Angela Maria Intruglio. Volare con i sogni. Intervista di Marcello Comitini

Dopo la biografia della scrittrice e poetessa Angela Maria Intruglio che trovate pubblicata a questo link
http:// https://alessandria.today/2019/01/04/la-poetessa-e-scrittrice-angela-maria-intruglio-si-presenta-ai-lettori-di-alessandria-today//
Alessandria today ha il piacere di pubblicarne l’intervista.

Anna Maria Intruglio

Benvenuta, Angela Maria!
Sono felice d’avere l’occasione di intervistarti e in particolare di presentarti ai lettori di Alessandria today. Loro e io avremo così la possibilità di conoscerti meglio e di conoscere meglio la tua attività letteraria.

Sono molto felice per questa intervista, che mi dà l’opportunità di presentarmi ad un pubblico, attento alle tematiche letterarie di Poeti e Scrittori contemporanei.
Ringrazio la gentile redazione e saluto tutti i lettori di Alessandria today.

Mi sembra ovvio iniziare chiedendoti in che misura pensi che lo spirito siculo interagisca con il tuo modo di pensare e di vivere.

La Sicilia è una terra molto bella, culla di civiltà di antichi popoli: Greci, Romani, Arabi, Normanni.
Illustri Poeti e Scrittori, di un periodo letterario più recente, David Herbert Lawrence, J.M. Goethe, per citarne alcuni, hanno trovato in Sicilia, terreno fertile per la loro ispirazione letteraria.
I siciliani, siamo un popolo abituato alla superba bellezza di un mare che ci circonda, un Vulcano che ci domina e una rigogliosa natura che profuma di Eden.
Mi sento privilegiata di appartenere a questa terra e trarre dalla sua bellezza ispirazione.

Dalla tua biografia ho notato che il tuo primo libro è una raccolta di poesie dal titolo “Poesie. Sassi di mare siciliano”, pubblicata nel 2012. Com’è nata l’esigenza di pubblicare?

”Sassi di Mare Siciliano” è una raccolta di poesie senza una connotazione precisa, che tuttavia, gronda amore da ogni verso.
L’esigenza di pubblicare la raccolta, alla quale ne sono seguite altre tre, più sette sillogi, è nata dalla continua richiesta dei miei lettori, che ritrovandosi nei miei versi, mi hanno incoraggiata a pubblicare e a condividere attraverso un testo e non solo sulla mia pagina facebook.

Forse la tua attività di insegnante ha limitato in qualche modo la tua libertà rispetto allo scrivere? Ti abbia sottratto del tempo che viceversa avresti dedicato alla scrittura?

La mia attività di insegnante è stata piena e soddisfacente, ma come ogni attività che si rispetti, ha assorbito completamente tutto il mio tempo. All’epoca, non pensavo affatto di scrivere poesia, non avevo ancora avuto momenti introspettivi nostalgici e contemplativi come invece è successo dopo, ma inconsciamente, surrogavo la mia grande voglia di scrivere, creando semplici testi inediti che venivano utilizzati in rappresentazioni scolastiche.

Quali sono le letture che preferisci? E quali quelle che hanno contribuito alla tua formazione di scrittrice?

Sono sempre stata un appassionata lettrice e, pur avendo letto di tutto, prediligo i classici di narrativa italiana e straniera dell‘800 e del ‘900.
Ci sono state letture che mi hanno emozionato più di altre, La Storia di Elsa Morante per esempio, ma adoro F.M. Dostoevskij, Tomas Mann, Hermann Hesse,Walt Withman, Edgar Lee Masters e nutro una passione per Rabindranath Tagore.
Diciamo che ogni lettura ha avuto un peso specifico nella mia personale formazione letteraria, ma quelle che hanno dato una svolta decisiva alla mia vita, anche per il particolare momento introspettivo che stavo elaborando, sono state: Avere o Essere di Erich Fromm, L’elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam, Il Profeta di Khalil Gibran.

Per scrivere bene ritieni sia più importante essere colti, conoscere la realtà o essere dotati di fantasia?

Credo che questi tre ingredienti siano assolutamente basilari per scrivere bene. Tuttavia, ritengo che un eccessivo sfoggio di cultura, potrebbe togliere freschezza e originalità ad uno scritto.
Fantasia e conoscenza della realtà sono elementi essenziali per corredare un romanzo.
Indispensabile è attingere a piene mani, dentro l’innata ricchezza che appartiene in modo diverso a ciascuno di noi.

