L’imperfetto amore di Dio

alle sette

Domani è S. Teresa d’Avila, dottore della Chiesa, una che nel 1500 scriveva, riformava ordini religiosi, ragionava delle cose di Dio e impartiva insegnamenti. A leggerla ci si perde.

Ci si perde anche nello scoprire che, se tanto mi dà tanto, Dio ci ama di un amore imperfetto: se la perfezione dell’amore è nella reciprocità e nel perdersi l’uno nell’altro.

Come vuol essere amato, Dio, da noi? Ce lo ha detto tramite Suo figlio: ama il tuo prossimo come te stesso. Nell’amarci reciprocamente si misura il nostro amore per Dio. S. Teresa d’Avila.

Che pure è maestra di contemplazione, che moriva nei rapimenti e nelle estasi, che scriveva “moro perché non moro” perchè la vita la separava dal suo Amato. Che meraviglia!

“Moro perché non moro” cantata da Giuni Russo

Solo nell’amore per il prossimo si perfeziona l’amore per Dio. In quest’ottica si capovolge tutto e la reciprocità che diventa…

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Aggiornamento di stato: ottobre 2018

alle sette

E quindi sì: sono davvero fornaia, lavoro la notte, riposo di giorno, ho clienti e debiti, una vita artigiana, prodotti che prendono forma lentamente, progetti ancora più lenti a concretizzarsi e tanta, tanta serena soddisfazione.

La pagina Facebook del panificio c’è, non poteva mancare, mentre manca il sito; si farà più in là, per il momento si lavora!

https://m.facebook.com/PanificioSTeresaAg

Più esattamente ORA ET LABORA. Sì, di nuovo un “sì”, mi sono follemente innamorata di Gesù. Capita a noi donne di mezza età di prendere una sbandata per uno più giovane… è successo anche a me.

Può darsi che scriva qui non tanto di pane quanto di amore, non so, mi serve di nuovo un posticino tutto mio dove esprimermi e leggermi, un posticino dove trovarmi.

Bentornata Tasti, mi sei mancata 😍

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Il primo perchè

alle sette

È sempre lì, la motivazione, il giustificare, lo spiegare. E vogliono sapere quello che nemmeno tu sai. Io poi parlo sempre malvolentieri di me, mi confondo, non sono capace. Quello che so fare è scrivermi, cercarmi nelle parole che digito e che rileggo.

Mi piace il silenzio. Le parole non dette. Gli occhi che vorrebbero celare e non sono capaci. Il dono di sguardi tremuli, più sinceri di tutte le parole che si potrebbero dire.

Nelle parole ci inganniamo l’un l’altro. E se tentiamo slanci di sincerità… in quel momento stiamo ingannando persino noi stessi.

Finisco di formare il pane alle 4.30 del mattino. Mi cambio la divisa sudata e infarinata e spazzolo i capelli intrecciandoli. Poi vado in Chiesa. Ore 5.00. C’è Gesù. In silenzio.

Non ė più il momento delle parole, ma di guardarsi per ascoltarsi davvero. Per godere della mistero della Sua presenza. Della Sua tenerezza. Del…

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Semi di Melia

alle sette

Il mio panificio è una putìa. Bottega. Si lavorano le farine artigianalmente, con il minor uso possibile di macchinari, si fa lievitare il pane naturalmente, rispettandone i tempi, che tradotto vuol dire che alle volte la sfornata mi vede veramente molto, molto provata.

Abbandono il mio pane solo per le prime due ore dopo averlo lavorato: vado in chiesa, in adorazione. Poi, dopo aver ricevuto la comunione (quella dei lavoratori) torno in panificio a vegliare i miei piccoli. Altre due ore, altre quattro ore, alle volte altre sei ore. Che fanno 12 ore dall’inizio degli impasti. Anche di più? Ebbene sì, può capitare quando si lascia che il lievito madre lavori con i suoi tempi.

Lievito Madre.

Il profumo del pane.

Il susseguirsi incessante della preghiera, sottofondo in cui il suono dell’impastatrice scandisce il ritmo e la pesa degli ingredienti trama con i Pater e le Ave.

