5oo Like a Marcello Comitini

Ringrazio voi tutti, lettori di Alessandria today, e Pier Carlo Lava in particolare, per avermi donato 500 dei vostri “mi piace” in pochissimo tempo, nonostante la mia rara presenza sul blog.
Questa mia presenza manchevole è dovuta soprattutto a una lentezza bradipea che mi consente di sfornare soltanto quelle parole che sono maturate prima nel mio cuore, poi nella mia mente e che vengono trasmesse poi alle mani che le traccino in maniera leggibile e spero anche condivisibile.
Grazie a tutti.

Davanti ad un camino

Creando Idee

Legna scoppiettante, colori sfavillanti, calore avvolgente, un fluire di pensieri, idee, emozioni, davanti ad un caminetto acceso Quanto è  apprezzabile l’entrare in casa e trovare ad accogliervi il calore, il profumo particolare che solo la legna che arde può dare, seduti difronte al camino si   inizia a vagare con i pensieri, catapultati in un piacevolissimo stato di pace e tranquillità. Stare lì a fissare il fuoco che arde vi permette di focalizzarvi su qualcosa e di lasciarti andare. Il fuoco, che piano piano si consuma, aiuta a concentrarsi sul momento presente alleggerendo i pensieri e le preoccupazioni relative al futuro. Ecco un aspetto del caminetto a cui spesso non si pensa, presi dalla frenetica vita quotidiana, con sempre maggiore difficoltà riusciamo a ritagliarci dei momenti tutti per noi. E poi…? E poi  arriva la sera, l’ora di cena, riuniti a tavola dinanzi al camino dove poter iniziare a  banchettare. I…

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Libro del mese – Dicembre 2018

Blog di Pina Bertoli

Questo mese ho dedicato un po’ meno tempo alla lettura: le feste mi hanno impegnato molto! Fare l’albero, pensare ai regali e soprattutto dedicare tempo ai miei familiari, cucinare qualche pietanza speciale, tutte attività appaganti che mi restituiscono molte emozioni. Adesso, durante le vacanze, sto riprendendo i  miei ritmi e gli occhi mi luccicano quando guardo i bei libri che mi sono arrivati….

Veniamo ai libri che ho letto questo mese: sono tre romanzi e una raccolta di racconti (Ovejero):

Jón Kalman Stefánsson, Storia di Ásta.

Tayari Jones, Un matrimonio americano

José Ovejero, Donne che viaggiano da sole

Mikael Niemi, Cucinare un orso

Scelta assolutamente non facile….. però propendo per quello che mi ha fatto viaggiare in un luogo e in un tempo lontano, che mi ha dato molti spunti di riflessione su questioni delicate e che mi ha tenuta in sospeso con i misteriosi delitti:

Niemi orsoCucinare un orso, di…

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Bernhard Schlink, Olga. Una donna, un secolo

Blog di Pina Bertoli

I francesi, gli inglesi e i russi possono vantare una patria unita già da tempo, i tedeschi la loro l’hanno coltivata a lungo solo nella propria immaginazione. (..) Quando, finalmente, Bismarck ha dato loro una madrepatria, si erano ormai abituati a coltivare le proprie fantasie. E ora non riescono più a smettere. (..) Le fantasie cadono nel vuoto e il vuoto è ciò che in realtà voi amate e cercate. Tu scrivi di dedizione alla causa, ma in verità intendi un perdersi nel vuoto, nel niente. Io ho paura del niente nel quale tu desideri perderti, più paura di quanta me ne incuta il pensiero che possa accaderti una disgrazia. (5 aprile 1914)

Olga, di Bernhard Schlink, Neri Pozza editore 2018, traduzione di Susanne Kolb e Cristina Proto, pagg 221

L’illustrazione in copertina è “A dark pool” di Laura Knight: artista di cui ho parlato in

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F. G. Lorca, Il poeta dice la verità

Blog di Pina Bertoli

Continuo la lettura dei sonetti di Lorca, di cui trovate la presentazione in questo post; sul blog sono presenti gli altri sonetti esaminati.

El poeta dice la verdad

Quiero llorar mi pena y te lo digo

para que tú me quieras y me llores

en un anochecer de ruiseñores

con un puñal, con besos y contigo.

