” Il sogno di una Rivoluzione ” di Maria Teresa Gavazza: presentazione ad Acsal, di Lia Tommi

Agli Incontri d’autore dell’Associazione Cultura e Sviluppo di piazza De André, Alessandria, Maria Teresa Gavazza presenta “Il sogno di una Rivoluzione”.

Nel libro” Il sogno di una Rivoluzione. Il mio 68 a Torino”, Maria Teresa Gavazza rievoca cosa accadde all’Università di Torino a partire dall’anno accademico 1967-68. L’autrice presenterà il libro lunedì 4 febbraio alle 18 , dialogando con Maria Grazia Caldirola e Fulvia Maldini.

Assieme a una bibliografia e una documentazione esauriente e meticolosamente usata, si muove la sua testimonianza, aiutata da frammenti di scrittura diaristica presi sul momento. La memoria si fa storia. intrecciandosi con fatti, situazioni, stati d’animo di quel presente ricostruito.

L’autrice ha usato le carte del suo archivio, conservate con attenzione e amore per cinquant’anni: volantini, ciclostilati, articoli di giornali, libri comprati e letti in quel periodo.

In questo viaggio di ritorno sul luogo della storia vissuta, Maria Teresa incontra l’allora giovane studentessa, e ci racconta l’esperienza di una protagonista “periferica”, di chi proveniva da un ambiente sociale diverso da quello di altri partecipanti e leader torinesi del movimento. Le assemblee, gli interventi di sgombero della polizia, la resistenza passiva, i gruppi di lavoro (Contro Corsi), costruirono repentinamente la consapevolezza collettiva e formarono una comunità studentesca.

“Quel che avvenne in quei mesi rappresentò l’avvio della nostra liberazione”, scrive l’autrice: la scoperta della democrazia diretta, il trionfo della politica partecipata in prima persona, senza alcuna delega, e soprattutto il passaggio dalla condizione “di studenti a quella di rivoluzionari” che portò all’uscita dall’Università per unirsi ad altri conflitti, a cominciare da quello operaio che si stava avviando alla Fiat.

Maria Teresa Gavazza è insegnante e storica. Un filo rosso lega tutta la sua ricerca: dare voce agli esclusi, far emergere personaggi o ceti sociali dimenticati. Donne, operai, partigiani anonimi, militanti cattolici e comunisti, eretici ideologici o politici, contadini, un popolo silenzioso che cammina sullo scenario della Storia.

 

A Ravenna si sperimenta il razzismo – di Marina Vicario

Gira in questi giorni l’articolo del professore che ha fatto sperimentare ai suoi alunni cosa vuol dire divisione razziale. Ha voluto far provare nell’anima cosa significa mettersi da parte con la forza.

Il trentenne Diego Baroncini (docente di lettere della seconda media all’istituto paritario San Vincenzo de’ Paoli di Ravenna) si è rivolto ai suoi alunni chiedendo, in maniera autoritaria, di dividersi tra chi risedieva a Ravenna e chi no. Ha continuato chiedendo di togliere monili, gioielli, occhiali e metterli sul banco fino a rimanere scalzi e con i pantaloni calati a coloro che non erano residenti (e alcuni hanno obbedito).

I ragazzi, benché avessero capito di essere oggetto di esperimento, hanno eseguito ciò che il professore chiedeva. Alla domanda del perchè stessero zitti, hanno risposto perché era stato il professore a chiederlo; a quel punto è iniziata la lezione. Da come riporta La Repubblica.it il professore ha risposto “Ma se l’autorità commette qualcosa di atroce voi non dovete tacere. Succedeva cosi anche con le leggi razziali: alcuni avevano paura di esporsi pur riconoscendo che non erano giuste, altri hanno reagito con un atteggiamento superficiale”.
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Personalmente sono dalla parte di quel professore che ha voluto far toccare con mano, anche se per pochi minuti, un mondo che è esistito, un odio che è stato concreto, uno sgomento che prendeva la pancia e spero che quella lezione sia servita davvero a qualcosa.

Dal canto mio ho sempre sostenuto che i giovani tedeschi fossero a loro volta vittime plagiate da un dictat estremo. Un lavaggio del cervello inevitabile.
Immaginavo quei ragazzi che prima compagni e amici, in poco tempo si trovarono a dividersi come nemici e molti di loro cominciarono perfino a odiarsi.

Una piaga ancora aperta, che però non è servita a insegnare più umanità. Oggi ci sono guerre, prigionieri, schiavitù. In alcune regioni del mondo ci sono condizioni disumane di tutti i generi e non sono terminate le persecuzioni a causa della religione e razza.

Tutta la vicenda nei dettagli in questo link di La Repubblica.it Bologna

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2019/01/25/news/la_lezione_del_prof_per_il_giorno_della_memoria_chi_e_di_ravenna_si_tolga_occhiali_e_scarpe_non_verra_piu_a_scuola_-217418179/

 

Amos Oz, Non dire notte. «E dove dovremmo rifulgere, e a chi serve il nostro fulgore»*

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Sono le sette di sera e lui è seduto sul balcone di casa, al terzo piano. Guarda il giorno che muore e aspetta: chissà che cosa promette l’ultima luce, che cosa ha in serbo. (…) La notte è quasi trasparente. Una luce argentea, sottile e fredda, su tutta la Terra. Che non respira. I due cipressi sembrano scolpiti nel basalto,le colline lunari avvolte da una cera di luna. Qua e là rannicchiate delle creature nebulose, anch’esse lunari. Nelle vallate ombre su ombre. E un unico grillo che ho captato solo quando s’è taciuto.