Mi piace il…

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Si lavora

alle sette

Tanto, si lavora davvero tanto.

Mi alzo alle 2.00 di notte, comincio dagli impasti che richiedono più tempo per lievitare. Comincio con il Rosario della Divina Misericordia, un’intera notte di impasti e preghiere.

Ho sempre amato la preghiera, il lento svolgersi di una storia che diventa relazione con te stessa e con l’altro. La tensione a svuotarsi di sé per perdersi nell’altro.

Una relazione d’amore. Allargato a tutta la famiglia degli angeli e dei santi. A cui portare i miei affetti terreni.

Il tutto dosando, pesando, spezzando, formando.

Ormai è un continuo dialogo nelle mie lunghe e faticose notti. Un dialogo che mi mantiene vigile, attenta, che mi dà la forza che di tanto in tanto sento venir meno.

Che follia diventare fornaia a 50 anni! Che bellissima follia preparare i pani per le persone di cui conosco i sorrisi e le ombre, i vezzi e i difetti.

Che entrano…

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Quando d’amore s’arde

alle sette

«Ardete d’amore, anime accese,

un Dio s’è fatto mortale per voi.

Oh! Stupendo mistero;

chi vien mendicando

è il Verbo eterno!» (Pie ricreazioni, 5).

S. Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo.

Ordine dei Carmelitani, un fuoco d’amore che consuma, che si esprime in regole e canti, in vite totalmente dedicate ad amare l’Amore.

Un genere letterario, se si vuole, ma intimamente vissuto e sofferto, in totale aderenza all’essere, che diventa anatomia dell’anima.

Un’amore immenso che non si lascia contemplare ma ti chiede, pretende partecipazione, che vuol estendersi oltre le pagine, che mentre si descrive… mostra la strada per raggiungerlo.

Bellezza struggente di parole che sgorgano da animi al di sopra, talmente lontani dall’ordinario, dal reale… intrisi di “altro”, dall’amore per chi tutto si fa possedere.

E il cuore si accende.

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Il cuore si sveglia

alle sette

Inizio chiedendo che le mie labbra si aprano e la mia bocca proclami lodi al Signore.

È l’amore che trasforma tutto in canti, che spinge ad abbracciare e amare l’aria, il cielo, i fiori, le persone!

Nulla manca ad un cuore che ama riamato.

“Desideri dell’anima mia, correte; e già abbastanza tardi; affrettatevi a raggiungere lo scopo al quale aspirate, cercate davvero colui che cercate”*.

Si può cominciare da adesso, adesso e qui, ad amare l’infinito che si manifesta, amare la sua figura, la sua presenza, il suo profumo.

Lungo la sua strada meravigliosa si svolge il mio nuovo cammino, lungo la sua strada trovo riparo di giorno
e luce di stelle nella notte.

Luce di stelle, papà. “Quante stelle ci sono in cielo?” Ce n’è una in più, la tua.

“Hai mutato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia” **

Inizio chiedendo…

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Legami o Maria

alle sette

Legami, o Maria,

con i lacci del tuo amore a Gesù;

perché non accada di nuovo

che il mio cuore lo dimentichi,

che i miei occhi ritornino ciechi,

le mie mani vuote,

tese a scansare il nulla.

Legami, o Maria,

con le catene del tuo cuore a Gesù;

perché  non accada di nuovo

ch’io mi ritrovi sola

nelle giornate fredde e solitarie,

che le sue parole trovino

le mie orecchie distratte

e la mia mente ottusa.

Legami, o Maria,

con la forza del tuo silenzio a Gesù,

perché non accada di nuovo

che le mie labbra e la mia bocca

non proclamino la sua lode,

che le mie labbra e la mia bocca

non dichiarino il mio amore.

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Benvenuta a me!

Guarda Stelle

Ciao,
Si iniziano così un semplice “ciao”, detto così senza nemmeno pensarci, detto a tutti ma in quei tutti ci sarà sempre un qualcuno a cui glielo vorremmo dire sempre, tutti i giorni. Ma nella maggior parte dei casi non è possibile perché quando sarà vicino a noi, saremo impacciati oppure cercheremo in tutti i modi di sfuggire per non salutato, semplicemente perché abbiamo paura. Sì, paura di noi stessi, e di quello che ci circonda.

