incanto e nuvole

Fresco fresco di stampa, questo Diari Aperti di Elisa approfondisce, nel suo percorso artistico, una strada che sembrava intrapresa (in inglese) e poi abbandonata: la semplicità.

Confesso di non aver capito dove si collocassero i singoli, che – alla loro uscita ravvicinatissima – sembravano allontanarsi dalle modalità espressive che Elisa aveva battuto negli ultimi anni, per addentrarsi in un mondo decisamente fuori dalla sua portata; responsabile di questo anche il confronto tra la sua e l’interpretazione di Francesco De Gregori nel brano in duetto, apparentemente tutta a vantaggio del cantautore, ma solo apparentemente.

Ma, riascoltati, i singoli contestualizzati in questo album-decisamente-capolavoro, assumono l’aspetto delle colonne portanti, colonne di legno di un tempio che più che un santuario è un Tepee, dove raccogliersi in meditazione, lasciando fuori tutte le sovrastrutture e gli orpelli (che probabilmente snaturavano l’album precedente On) e portando dentro poche cose, poche, ma preziosissime parole.

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