Beltmap, il Google Maps per non vedenti che permette di essere indipendenti: con riserva!

Riporto una notizia di questa cintura che aiuterebbe i non vedenti a districarsi nel traffico della città. Naturalmente sarebbe tutta da sperimentare e il tono della notizia è, credo, troppo enfatico. Una cintura che emana vibrazioni in sostituzione della guida audio: Beltmappermette di raggiungere qualsiasi meta in autonomia.
È l’equivalente di Google Maps per aiutare ipovedenti e non vedenti a camminare in città. Beltmap riesce, infatti, a risolvere i problemi che chi non vede, o vede molto poco, riscontra con l’audio-guida delle mappe di Google. Grazie a una cintura che emana vibrazioni, connessa all’app per smartphone, l’invenzione di questa startup consente di orientarsi ovunque ci si trovi, mantenendo le mani libere e permettendo di concentrare l’udito soltanto sui rumori dell’ambiente circostante.
Superati i limiti di Google Maps
Se le mappe di Google danno indicazioni poco precise sulla direzione, ma riferiscono soltanto se svoltare a sinistra o a desta, Beltmap fornisce informazioni esatte proprio nel momento in cui si deve cambiare direzione.
“Altro problema sostanziale per un ipovedente o non vedente è rappresentato dal fatto che, seguendo l’audio-guida di Google, l’utente si debba concentrare sulle informazioni fornite dal motore di ricerca, prestando meno attenzione, invece, ai rumori provenienti dall’esterno, per lui essenziali.
Beltmap, avvalendosi di vibrazioni, non implica la necessità di udire messaggi, permettendo di potersi concentrare sui rumori esterni”, rivela a StartupItalia il founder di Beltmap, Francesco Volpi.
Se il cane guida, infine, rappresenta un compagno affidabile e fedele per chi soffre di queste patologie, non è, comunque, in grado di condurre la persona verso mete a lui sconosciute. Beltmap consente, invece, a queste persone di spostarsi in maniera indipendente, in sicurezza.
Come funziona Beltmap
“L’utente, dopo aver impostato la propria destinazione sull’app tramite comando vocale, può riporre in tasca il proprio smartphone. Sarà esclusivamente la cintura, infatti, tramite vibrazione, a guidarlo verso la meta impostata”, spiega il fondatore Volpi. Nello specifico, questa vibrerà, ad esempio, sul fianco sinistro nel momento in cui debba girare in quella direzione (e viceversa), mentre emetterà vibrazioni centrali per proseguire
a diritto.Cintura e app sono connesse tra loro grazie alla tecnologia bluetooth,
liberando l’utente da eventuali fili che potrebbero essergli d’intralcio. Il
dispositivo, invisibile se indossato sotto la giacca, gode di 20 ore di
autonomia con una singola carica. “Con ulteriori sviluppi, Beltmap potrebbe
rappresentare anche una valida soluzione per persone sordocieche al momento
escluse dalla nostra guida”, spiega l’ingegner Volpi.
Genesi dell’idea e i riconoscimenti ottenuti
Oltre a Francesco Volpi, ingegnere elettronico, l’idea è stata messa a punto
da Paolo Ferrazza, collega di Francesco e senior software developer di
Beltmap, Simone Gelato, ingegnere gestionale e business developer di
Beltmap, e Antonella Rubicco, CEO di A3CUBE inc basata in Silicon Valley.
“L’invenzione è nata durante l’Università, osservando, per strada, il
disorientamento di chi soffre di disturbi visivi – spiega il dott. Volpi –
Inizialmente abbiamo proposto l’idea ad associazioni di categoria genovesi,
città in cui vivo. L’iniziativa è stata presa in considerazione con
entusiasmo e curiosità, pertanto siamo stati spinti a portarla avanti e
strutturarla”.
La startup è stata costituita a marzo 2018, con sede legale a Milano, e
operativa a Genova, anche se i ragazzi lavoravano al progetto, a tempo
perso, già dal 2012. Finora, non sono pochi i riconoscimenti ottenuti, anzi.
Tra questi, ce ne sono anche alcuni di spicco, come la partecipazione al
Consumer Electronic Show di Las Vegas che si è chiuso pochi giorni fa; la
selezione al Silicon Valley Study Tour, dove gli imprenditori liguri hanno
potuto visitare i colossi italiani della Silicon Valley; la vittoria del
percorso di incubazione ed accelerazione di GetIt!, sponsorizzato da
Fondazione Cariplo Social Venture Giordano dell’Amore!
Qui il link per ulteriori approfondimenti.

Autore: valter scarfia

Comunicazione, cultura, tecnologia. Queste tre parole sono in stretta connessione fra di loro. Per quanto riguarda la comunicazione, abbiamo bisogno di comunicare Per vivere, per stare meglio, per interagire con gli altri. Per fare questo abbiamo bisogno della cultura: Che, specialmente nel mio caso, sono non vedente, è una chiave fondamentale di integrazione. Tecnologia: è la chiave per comunicare a tutti e per fare cultura. A questo dovrebbe servire il mio blog, il canale YouTube, la pagina Facebook, l’account Instagram.

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