A mezzanotte manca poco ormai, di Rosario Di Modica

A mezzanotte manca poco ormai,
in alto sono i calici, si conta;
una manciata di secondi, sai,
e arriva l’anno nuovo. Ma già monta

un fastidioso senso di tristezza.
Intorno a me si ride spensierati,
di quella falsa e sterile gaiezza
di chi non pensa agli anni già passati.

Di fuori, nella notte, sento spari
e botti e vedo fuochi d’artificio.
E mentre seggo quieto coi miei cari
avverto più che gioia, sacrificio.

Il capodanno è forse un lieto evento,
per chi ha la vita ancora all’albeggiare.
È un nuovo inizio, un magico momento,
gioia infinita, eterno festeggiare.

Lascia alle spalle assai poco il fanciullo,
io guardo avanti e s’accorcia quel viaggio.
Al conto alla rovescia mi trastullo
giocando col bicchiere e sono ostaggio

dei miei pensieri. E questa scala a grado
scandisce anche l’oscuro in cui io cado.