Il tuo primo libro pubblicato, lo paragoneresti al primo amore, che è quello che fa sentire lo scrittore maggiorenne, libero di volare in alto sul mondo, e rende oggettivi per la prima volta quei pensieri e sentimenti che stavano chiusi dentro la mente e dentro il cuore?

Il mio primo libro, per quanto mi abbia dato ali per volare e consenso a scrivere emozioni della mia anima, lo considero un timido amore adolescenziale, che come me, ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto. Oggi, la mia poetica è cambiata, pur mantenendo quello stile pacatamente passionale, si è affinata, trasformata, perché io nel frattempo sono cambiata.

Oggi, scrivo con più consapevolezza e tantissima umiltà.
Quindi l’amore “ adolescenziale” si è trasformato in un grande immenso amore. Ho tolto quei veli pudichi che rivestivano la mia poesia rendendola più sciolta e più genuina, vicina al mio attuale sentire.
Tutto muove da emozioni personali, ora come allora, ma oggi riesco a liberare moti del cuore, entrando in comunione col battito dell’universo.

In poesia, quale forma espressiva (lirismo o antilirismo) pensi che il poeta debba privilegiare?

La poesia, non è altro che il canto del poeta, il quale, scrive sotto la spinta emotiva dei travagli interiori di quel preciso momento. Detto questo, ogni poesia che possiede carattere, non può essere scevra da liricità e trasmettere quella sorta di pathos da cui non può prescindere.
Certamente il lirismo è da privilegiare.

Giorgio Caproni affermava che il poeta è un po’ come un minatore che scava finché non trova un fondo nel proprio io che è comune a tutti gli uomini. Ti riconosci in questa affermazione o le parole sgorgano dal tuo animo spontaneamente?

Mi riconosco in parte nell’affermazione di Giorgio Caproni.
Il Poeta è inconsciamente portato a mettersi all’ascolto di sé, in relazione alle cose che lo circondano. Io le chiamo affabilmente “soste nell’oasi dell’io”. E’ dentro queste soste che ci si ristora e si respira l’intimità della propria anima. Da queste soste, che tendono a lenire l’inquietudine che divora l’uomo dalla notte dei tempi, ci si scopre sempre nuovi, diversi e pronti per ripartire.
Ma i versi, sgorgano spontaneamente dall’animo poeta, che sia esso rinnovato o meno.

I poeti, proprio come dice Caproni, tendono a scrivere delle proprie emozioni come paradigma delle emozioni dell’umanità. Credi che questo modo di guardare al mondo attraverso il proprio io giovi alla poesia e non la trasformi viceversa in poesia che si rivolge esclusivamente a un’èlite culturale, come del resto risulta dall’analisi del fenomeno evidenziato da tutti gli addetti ai lavori (editori compresi) per cui tutti scrivono poesie ma nessuno le legge?

 Sono fermamente convinta che la poesia ha un suo preciso dna e, in quanto sublimazione di una emozione, dovrebbe percorrere una sua strada, scevra da paradigmi che imbrigliano in stereotipi generalizzati. Vero è che la poesia, oggi più che mai, risulta inflazionata perché tutti scriviamo e nessuno legge. Si ha la sgradevole sensazione, che scrivere poesia, non sia altro che il trastullo di persone che hanno tempo da perdere. Io mi auguro che la poesia, possa essere rivalutata sia dal genere umano che dagli editori. La poesia dovrebbe essere apprezzata e divulgata, come panacea, per tutti i mali che affliggono l’umanità.

Cosa ne pensi del poeta con cui si raffigura Baudealire nella poesia « La Muse Vénale » che deve per « gagner ton pain de chaque soir,/Comme un enfant de chœur, jouer de l’encensoir,/Chanter des Te Deum auxquels tu ne crois guères »? (per consetire ai lettori una corretta comprensione aggiungo qui la mia traduzione di questi versi tratti da “I Fiori del Male” da me curato: ” guadagnarti il pane di ogni sera,/ come un ragazzo del coro scuotere l’incensiere,/ cantare quei Te Deum ai quali non credi)

Una delle più belle poesie di Charles Boudelaire, “ La Muse Venale”. Un Poeta tormentato, con una visione della vita molto complessa. Il poeta, cui si rivolge nelle sue liriche, non è altro che il suo alterego, con cui ragiona, disquisisce, condanna, assolve, uccide.
In questi versi molto belli, si rivolge alla sua Musa, ed è una lunga domanda che si snoda fra la constatazione e un amaro epilogo. Anche chi è abituato agli agi, può alla fine scontrarsi con le avversità della sorte. Ed ecco che il Poeta, chiede alla Musa, cosa sarà disposta a fare, quando per destino avverso, dovrà guadagnarsi il pane accettando di fare cose che detesta, suscitando gli sghignazzamenti del perfido popolino?
Versi molto toccanti e profondi, che invitano alla riflessione.

