Lo scricciolo (racconto di Luisa Bolleri)

Zonadidisagio

G. Berengo Gardin

L’ho sentito, era un flebile lamento, ma che dico, un pigolio. Un misto di gemito e preghiera, all’inizio pareva emesso in una lingua sconosciuta o in un dialetto incomprensibile, poggiato su oscillazioni tremolanti, come il verso degli agnelli strappati alla madre. Con il trascorrere dei minuti ho capito che era italiano, filtrato dal dolore.

Solo la voce mi arrivava di lei, a ondate, a belati, mentre sedevo al capezzale di mio padre in un pronto soccorso come tanti, in cui ogni posto letto circoscrive la privacy con tende verdoline. Non era un piagnucolio qualsiasi, quello, no, strappava il cuore, così privo di difese e insieme disarmante. Era una richiesta di aiuto che conteneva in sé il rifiuto già sperimentato, abituale, a cui ci si è arresi da tempo immemorabile. Eppure, anche nella resa, si continua a sperare. Senza alzare gli occhi, senza aumentare il volume del pianto asciutto, si aspetta…

View original post 506 altre parole

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...