Schumacher: i 50 anni di un grande campione, di Lia Tommi

Compie 50 anni il campione di Formula 1 più titolato di tutti i tempi, che ha subito gravi danni in un incidente sugli sci. Il mondo intero gli rende omaggio.

Il suo talento al volante è emerso già alla tenera età di 4 anni, quando suo padre Rolf lo mise sopra un kart; da quel momento in poi, la vita di Michael Schumacher è stata costellata da successi. Prima l’esordio in Formula 3 grazie a Will Weber abile manager e talent scout, al tempo proprietario di un team: nel 1988, durante una gara di Formula Ford nel circuito di Salzburgring in Austria, Weber notò il giovane Michael e le sue straordinarie doti da pilota, grazie alle quali riuscì a vincere la gara d’esordio nella categoria. Nel 1989 Schumacher firmò un contratto biennale e nel 1990 si laureò campione.

Nel 1991 Schumacher esordì nella Formula 1 al Gran Premio del Belgio nel team Jordan, come sostituto del pilota Bertrand Gachot, arrestato a Londra per una lite con un tassista. Anche nella massima categoria Schumi non tardò a mettere in mostra le sue straordinarie capacità: nelle qualifiche firmò un 7° tempo, un eccezionale risultato che però, in gara si rivelò inutile a causa di un problema al motore che lo costrinse al ritiro. La prestazione al circuito di Spa-Francorschamps attirò l’attenzione di Flavio Briatore, al tempo manager della Benetton: Schumacher ricevette subito una nuova proposta contrattuale che lo avrebbe portato sulla monoposto con cui vinse 2 titoli mondiali. Nel 1992 Schumi arrivò al terzo posto della classifica piloti, ottenendo diversi podi e vincendo la sua prima gara al Gran Premio del Belgio; nel 1993, a fine stagione si piazzò al quarto Il 1994, con il team Benetton, fu l’anno della definitiva consacrazione. Il pilota tedesco vinse il titolo mondiale aggiudicandosi otto gare, nonostante una squalifica subita a causa di una irregolarità riscontrata sulla sua monoposto al Gran Premio del Belgio, e un incidente nel circuito di Adelaide, in Australia, di cui non ebbe alcuna responsabilità. L’anno successivo si confermò campione del mondo aggiudicandosi 4 pole position e vincendo ben 9 gare.

Nel 1996 iniziò la lunga avventura di Michael Schumacher con la Ferrari. La Williams in quegli anni si rivelò superiore a tutte le monoposto: nel suo primo anno con la Rossa, Schumi non poté far altro che arrendersi al pilota britannico Damon Hill. L’anno successivo fu la volta di Jacques Villenueve che, sempre con la Williams, si laureò campione del mondo prevalendo proprio su Schumacher, con cui vi furono dei lunghi e appassionanti duelli per tutta la stagione. Il 1998, un altro anno positivo per Schumi e la Ferrari, fu segnato dallo sfortunato incidente del pilota tedesco, a cui scoppiò lo pneumatico posteriore destro all’ultima gara, il Gran Premio del Giappone; il titolo se lo aggiudicò il finlandese Hakkinen con la McLaren, nonostante una stagione combattuta fino all’ultimo. Il sogno però, prese forma nel 2000: per cinque anni consecutivi (2000-2004) Michael Schumacher vinse il titolo iridato, scrivendo pagine indelebili nella storia della Formula 1 e della Ferrari. Furono gli anni dello strapotere del Cavallino Rampante; nelle mani del pilota tedesco, la Rossa si rivelò imbattibile. Schumacher si ritirò dall’attività professionistica nel 2006. Nel 2010, con un ritorno a sorpresa, corse a bordo della Mercedes, senza peraltro ottenere risultati di rilievo. Tuttavia, il suo contributo si rivelerà essenziale per il futuro della scuderia, che vedrà il pilota Lewis Hamilton vincere 5 titoli iridati, e il tedesco Rosberg aggiudicarsi il suo primo e ultimo Mondiale. Con 7 titoli mondiali, 91 vittorie e 155 podi, Schumacher è ancora oggi il pilota di Formula 1 più vincente di sempre.

Il 29 dicembre 2013 Schumacher si recò a Meribel, una stazione di sport invernali in Francia, con la famiglia e alcuni amici, per trascorrere le vacanze natalizie. Verso le 11:00 di mattina, durante una discesa con gli sci, in un tratto che collegava una pista battuta ad un’altra, l’ex pilota incappò in un masso celato sotto la neve e perse l’equilibrio, andando a picchiare il capo su un altro masso poco distante. Schumacher indossava il casco ma non fu sufficiente ad evitare le gravi conseguenze che derivarono dall’incidente. Venne immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale Universitario di Grenoble; le condizioni si rivelarono subito gravissime, Schumacher era in coma a causa di un forte trauma cranico; fu immediatamente sottoposto ad un interventi chirurgico. Da quel giorno, le notizie dell’ex ferrarista trapelano con il contagocce; la strettissima osservanza della privacy da parte della famiglia non ha mai permesso di conoscere le reali condizioni del pilota, anche se è ormai chiaro che la gravità dell’incidente abbia comportato una sua totale incapacità di condurre una vita in autonomia. Da quel che si è appreso, Schumacher necessita di cure continue e un’assistenza costante da parte di un’equipe di medici e infermieri.

Nel giorno del suo 50esimo compleanno, al Museo Ferrari di Maranello è stata aperta la mostra “Michael 50” (alla quale si riferiscono le foto), che racconta la carriera e i record tutt’ora imbattuti di Michael Schumacher. Nella Sala delle Vittorie sono esposte alcune delle monoposto Ferrari più importanti tra quelle guidate dall’ex ferrarista: la F310 del 1996, con cui vinse tre Gran Premi nel 1996, la sua prima stagione con la Rossa; la F399 con cui Schumi vinse il titolo costruttori nel 1999; la F1-2000, F2002 e la F2004. Presente anche la 248 F1 del 2006, con cui si aggiudicò la sua ultima vittoria al Gran Premio di Cina. Gli appassionati avranno l’opportunità di conoscere anche alcuni lati più nascosti della vita di Schumacher: non tutti sanno che dopo il suo ritiro, l’ex campione rimase in Ferrari anche per contribuire alla messa a punto di alcune vetture stradali, come la 430 Scuderia del 2007 e la Ferrari California del 2008.

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