Quiero matar al único testigo

para el asesinato de mis flores

y convertir mi llanto y mis sudores

en eterno montón de duro trigo.

Que no se acabe nunca la madeja

del te quiero me quieres, siempre ardida

con decrépito sol y luna vieja;

Que lo que no me des y no te pida

será para la muerte, que no deja

ni sombra por la carne estremecida.

Il poeta dice la verità

Voglio dirti che la mia pena io piango

perché ad amarmi e a piangermi tu provi

su un imbrunire tardo d’usignoli

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Eugenio Montale e Clizia, Occasioni

Blog di Pina Bertoli

«Siamo diventati amici! – scrive con entusiasmo la Brandeis in una lettera -. Abbiamo parlato di Ezra Pound, di T.S. Eliot, dell’Inghilterra, dell’America e dell’Italia». «Vestito con buon gusto», ma già vecchio a 37 anni (lei 28), molto gentile, «davvero semplice, alquanto brutto e spesso, persino, piatto». Mai una conversazione da cui salvare «dieci parole degne di essere ricordate», postilla la ragazza, che poi però torna a casa e ricomincia, incantata, a leggere il suo libro. Il mese dopo aggiungerà: «Il grande poeta non sa parlare. Mi dice, umilmente, delle cose stupide. E mi piace adesso, non perché somiglia tanto alla sua opera, ma perché non ci somiglia affatto!». Così parlò la futura Clizia, la musa ovidiana di tante poesie de Le occasioni . *

 

Lo sai: debbo riperderti e non posso (1934)

 

Lo sai: debbo riperderti e non posso.

Come un tiro aggiustato mi sommuove

ogni opera…

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Julian Barnes, Il rumore del tempo. “L’arte è il mormorio della storia, udibile al di là del rumore del tempo”

Blog di Pina Bertoli

Che cosa poteva contrapporre al rumore del tempo? Solo la musica che viene da dentro – la musica del nostro essere – che alcuni sanno trasformare in musica reale. E che se nei decenni a venire sarà abbastanza forte e pura e autentica da annegare il rumore del tempo, si trasformerà nel mormorio della storia.

Il rumore del tempo, di Julian Barnes, Einaudi ET Scrittori 2016, traduzione di Susanna Basso, pagg 205

 Di Šostakovič – uno dei miei musicisti preferiti – e di Julian Barnesavevo già parlato in passato, citando un articolo che lo scrittore inglese aveva dedicato al grande compositore e apparso sul “The Guardian”. Tra i regali di Natale mi è giunto il libro che tanto desideravo leggere e di cui oggi vi parlo.

In questo libro Barnes ricostruisce la vita del grande compositore “da dentro”, cioè interpretando le sue tormentate relazioni con…

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Diego De Silva, La donna di scorta. “Il caso non è casuale. Fa quello che non gli viene impedito.”

Blog di Pina Bertoli

Per quanto grottesco gli sembrasse, si accorgeva di essere lui a soffrire. Lui, felice e fortunato, circondato da una compagna e una bambina da raccontare, che non trovava pace all’idea che la donna per cui mentiva rispettasse così serenamente la sua vita. (..) Lo aveva capito dall’inizio che non avrebbe mai interferito nella sua vita. E questo, invece di rendergli le cose più semplici, gliele complicava. (..) Sembrava che non volesse più di quanto lui fosse disposto a darle. Che il desiderio di un futuro con lui non la riguardasse per niente.

La donna di scorta, di Diego De Silva, Einaudi ET Scrittori 2001, pagg 144

Avevo da tempo in libreria questo romanzo breve, che ancora non avevo letto, e che una amica mi ha recentemente chiesto in prestito consigliandomi, quando me lo ha restituito, di leggerlo. E così mi sono decisa. L’autore, un mio coetaneo, è ben…

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Le persone speciali

Creando Idee

Le persone speciali, sono quelle che ti entrano dentro, quelle che arrivano dritte al cuore senza prendere scorciatoie, dritte come se corressero su un’autostrada, come se i limiti di velocita’ non esistessero, e come se le distanze fossero davvero irrisorie…… le persone speciali, sono quelle che incontrano i tuoi pensieri per mescolarli con i loro, per farti capire in ogni momento, in ogni luogo che esistono persone che sembrano fatte apposta per te, che capiscono senza domande, che rispondono senza chiedere, e con le quali tutto sembra sempre cosi’ naturale…… le persone speciali sono quelle che quando le incontri, sono capaci di riempire un vuoto che hai da sempre, ed e’ nel medesimo istante che capisci che quel vuoto era nel tuo cuore per attendere proprio il momento in cui qualcuno di importante lo avrebbe colmato, avresti aspettato giorni, mesi o anni…… le persone speciali sono quelle che comprendono, comprendono…