Ore 23:42. Notte 🌃

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Skam Italia 2 vs Skam Norvegia: 4 differenze che ho apprezzato

Il Lettore Curioso

Buona sera lettori! Come state? Oggi torniamo a discutere di Skam Italia, una delle serie rivelazioni del 2018. (Ve ne ho parlato qui)

Quando ho visto Skam OG mi sono letteralmente innamorata di Isak ed Even e pensavo fosse impossibile uguagliare una coppia così affiatata. Ma poi è arrivata Skam Italia, che nonostante abbia seguito le orme dell’originale, ha saputo aggiungere quel tocco in più di innovazione di cui aveva bisogno.

In questo post vi parlerò quindi delle differenze che ho apprezzato tra la web serie originale e il remake italiano. Ovviamente vi aspetto nei commenti per conoscere le vostre preferenze!

I CONTRABBANDIERI

Una delle scelte che ho preferito in Skam Italia è stata la costruzione del rapporto tra il protagonista Martino e i suoi amici. Nella serie originale la parte maschile era presente, ma molto meno enfatizzata. In Skam Italia è impossibile non lasciarsi conquistare dall’intenso rapporto tra…

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Gianrico Carofiglio L’estate fredda Recensione, di Cristina Saracano

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Gianrico Carofiglio L’estate fredda Recensione, di Cristina Saracano

L’estate del’92 sarà ricordata come un’estate di mafia sanguinaria.

I fatti di Palermo ne sono il triste ricordo.

In questo romanzo, Carofiglio, ci racconta episodi romanzati della situazione nello stesso periodo nella sua Bari.

Un bambino, figlio di un capoclan, viene rapito e poi ucciso barbaramente.

Un giovane boss decide di collaborare con la giustizia, ma non si riesce a scoprire nulla lo stesso.

La verità è sempre più cruda e amara di quanto uno se l’aspetti, il maresciallo Fenoglio, incaricato delle indagini, la scoprirà in un territorio che sembrava estraneo e dove le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

Scritto bene, si legge tutto d’un fiato, è una specie di narrazione ipnotica, che alterna la storia alla lingua dei verbali, un uso insolito, ma molto efficace.

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“CON I PIEDI NEL FANGO” di Carofiglio ad ACSAL, di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Gianrico Carofiglio presenta il libro “Con i piedi nel fango”, all’ associazione Cultura e Sviluppo di piazza De André, Alessandria , martedì 15 gennaio , dalle 20 alle 22.

Dopo la pausa natalizia, riprendono le attività culturali dell’Associazione Cultura e Sviluppo. Nella prima conferenza del 2019, che avrà luogo in un giorno e un orario inusuali (martedì 15 gennaio, alle ore 20), si avrà modo di incontrare un relatore di particolare prestigio, ossia il dottor Gianrico Carofiglio.

Magistrato, già senatore della Repubblica e autore di numerosi libri – racconti, romanzi, saggi – tradotti in tutto il mondo, nel 2018 Carofiglio ha pubblicato, con Jacopo Rosatelli, dottore di ricerca in studi politici e professore nelle scuole superiori, un piccolo ma molto denso volume intitolato “Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità” (edizioni Gruppo Abele).

Proprio a partire da questo loro appassionato e appassionante “dialogo”, si discuterà con i…

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Perchè si scrive: 9 motivi più bonus, di Valter Scarfia

Tastiera foglio biro.

Perchè si scrive: 9 motivi più bonus.

