“Sovrintendente Capo della Polizia di Stato fuori servizio evacua gli abitanti di uno stabile in fiamme ad Acqui Terme” 

“Sovrintendente Capo della Polizia di Stato fuori servizio evacua gli abitanti di uno stabile in fiamme ad Acqui Terme” 

In data 11 Dicembre intorno alle ore 00.50 circa, terminato il turno serale di Volante della Questura di Alessandria il  Sov.te C. della Polizia di Stato RUSSO Rino, mentre faceva rientro presso la propria abitazione sita in Acqui Terme, percorrendo la Strada Statale 30 all’altezza dell’intersezione tra quest’ultima ed Alessandria, scorgeva una grossa e densa coltre di fumo che si elevava da un complesso abitativo nei pressi, pertanto, allarmato vi si avvicinava.

Raggiunto il complesso abitativo coinvolto, sito in via Trasimeno n.52, constatava che il sottotetto della palazzina composta di due piani era avvolto dalle fiamme e che l’incendio interessava tutto il piano superiore della struttura evidentemente abitata. A quel punto si apprestava a contattare il 112 NUE  per richiedere l’ausilio dei necessari soccorsi.

Il  Sov.te C RUSSO  immediatamente decideva di entrare nella corte interna della struttura attraverso un ingresso che dalla strada immetteva sul cortile interno, notando che  nessuno era ancora uscito dallo stabile già interessato dalle fiamme e dal fumo intenso. In quell’istante nel cortile giungeva, dall’interno della palazzina,  una ragazza che spaventata e confusa chiedeva aiuto al Sov. C.  che rassicurata l’avvisava di quanto stava accadendo, prendendo informazioni circa il numero di persone presenti all’interno della struttura e la dislocazione dei diversi appartamenti all’interno dello stabile.  Prontamente, lo stesso,  iniziava a dare l’allarme urlando e battendo con forza sulle porte d’ingresso delle singole abitazioni. 

Da uno degli appartamenti uscivano immediatamente due persone molto anziane, i quali spaventati venivano fatti allontanare dall’abitazione e posti in sicurezza.  Nel frattempo la situazione si mostrava sempre più frenetica e pericolosa poiché si udivano forti crepitii giungere dall’interno della struttura, si scorgevano le fiamme prendere più vigore ed il calore diffondersi ovunque; i frammenti della struttura di legno del sottotetto si staccavano ed ancora in fiamme cadevano al suolo rischiando di colpire sia l’operatore che le persone soccorse. Il Sov.te C. RUSSO , con celerità, saliva al primo piano da una scalinata esterna dove notava che tutto il sottotetto ed il tetto erano completamente avvolti dalle fiamme compresa una scalinata che dall’abitazione del primo piano portava al sottotetto.

Dalle informazioni ricevute dalla ragazza soccorsa era a conoscenza che al piano superiore vi abitava una persona anziana, di oltre ottant’anni che viveva sola, mentre al piano terra, vi era una coppia di ragazzi di circa  cinquant’ anni. Notando che la persona anziana non era ancora uscita dall’appartamento, l’operatore  bussava con forza sulle persiane in alluminio urlando il suo nome, per capire se fosse vigile o  priva di sensi,  poco dopo si udiva una voce provenire dall’interno che chiedeva cosa stesse succedendo e la chiave che girava nella toppa della serratura.  Appena aperta sia la porta finestra che la persiana esterna appariva la donna anziana, la quale, frastornata ed impaurita continuava a chiedere cosa stesse accadendo. L’alloggio era direttamente sotto l’incendio ed all’interno dell’abitazione vi era una spessa coltre di fumo, un calore quasi insopportabile e le fiamme stavano già lambendo la zona della cucina giungendo dalla scalinata che conduceva al sottotetto. Pertanto, vista l’urgenza, l’operatore accompagnava la donna anziana all’esterno dell’abitazione, riuscendo anche ad afferrare un giubbotto vicino alla porta,  utilizzato per coprire l’anziana. Nel frattempo il fuoco continuava ad aggredire la struttura del tetto e crepitii e rumori vari facevano preannunciare il possibile ed imminente crollo del tetto. Con urgenza nella voce e forte del fatto d’essere in divisa l’operatore riusciva a dar sicurezza all’anziana che, in stato confusionale, veniva accompagnata con decisione fuori dalla struttura e giù dalle scale mentre veniva avvolta con le spalle  dallo stesso allo scopo di farle da scudo e proteggerla dai frammenti di vetro e dai pezzi di legno roventi che cadevano dal tetto.

Considerato che vi era ancora un alloggio abitato dal quale non era uscito ancora nessuno, nonostante il pericolo dato dalle fiamme, dal fumo denso, e dai vetri delle finestre che continuavano ad infrangersi l’operatore faceva rientro  al piano terra della struttura,  sotto il tetto in fiamme, dove vi trovava un uomo che aperta la porta, confuso, cercava di capire cosa stesso succedendo. Appurato che la moglie non fosse presente in casa lo si accompagnava all’esterno della struttura.

Posti in sicurezza tutti gli abitanti della palazzina si attendeva l’arrivo del personale dei Vigili del Fuoco e la locale Pattuglia dei Carabinieri, che giunti sul posto poco dopo venivano relazionati dal RUSSO di  quanto accaduto e che tutti gli abitanti della struttura erano già stati fatti evacuare.

Il Sov.te C. RUSSO nel frattempo contattava la sala operativa della Questura di Alessandria notiziando dell’accaduto e dello stato delle operazioni di spegnimento dell’incendio, che si protraevano per oltre cinque ore e vedevano impegnati tre mezzi dei Vigili del Fuoco. Durante tali operazioni il Sov.te C. si adoperava per l’allocazione delle persone coinvolte per la notte ed i giorni successivi, data la gravità dell’incendio aveva reso di fatto la palazzina inagibile.

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