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Tra le stelle – Parmi les étoiles – Among the stars

marcellocomitini

cielo stellato Tra le stelle, foto di Marcello Comitini

a Claude Esteban

Tra le stelle

Sono in piedi e avanzo lentamente
i piedi sepolti dalla sabbia.

Guardo in alto. Vedo nello spazio immenso
tra una stella e l’altra
l’oscuro nulla della notte immobile.

Temo che il buio ostacoli i miei passi
che un po’ di vento freddo mi rovisti il cuore,
che un soffio più deciso lo disperda
come polline sul mare.

Temo.

Ma nell’oscuro nulla il vento mi spingerà
più in alto.
Io ancora esisterò.

Parmi les étoiles

Je suis debout et j’avance lentement
les pieds enterrés dans le sable.

Je regarde vers le haut. Je vois dans l’immense espace
entre une étoile et une autre
le néant sombre de la nuit immobile.

Je crains que les ténèbres entravent mes pas
Que le vent , le plus petit et froid, fouille mon cœur,
qu’un souffle plus déterminé le disperse
comme le…

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Tra le stelle – Parmi les étoiles – Among the stars, Marcello Comitini

Tra le stelle, di Marcello Comitini

a Claude Esteban

Tra le stelle

Sono in piedi e avanzo lentamente
i piedi sepolti dalla sabbia.

Guardo in alto. Vedo nello spazio immenso
tra una stella e l’altra
l’oscuro nulla della notte immobile.

Temo che il buio ostacoli i miei passi
che un po’ di vento freddo mi rovisti il cuore,
che un soffio più deciso lo disperda
come polline sul mare.

Temo.

Ma nell’oscuro nulla il vento mi spingerà
più in alto.
Io ancora esisterò.

Parmi les étoiles

Je suis debout et j’avance lentement
les pieds enterrés dans le sable.

Je regarde vers le haut. Je vois dans l’immense espace
entre une étoile et une autre
le néant sombre de la nuit immobile.

Je crains que les ténèbres entravent mes pas
Que le vent , le plus petit et froid, fouille mon cœur,
qu’un souffle plus déterminé le disperse
comme le pollen sur la mer.

Je crains.

Mais dans le néant sombre, le vent va me pousser
plus haut.
J’existerai encore.

Among the stars

I am standing and I move slowly
the feet buried in the sand.

I look upwards. I see in the immense space
between one star and another
the dark nothingness of the motionless night.

I fear the darkness hinders my steps
the wind, smallest and cold, ransack my heart,
that a more determined breath scatters it
like pollen on the sea.

In the dark nothingness, the wind will push me
higher.
I will still exist.

La musica è ferita – Francesca Noschese

La musica è ferita
colpa della modernità
usa e getta.
Che ne sanno i ragazzini
dell’emozione
di crescere insieme
ai propri idoli?
Delle canzoni che
scandiscono e accompagnano
ogni momento della vita.
Giorni di pioggia chiusi in casa.
Una serata romantica.
La musica che si espande
tra le pareti, un bicchiere di vino,
una birra, una bevanda calda.
Da soli a leggere il libretto o in compagnia
a parlare degli aneddoti
degli artisti.
Che ne sanno dei libretti?
Di quando gli artisti li vedevi, dell’ascoltare le canzoni
e intanto leggere i testi.
Ma che ne sanno…
Di artisti che non si sono fatti
in un solo giorno.
Pure Dio ha avuto bisogno di sei giorni
per creare la Terra
o forse di più…
Di persone vere che scrivono
col sangue sullo spartito e
piangono in studio o sul palco.
La bellezza del guardare la propria
collezione di cd e vinili.
Un pizzico di orgoglio
nel sapere di aver in parte
contribuito concretamente
alla crescita
della carriera di un artista
e alla costruzione della
storia della musica.
Album fisici sugli scaffali
come mattoncini.
Mani nostalgiche
ancora lì stringono.
La musica è ferita
ma non morta.
Pochi sentono il grido.
Piattezza.
Uniformità.
Dove sono finite le chitarre?
Quelle incendiarie.
Dov’è finito il fuoco
nei riff e nelle voci?
Dov’è l’onda d’urto
che ti colpisce e
ti fa alzare dal divano?
Gli sguardi al cielo
sono urla silenziose.
Jam sessions da sogno
nell’aldilà.