Oggi che il foglio virtuale restava desolatamente vuoto, da qualche giorno non succedeva ed era inevitabile che accadesse, mi sono posto alcune domande. Perchè si scrive: cosa ci spinge a farlo, e perchè ci piace che qualcuno ci legga? Così ho cercato le motivazioni che hanno indotto scrittori a scrivere, assolutamente conscio del fatto che i motivi possono essere migliaia, e che, di questo ne sono convinto, chi più legge, più è in grado di scrivere. Ho trovato un testo di Primo Levi che enumerava 9 motivi per cui uno è indotto a scrivere ma, precisa, che ciascuno potrebbe trovarne mille altri. Chissà se qualcuno mi aiuta a trovarne di suoi o nuovi. Questi nove motivi li estraggo liberamente dal suo testo.
“Non sempre uno scrittore è consapevole dei motivi che lo inducono a scrivere, non sempre è spinto da un motivo solo, non sempre gli stessi motivi stanno dietro all’inizio ed alla fine della stessa opera. Mi sembra che si possano configurare almeno nove motivazioni, e proverò a descriverle; ma il lettore, sia egli del mestiere o no, non avrà difficoltà a scovarne delle altre. Perché, dunque, si scrive”?
1) Perché se ne sente l’impulso o il bisogno. È questa, in prima approssimazione, la motivazione più disinteressata. L’autore che scrive perché qualcosa o qualcuno gli detta dentro non opera in vista di un fine; dal suo lavoro gli potranno venire fama e gloria, ma saranno un di più, un beneficio aggiunto, non consapevolmente desiderato. Difficile pensare ad un artista così puro di cuore!
2) Per divertire o divertirsi. Fortunatamente, le due varianti coincidono quasi sempre: è raro che chi scrive per divertire il suo pubblico non si diverta scrivendo, ed è raro che chi prova piacere nello scrivere non trasmetta al lettore almeno una porzione del suo divertimento. A differenza del caso precedente, esistono i divertitori puri, spesso non scrittori di professione, alieni da ambizioni letterarie o non, privi di certezze ingombranti e di rigidezze dogmatiche, leggeri e limpidi come bambini, lucidi e savi come chi ha vissuto a lungo e non invano. Continua a leggere “Perchè si scrive: 9 motivi più bonus, di Valter Scarfia”

Vai avanti, di Fabio Avena

Sii semplice
e diretto.
La vita è una sola.
Va vissuta appieno
seguendo il cuore,
non i meandri
della mente.

Sii pulsante
di entusiastico ottimismo,
propositivo.
L’anima stessa
ti ispira nel profondo
della tua interiorità.

In ascolto
con te stesso
puoi udire ogni risposta
ai tuoi dilemmi,
alle tue scelte di vita.

Vivi
senza preoccupazioni passeggere;
stupidi patemi
deleteri per te,
per chi hai vicino.
Essere felici
è l’unica cosa
che conta,
il domani è incerto
per ogni essere vivente. Continua a leggere “Vai avanti, di Fabio Avena”

La redazione di Alessandria today da il benvenuto a Fabio Avena un nuovo autore

La redazione di Alessandria today da il benvenuto a Fabio Avena un nuovo autore

di Pier Carlo Lava

Il suo primo post nel blog: https://alessandria.today/2018/03/23/riflessione-sullamore-di-fabio-avena/

Alessandria today è lieta di comunicare che Fabio Avena, poeta e scrittore, da oggi è  un nuovo componente della redazione, qui di seguito pubblichiamo la sua biografia:

fabio avena

Fabio Avena, biografia

Nasco a Palermo il 22 Marzo del 1976. Vivo ad Ispica, nel ragusano. Altruista, umilmente riservato, sensibilmente empatico, genuinamente estroso. Da sempre attento osservatore di dettagli che possono sfuggire a chi vive in superficie. La mia passione primaria è il ballo, in particolar modo la Street dance.

Ho partecipato individualmente e in gruppo a manifestazioni, gare di danza urbana esibendomi anche in teatro. In età adolescenziale disegnavo su carta, riempiendo quaderni interi con figure, volti pieni di dettagli, elaborando veri e propri fumetti a tema supereroistico. Diplomato al liceo classico.

La mia formazione interiore è avvenuta gradualmente, perlopiù da autodidatta. Affascinato da diverse realtà sociali e stili di vita, penso che il linguaggio della strada mi sia stato molto più utile di varie nozioni apprese sui banchi di scuola. Continua a leggere “La redazione di Alessandria today da il benvenuto a Fabio Avena un nuovo autore”