Di Maria Luisa Pirrone

Ci sono notti che passerai in aeroporto aspettando un aereo prima dell’alba. Ci sono notti che mangerai km su una vecchia macchina da un capo all’altro del paese. Lo farai per poche, pochissime persone. Tra queste, le nonne lontane. Quando se ne andranno.

Io lo feci qualche anno fa, per la mia, e l’ho rifatto ieri per un’altra nonna, non di sangue ma di cuore. Una nonna che ha amato suo nipote come la mia ha amato me. Nell’assenza e negli istanti fuggevoli.

Le nonne lontane aspettano tutto l’anno un ritorno e per quell’occasione speciale si preparano per settimane. Le nonne lontane, quando ti rivedono, impastano, impanano, friggono, sfornano, curano e perdonano. Tutto.

Ogni volta hanno un solco in più sulle mani, ogni volta il loro sguardo è più dolce, più felice e più triste. E un giorno se ne andranno in silenzio, a centinaia o migliaia di km da te, portandosi via la tua infanzia e la tua adolescenza, le vacanze più belle, l’amore più puro, certe di aver tracciato il sentiero che percorrerai dopo di loro. Certe di non aver attraversato la tua vita per caso.

La mia nonna avrebbe compiuto gli anni oggi, un capricorno testardo e indipendente come me. È un’anima libera da quasi 5 anni, come l’altra lo è da pochi giorni…e quando questo succede, non guardi più il cielo nello stesso modo.

(In foto: cielo di Toscana dalla vecchia macchina che sta mangiando i km…)