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PRIMA TAPPA, di Roberto Busembai. Quattro passi in Italia

PRIMA TAPPA, di Roberto Busembai

Quattro passi in Italia

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PRIMA TAPPA

E variamo questa nave che ci porta in giro per la penisola più bella del Mondo, cioè l’Italia, ma come con quale città o paese varare che non faccia rimanere male gli altri, potrei iniziare con molta naturalezza dalla nostra capitale Roma, ma sarebbe a mio parere un inizio scontato, allora avrei pensato Firenze ma subito mi sarei sentito addosso i rimproveri delle altre regioni dicendomi che sono campanilista e ho giocato in casa, però se dicessi Venezia…..si ma sento già le voci in mezzo tono che sussurrano….e certo solo perchè è particolare, Lei e i suoi canali……e altre ancora per non nominare paesi e cittadine, borghi o villaggi….insomma sapete cosa ho deciso? Darò solo un piccolo personale cenno alla mia città natia, soltanto nozioni di buon cittadino e amante del suo borgo, raccomandandomi di riparlarne poi più approfonditamente.

Io sono un Lucchese, puro e genuino, da generazioni e anzi dovrei dire in gergo che sono Lucchino. Continua a leggere “PRIMA TAPPA, di Roberto Busembai. Quattro passi in Italia”

La signora Hildegard, di VincEnzo Pollinzi

La signora Hildegard, di VincEnzo Pollinzi

la signora hildegard

La signora Hildegard

La notte sta per finire,la prima sigaretta
raschia alla gola e disperde a casaccio
i sogni sulla porta di casa.
Poi arriva la signora Hildegard
che mi racconta di tempi lontani,
tempi di guerra e lei era solo una bambina.

Mi racconta della paura, le sirene
e le corse mano nella mano
fino al Bunker più vicino.
Sente ancora nel buio i silenzi che
diventano respiri amplificati
tra le mura spesse del cemento.

Le bombe fuori, a grappoli,
un incessante, monotono
fuoco d`artificio che sgretola
le case,gli alberi,le strade.
L’aria puzzava di bruciato, zolfo,
di catrame carbonizzato e grumi
liquidi di sangue e pezzi di corpi umani
sparsi lungo la strada fino a casa.
..O mein Gott…

Sono momenti in cui
la voce sembra spegnersi
negli occhi che fissano il vuoto
e ti riesce difficile anche il respirare.

Ma promette che continuerà domani,
alla stessa ora, se io ci sarò.

Non sopporta la luce del sole,
ma deve rovistare nei rifiuti
e spera tanto di poter portare
qualcosa da servire ai suoi gattini,
-la gente oggigiorno getta via tanto-
che, solo loro, come ogni mattino
aspettano sulla finestra il suo ritorno.

Diritti Riservati @ 30 Ottobre 2018
Fota dal Web

Giochi di luce, di Grazia Denaro

Giochi di luce, di Grazia Denaro

Buongiorno!

giochi di luce

Giochi di luce

Giochi di luce
in caldi colori
terra dorata
da caldi venti alitata
paesaggio ambrato
d’immensa distesa,
oceano di sabbia senza confini.
Solo qualche oasi circoscritta
risacca ristoratrice
attorniata da verde manto
dà refrigerio al calore bruciante
dell’anima viandante.

Riposo ombroso sotto grandi palme,
incontri e scambi tra gente itinerante
sorgenti d’acqua a cui si accede
con allegria e si riconquista
quel sapore che dona vita
a quel vagare bruciante
ed estenuante.

Rimirar nella luce un cielo indaco
che riporta ad una lontana danza
intrisa di sogni persi nell’implacabile sole
ma non nella speranza…
Opera di Henry Matisse

Grazia Denaro
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