che qualcuno
giungesse ad aprirmi la porta
fiera della mia generosa scorta !
Sì, perché il nonno, nel frattempo
era uscito a comprarmi la pappa
e di rientro dalla sua spedizione
ti domandò senza esitazione :
” Hai dato tu un pesce a Briciolina ? ”
e tu perplessa gli rispondesti :
“Io dare il pesce in bocca al gatto, ma tu sei matto !”
Il puzzo di pesce mamma, ti ha sempre stravolta !
Intanto il mio furto giaceva intatto sul tappeto,
e quando la nonna si accorse del misfatto
un sorriso le spuntò lieto sul volto,
raccolse dalla soglia la mia preda
e a mezzogiorno la ghiotta pietanza
fu per la famiglia ben cucinata !
Che umiliazione !
Da furba accanita ero stata fregata !
Il giorno dopo, nel corso di un’altra mattiniera esplorazione,
un altro pesce mi attendeva sul muretto del giorno prima,
lo afferrai intrepida stringendolo tra i denti,
i gatti non sanno mai essere perdenti !
Stavolta per non farmelo rubare,
decisi di deporre il pesciolino
sulla soglia della porta al piano inferiore,
ma anche questa nuova locazione
fu dal nonno scoperta e nuovamente
la preda mi sfuggì dalla bocca !
Giorni dopo, il nonno munito di paletta e scopa
si accingeva a spazzare l’androne del terrazzo
ti chiamò e tu corresti come un razzo :
” Loredà, dici a mamma che qui ci sono delle lische di pesce !”
Ed io lì accanto vi guardavo
leccandomi i baffi con le mie zampe lisce !