LA STELLA E L’AQUILONE, di Gianni Lovera

La Stella E L’aquilone Gianni Lovera.

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LA STELLA E L’AQUILONE
Vi voglio raccontare una storia…
In una città di nome Mostar,dove le case e i palazzi sembrano tanti pezzi di formaggio con i buchi, viveva un bambino di nome Ivan.
Era appena terminata la guerra e i bambini erano felici,perchè dopo anni passati a giocare in casa, potevano finalmente vedere il mondo con i suoi colori,i fiori,le piante e tutti gli animali che rendevano vivi i parchi e i prati.
Anche Ivan per alcuni anni aveva giocato in casa o in cantina,con solo tre giocattoli di legno: la guerra non lasciava spazio a spese superflue e i suoi genitori erano molto poveri.
Inoltre c’era anche la paura della guerra;scappare e nascondersi tutto il giorno erano le uniche cose importanti e Ivan era triste, perchè non poteva giocare con altri bambini.
Ma, come vi ho detto,un giorno la guerra finì.
Ivan era entusiasta di questa nuova situazione e un giorno sua mamma Anna lo portò al parco perchè potesse vedere com’era bello il mondo senza la guerra.
Il bambino era sorridente e sognava di poter giocare con altri bambini,ma la gioia più grande era quella di vivere senza la paura.
Camminando per la strada che portava al parco,vide una bancarella che vendeva palloncini e aquiloni e chiese alla mamma di avere un aquilone.
Anna,pur sapendo che costava due Kune, decise di rinunciare a compare il pane per regalare un po’ di felicità a suo figlio.Una volta comprato l’aquilone, Ivan andò al parco e lo fece salire su,su,fino al cielo.
L’aquilone volteggiava, tagliava il vento e sfrecciava come fosse un aereo. Gli altri bambini lo guardavano estasiati.
Per la strada verso casa il sorriso di Ivan era interminabile,continuava a guardare il suo aquilone volare e gli sembrava quasi di sognare ad occhi aperti.
Una volta arrivato a casa,il bambino legò il suo nuovo gioco al balcone e dalla sua camera continuò a guardarlo, finchè non si addormentò.
La mattina seguente Ivan continuò a giocare felice col suo aquilone fino alla sera.
Ormai la notte era vicina, incominciavano a vedersi le stelle e Ivan decise di slegare l’aquilone e correre con lui su e giù per il balcone.
Ad un tratto la corda gli sfuggì di mano… E d’incanto fu notte.
Ivan rimase a testa in su verso il cielo stellato, guardando allontanarsi il suo amico e iniziò a piangere, sempre con il braccio alzato, quasi come volesse salutarlo.
Ma poi….. avvenne una magia…
L’aquilone,avvicinandosi al profondo blu della notte,conobbe una stella.
Lui cercava una via, una speranza… Lei, brillando nella notte, gli indicava la strada.
L’aquilone era stanco, ma la stella, brillando sempre più, quasi incoraggiando l’aquilone ormai solitario nello spazio infinito, creò una scia, come una mano tesa e d’incanto tutte le stelle si spensero.
Restarono solo l’aquilone e la sua nuova amica stella… E brillarono insieme all’infinito.
Mentre sotto di loro, a milioni di chilometri,su quel balcone, Ivan a testa in su,si asciugò le lacrime e  incominciò a sognare.

Gianni Lovera

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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