Ogni prodotto letterario scaturisce dalla fantasia dell’autore. Quali differenze ritieni che ci siano tra uno scrittore e un poeta, al di là della forma letteraria?

Premesso che ogni prodotto letterario debba essere fonte genuina della fantasia di un autore, fra poeta e scrittore c’è una sostanziale differenza.
Il poeta esprime emozioni immediate, attingendo al suo patrimonio lessicale, sintetizzando concetti profondi attraverso rime, metafore, figure retoriche.
Lo scrittore elabora la struttura di un racconto, servendosi di tempi molto più lunghi, servendosi di incipit, trama, personaggi, dialoghi, azione, ambientazione.

Poeta e scrittore si esprimono quindi in maniera totalmente diversa.

Anche se non si esclude, che un poeta possa sentire l’esigenza di scrivere romanzi e, uno scrittore, quella di esprimersi in modo più sintetico.
Ma tolta l’eccezionalità di fatti concomitanti, poeta e scrittore restano nello specifico, figure letterarie completamente diverse.

Mi piacerebbe che tu mi parlassi dei libri che hai pubblicato, nei quali hai affrontato gli argomenti più urgenti per la tua anima. Quali, fra le varie tematiche della tua vita (natura, sentimento d’amore, eros, amicizia, famiglia, attenzione verso gli altri, temi politici e/o sociali e esistenziali) sono presenti nel tuo scrivere?

Da quando ho iniziato a scrivere, ho pubblicato quattro raccolte di poesia, sette sillogi, un’autobiografia, una raccolta di racconti brevi e spero nella pubblicazione del mio ultimo romanzo.

La mia produzione letteraria, è stata veloce e intensa, un fiume in piena inarrestabile, fino a quando, non ho scritto la mia autobiografia, che mi ha permesso di elaborare il tormentato dolore della mia esistenza. Il titolo dell’autobiografia è già una buona chiave di lettura: Il Peso dei Due Padri.

Dopo questa lunga elaborazione di emozioni personali, la mia produzione poetica, ha iniziato a rallentare, fino a spegnersi quasi del tutto. Scrivo qualche poesia, ma rimangono emozioni circoscritte. Mi sento molto più serena adesso che la poesia, non mi sveglia più in piena notte, per non parlare delle ore del giorno, dove senza pace e senza tregua, ho dovuto ubbidire a quel martellante continuo perpetuo rosario di versi che giravano dentro la mia testa, dentro la mia anima dentro il mio cuore.

L’argomento che mi caratterizza in ogni scritto, è l’Amore. L’amore inteso nella sua più ampia forma, l’amore che tocca tutte le sfaccettature della vita. L’amore!

Ci puoi raccontare quali difficoltà hai incontrato quando hai deciso di pubblicare e quale è stato il tuo primo pensiero dopo aver pubblicato?

Partendo dal presupposto che pochissime case editrici pubblicano poesia, è un utopia pensare che un poeta sconosciuto possa essere pubblicato da una casa editrice nota, ma ahimè, anche meno nota. I vari sedicenti editori, o sarebbe il caso di dire tipografi che stampano libri, sono tutti al soldo dei poeti che, magari come me, scrivono undici sillogi e devono sostenerne i costi.
Mi sono auto pubblicata, alle condizioni più vantaggiose per me. Ultimamente pubblico free e pago solo le copie che acquisto, dopo la decima copia acquistata, il prezzo per l’autore si dimezza al 50% .
Io comunque non demordo, continuerò a camminare su questa strada impervia che emargina gli scrittori ignoti per plaudire i soliti noti.
Sono serena.
Avere una propria opera fra le mani, cartacea, che profuma di libro, è una gioia immensa.

Sei soddisfatta di come le case editrici pubblicizzano le tue opere o questo compito è affidato a te?

