Venezia, di Antonietta Fragnito

 

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Ecco Venezia
Ecco il Canal Grande
Ed io come vicolo di carne
serpeggio e mi involo
E sì che ancora
ho parole nascoste
E dire che non sono un ponte
neppure una Cala
Sono soltanto aria sulla gondola
Ma tu non chiamarmi amore
ora che ho il cuore allagato
Non trafiggermi ancora con la bugia e l’ antica fiammella
Ora che sei Venezia di notte
e mi navighi dentro
senza posa
Ora che giaci
con le membra infangate
l’arte di seta
e i fiordi nell’ inconscio
Proprio come Venezia
Regale e sospesa
Quanta bellezza deturpata

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