LA NEVE DI GENNAIO, di vittoriano borrelli

LA NEVE DI GENNAIO, di vittoriano borrelli

la neve di gennaio

Non si ha freddo nell’anima quando fuori nevica e le case s’imbiancano nella quiete mattutina. Non è vero che il calore arriva solo dal sole quando ci si può stringere un po’ di più in giornate come queste con la neve che lambisce i vetri delle finestre. Infagottati nelle coperte dalla testa ai piedi, solo gli occhi restano scoperti per rimirare cotanta meraviglia.

La neve di gennaio è uno spettacolo che si guarda senza pagare alcun biglietto, la nostalgia del Natale appena passato si trasforma ben presto in una gioia silenziosa per qualcosa che sta per rigenerarsi nel candore del mondo intorno a te. E pensi che sia così bello pensare che tutto possa ricominciare, purificarsi nello spirito e nelle idee per una nuova scommessa sulla vita.

Spesso pensiamo di aver bisogno degli altri, di contare sugli altri, di essere noi stessi “gli altri” per spogliarci delle nostre preoccupazioni o soltanto per condividerle per sentirci meno responsabili. Trascuriamo i dettagli, le cose intorno a noi che non aspettano altro che essere toccate, sfiorate, accarezzate. E questa natura che si rigenera dopo una pioggia o un abbondante nevicata, ci offre lo spunto per capire che tutto parte e riparte da noi stessi.

La forza genera la forza, la bellezza genera la bellezza, dalle cose belle non può mai nascere un fatto brutto, anche quando pensi di trovarti sull’orlo di un precipizio c’è sempre uno squarcio di cielo sopra di te, uno spiraglio di luce, qualcosa di bello che riempie il niente che è dentro di te.

Non mi disturba la neve di gennaio, anzi mi consola e mi avvolge nel sonnacchioso silenzio di queste ore interminabili mentre tutto si attarda a ricominciare. Le strade deserte, i semafori spenti, le piazze vuote, tutto sembra in apnea in attesa di riemergere al primo tiepido sole di un nuovo mattino. Pronti a ricominciare come quelle bestiole che escono dal letargo dopo essersi riparati dalle grinfie dell’inverno.

La neve di gennaio è una primavera allo stato embrionale, sotto la coltre bianca nasceranno i fiori più belli, rinverdiranno le campagne e le periferie delle città come una cornice d’alloro puntellata dai colori più vivi e raggianti. Tutto si scioglierà e cadranno le ultime resistenze intorpidite dal gelo, il sangue scorrerà nelle vene più fluido e fluente come un fiume che riprende il suo corso per abbeverare tutto ciò che si anima e si rinnova.

La neve di gennaio è un sorriso solo nascosto che si scoprirà lentamente dopo gli ultimi sussulti dell’inverno. È un volto fra i mille volti che non ho incontrato, che si nutre del mio sguardo stupito e incantato, che mi rimboccherà le coperte come una madre affettuosa e mi farà addormentare per prepararmi ad un altro bellissimo risveglio.

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Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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