VENDETTA – Un pezzo del Capitolo I

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Un caloroso saluto a tutti voi appassionati lettori,

da Seattle vi propongo un pezzetto tratto dal primo capitolo del mio ultimo poliziesco dal titolo “VENDETTA”

CAPITOLO I (estratto)

…..

Nessun alito di vita.

Assomigliava a una grande sacca bianca e nera, cosparsa di rosso e adagiata sull’arida sterpaglia, non lontano dal monastero. Quei tre colori sembravano prendersi gioco di quella che era stata una donna, anzi una monaca.

Bianco.

Come il soggolo e il velo che lo avevano un tempo incorniciato, il suo volto ora era bianco e raggelato nell’espressione di disumano terrore. Bianche apparivano le gambe e i fianchi lasciati indecorosamente scoperti. Nella morte, era priva di pudore, con le gambe aperte. Anche le braccia erano allargate, verso l’alto, sul terreno. Pareva come se l’assassino avesse voluto creare una sorta di macabro disegno.

Nero.

Il colore del suo abito di buona fattura. Realizzato con lana morbida e senza rattoppi, tipici di chi passa lunghe ore in ginocchio a pregare.

Rosso… per tutto quel sangue.

Le avevano reciso la gola. Il taglio iniziava sotto il lobo di un orecchio e terminava simmetricamente dalla parte opposta, dilatandosi sotto il mento, che era piccolo e sfuggente. Collo e gola, erano ricoperti di sangue. Quel rosso scuro aveva lordato il colletto della veste e altre chiazze erano sparse qua e là. Ce ne era anche sulle gambe. Da quella posa scomposta, si vedeva del sangue che dal pube scendeva all’interno delle cosce.

Accanto al corpo, a pochi centimetri, una collana d’oro che terminava con una croce. Un lavoro sopraffino che strideva con l’orrore disegnato sul volto della giovane religiosa.

Nel frattempo il sole si stava alzando sull’orizzonte, rendendo più marcato il contrasto di quei colori. I suoi raggi quasi facevano apparire le chiazze di sangue simili ai rubini incastonati su quel monile d’oro.

Il nuovo giorno fu annunciato dal suono di una campana.

La vita attorno al monastero iniziava il suo ritmo quotidiano.

Il primo di una lunga serie di giorni che quel corpo, senza vita, non avrebbe mai visto.

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