Non ho voce in capitolo, perché faccio tutto da sola. Acquisto i miei libri e li presento ad una cerchia ristretta di persone. L’acquisto di libri è una passione di pochi.
Se faccio ricerche su Google, trovo parecchie mie pubblicazioni in vari cataloghi, librerie note e piattaforme online ancora più note. I prezzi iniziali sono scontati. Io ho sempre pagato la stampa delle mie opere, ma non ho mai visto un solo centesimo.
Mai!

Ritieni che la tua presenza sui social, tipo facebook, google o instagram, o pubblicare i propri pensieri in un blog sia utile alla tua attività di scrittrice?

I Social, sono l’unico mezzo che abbiamo, per farci conoscere su più larga scala.
Ma è sempre tutto relativo. Tutti scriviamo e nessuno legge! Non sono pessimista, anzi, ma devo constatare che questo è un dato di fatto.

Secondo te cosa pensa la gente dei poeti e degli scrittori? Qual è il loro peso sulla società, ammesso che debbano averlo?

La gente…? In generale credo se ne freghi altamente sia dei poeti che degli scrittori.
 La gente oggi va di corsa, va veloce, e non ha tempo per soffermarsi a leggere una poesia e men che meno, un libro. Questo, ovviamente in linea di massima. Io posso dire di scrivere per passione, e questo mi gratifica. La stessa cosa, vale per chi legge per passione e trova modo e tempo per farlo. In parole povere, chi legge, acquista alimenti che nutrono l’anima, ed è pienamente soddisfatto. Ma ahimè, questo alimento, rimane sostanza per pochi eletti.

Che rapporto hai con il mondo femminile e come si colloca il tuo pensiero di fronte alle istanze delle femministe?

Sono molto solidale con il mondo femminile. Ho scritto tanto per la donna: Madre figlia sorella moglie amante femmina donna!
Le istanze delle femministe ben vengano, quando non sono contro tutto, contro tutti e contro gli uomini ad oltranza. La Donna di oggi, a differenza delle donne di qualche tempo fa, ha un ruolo diverso in società. E’apprezzata per quello che fa e per quello che realmente vale.
La Donna oggi, ha ottenuto il diritto alle pari opportunità.
Credo che questa, sia la linea giusta da perseguire.

Cosa pensi di poetesse, come Nina Cassian, Marina Cvetaeva, Emily Dickinson o, prima fra tutte Saffo, caratterizzate da quel che il critico e bravissimo traduttore Ottavio Fatica ha definito “poetesse liriche, ultraliriche, invase da furore uterino”? Lo ritieni un giudizio maschilista?

Credo che il giudizio posto dal critico letterario Ottavio Fatica, sulle adorate Poetesse: Nina Cassian, Marina Cvetaeva, Emily Dickinson e Saffo, non sia affatto maschilista per un semplice motivo: essendo lui un critico letterario, quindi uno studioso, ne ha tratto una sua personale interpretazione.
Ora, essendo la poesia arte, come ogni opera d’arte, può piacere, non piacere, o essere definita da esperti, come in questo caso: frutto di “poetesse liriche, ultraliriche, e invase da furore uterino”.
Ne colgo la sfumatura amabilmente ironica, non avendo nulla da eccepire, se non fosse che, amando io da sempre lo stile passionale di Marina Cvetaeva, e la poetica così femminile di Emily Dickinson, senza nulla togliere alle altre,  automaticamente, ritengo di essere invasa da furore uterino anch’io.
Alla poesia di Emily Dickinson “ Invidio i mari che lui attraversa” trovo molto somigliante questa mia, sperando che Emily non si offenda…

“Vorrei essere io l’unica essenza”
(…) vorrei essere io a schiudere occhi
che rubano i riflessi del bosco.
(…) Gelosa del respiro che albeggia sui monti
mentre muore un alito nell’onda del mare fra alghe tremanti e flutti salini
vorrei essere aquila sulle vette più alte (…)
(di Angela Maria Intruglio)

Cosa consiglieresti ad un giovane o a una giovane che iniziano a scrivere?

Credo che essere sempre genuinamente se stessi sia la strada giusta da perseguire.
Non montarsi la testa, soprattutto in presenza di premi e riconoscimenti letterari, ricordando che l’umiltà è l’abito più bello da indossare e sta bene con tutto.
 Scrivere principalmente per passione e … se sono rose fioriranno.

Qual è la tua opinione sulla politica italiana relativamente alla cultura in generale?

La Cultura…? E’ una bellissima parola, che vola di bocca in bocca, ma con i fatti, non si fa Cultura. Dai più alti gradi del Ministero, fino ai più piccoli Assessorati, che dovrebbero avere competenze specifiche, l’unica Cultura che personalmente ho visto svolgere, sono le “spallucce” Tutti gli addetti ai lavori, fanno spallucce, perché non dispongono di un solo centesimo. Qualsiasi Progetto Culturale, anche a costo minimo minimo, viene accolto da spallucce!

 Ahimè…che grande delusione!

Pubblicheresti qui di seguito per i lettori di Alessandria today una tua brevissima poesia o un altrettanto breve pensiero, tratto per esempio dal tuo libro “Riflessioni Pensieri introspettivi” edito nel 2016 da Irda Edizioni?

E’ un grande onore per me condividere con i lettori di Alessandria today una mia poesia e un pensiero.

La Meta

Minuscole misure
valutano grandi riflessioni
essenza dell’essere migrante
discordante anima e corpo.
Non voglio sillabare vane parole!
Cerco la meta al mio peregrinare
cerco il tempio ove oracolare
cerco la luce faro al mio cammino
ed essere abbracciata dalle stelle!

Cerco…

ma non vorrei cercare invano!

Da Abbracciati alle Nuvole 2018 di Angela Maria Intruglio

Davanti a Dio…

Davanti a Dio, dobbiamo inchinarci come i bambini alla meraviglia, alla gioia e, al mistero!
Noi parte di quel mistero, guardiamo alla luce per rinnovare lo spirito.
Ma per essere luce, dobbiamo uscire dalle ombre di questa vita, che ci mette continuamente alla prova.

Da Riflessioni 2017 di Angela Maria Intruglio

Stai già scrivendo un nuovo romanzo e/o un nuova raccolta di poesie? Puoi farci qualche anticipazione?

Dopo Il Peso dei Due Padri, ho appena finito di scrivere il mio secondo romanzo.
E’ una storia che si snoda tra la Prima Guerra Mondiale, attraversa la Seconda Guerra Mondiale e arriva fino ai nostri giorni. Una Storia d’Amore, un po’ esoterica, dove gli interpreti principali si ameranno oltre la vita./

Per quanto riguarda la Poesia, ho iniziato l’estate scorsa, la mia dodicesima raccolta… Se sono rose fioriranno…

Progetti per il futuro e sogni nel cassetto?

Progetti sempre tantissimi. Nella mia vita c’e’ sempre un cantiere aperto.
Sogni nel cassetto…? Sono in una età, in cui i sogni, non li lascio ad impolverare dentro un cassetto! Li tiro fuori, li faccio volare e danzo con loro! Mi piace giocare con la vita, mischiare i sogni e, accarezzarli tutti… tenerli palpitanti fra le mani, rassicurarli e, sottovoce, sussurrare loro, che tutto quello che non è stato, prima o poi sarà! Basta crederci!
… Mi piacerebbe tanto pubblicare con una casa editrice vera! ..

A questo punto nel congedarmi da Angela Maria, mi scuso per il tempo che le ho rubato. La poetessa mi saluta con queste parole

Chiudo a malincuore, questo bellissimo momento di condivisione.
Ti ringrazio ancora per questa intervista, che io considero uno di quei momenti di pura Cultura. Saluto con affetto tutti i lettori di Alessandria today e spero in altri momenti di condivisione come questo.
Grazie!

La ringrazio anch’io mentre alle mie spalle risuona ancora l’eco della sua voce che invita e stimola a riflettere sull’amore, sulla voglia di vivere, sulla forza morale che occorre per affrontare le difficoltà della vita e vincerle… con l’ amore.

Autore: marcello comitini

Sono siciliano ma vivo a Roma. Sono laureato in Giurisprudenza. Dopo aver insegnato Fotografia, ho svolto attività di Specialista in Organizzazione e Processi Produttivi presso aziende italiane ed estere. Delle mie poesie dicono: Attraverso immagini dense e limpide, le sue poesie offrono una nuova via d'accesso alla realtà, affidando ai versi il compito ambizioso di suscitare in noi adesione alla totalità del nostro essere. L'esistenza, il suo significato, la sua dinamica, il nostro ruolo nel mondo, il nostro rapporto con l’amore e con la vita sono gli argomenti che il poeta affronta. Le sue poesie sono meditazioni attive che ridestano in noi modi di pensare e di vedere che le convenzioni sono solite mantenere nascosti perché scomodi. Ho tradotto parecchi autori dal francese e ho pubblicato tre volumi di poesie. Le mie poesie possono essere lette sul sito www.terracolorata.com

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