Non dire notte, di Amos Oz, Feltrinelli editore Universale economica 2008, traduzione di Elena Loewenthal. Pagg. 200. Prima edizione dell’opera 1994.

Si respira subito l’aria del deserto, nelle prime pagine di questo libro. Cala la sera, e poi la notte e Theo la osserva, insonne, dal suo balcone. Lo sguardo si posa attorno e ciò…

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Damien Hirst, la provocazione è servita

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Chi è stato alla Fondazione Prada, a Milano, sa di cosa parlo.

damien hirst a way of seeing A way of seeing

Un robot in tenuta da lavoro, analizza vetrini di sangue in un laboratorio sigillato come un aquario. Segni particolari: si muove.

damien hirst tears for everybody's looking at you Tears for everybody’s looking at you

Sì, la pioggerella esce fuori. E poi ci sono le installazioni a base di mosche…

damien hirst the last judgement mosche e resina su tela The last judgement

“Quello che a prima vista può sembrare un grande monocromo nero dipinto è in realtà un mare di mosche morte applicate ad un supporto con resina. Si consiglia agli animi più sensibili di avvicinarsi lentamente. L’odore (di mosche? Di resina? Di morte?) rigetta indietro lo spettatore. È necessario combattere la sensazione di disgusto per potersi accostare all’opera e analizzare da vicino l’ammasso di cadaveri.  La visione è drammatica.” Altervista

Damien Hirst è un artista inglese che negli anni Novanta prese attivamente parte al movimento dei Brit Artists, un gruppo di…

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F.G. Lorca, El poeta habla por teléfono con el amor

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Continuo la lettura dei sonetti di Lorca, di cui trovate la presentazione in questo post; sul blog sono presenti gli altri sonetti esaminati.

El poeta habla por teléfono con el amor

Tu voz regó la duna de mi pecho

en la dulce cabina de madera.

Por el sur de mis pies fue primavera

y al norte de mi frente flor de helecho.

Pino de luz por el espacio estrecho

cantó sin alborada y sementera

y mi llanto prendió por vez primera

coronas de esperanza por el techo.

Dulce y lejana voz por mí vertida.

Dulce y lejana voz por mí gustada.

Lejana y dulce voz amortecida.

Lejana como oscura corza herida.

Dulce como un sollozo en la nevada.

¡Lejana y dulce en tuétano metida!

Il poeta parla al telefono con il suo amore

La duna del mio petto nella dolce

cabina di legno la tua voce intrise,

e al…

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Dorfles consiglia – Prima puntata

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Ieri è ricominciata la trasmissione “Per un pugno di libri” su Rai 3, condotta da Geppi Cucciari e Piero Dorfles. La vedo fin dal primo anno e quindi non potevo mancare l’appuntamento. Se qualcuno l’avesse persa e volesse rivederla, vi ricordo che è possibile farlo su Rai Play.

Il libro su cui si sono sfidate le due classi nella puntata di ieri è “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury.

bradbury fahrenheit 451Non è pura e semplice fantascienza, quella di Ray Bradbury. Il suo è un futuro spaventosamente vicino. Nel presente-futuro di “Fahrenheit 451” non si leggono più libri, anzi si bruciano, perché tutti devono essere uguali, e nei libri, invece, si impara la differenza. È un presente dedito al piacere, allo svago per lo svago, a forme di distrazione che sanno di dipendenza. Dove si vuole soltanto essere allegri, spensierati, sereni. Non pensare. Com’è possibile allora, in una…

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Vladimir Tasić, Il muro di vetro. L’impossibilità di diventare adulti

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Questo gioco con le storie del passato li unisce e li divide allo stesso tempo, distribuisce le figure, concatena gli elementi remoti in un tutto unico ben connesso. Ed è allora che compare anche lei, quella patria mai vista, il paese dei suoi genitori.

Il muro di vetro, di Vladimir Tasić, Edizioni Ensemble 2017, traduzione di Anita Vuco, pagg 282

Il complesso romanzo dello scrittore serbo Vladimir Tasić presenta una storia che si arricchisce man mano, una stratificazione di livelli – come in un video gioco, e non a caso; capirete perché – che aumentano di complessità, fino a definire un quadro dove, dalle vicende personali di un nucleo familiare, ci si allarga alle vicende di una nazione, la Serbia, passando attraverso un intricato puzzle di stampo spionistico. Perché il legame tra i protagonisti e il loro passato con le complesse alchimie tra depistaggi e affaires di…

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Georgia Hunter, Noi, i salvati.

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Herta si copre le orecchie per non sentire il tonfo di un nuovo corpo morto che viene sbattuto giù dal carro bestiame. È già il terzo in tre giorni. Gettati come immondizie, lasciati a decomporsi lungo le rotaie. Per un po’ è riuscita a sopprimere il terrore, fingendo che fosse tutta una finzione, una scena di un film dell’orrore, e lasciando vagare la mente fino a farla uscire dal corpo e vedere se stessa dall’esterno.

Noi, i salvati, di Georgia Hunter, Casa Editrice Nord 2017, traduzione di Alessandro Storti, pagg 444

La scrittrice americana Georgia Hunter racconta in questo toccante romanzo la storia della sua famiglia. Casualmente, quando è ancora adolescente, l’autrice scopre la sua origine ebreo-polacca, e viene a conoscenza dell’odissea che i suoi familiari hanno vissuto durante la seconda guerra mondiale, sopravvivendo all’Olocausto, a duro prezzo, e decide di testimoniarla grazie ai racconti della nonna Caroline e…

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Eduardo Halfon, Il pugile polacco. «La letteratura rompe la realtà»

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

È esattamente questo la letteratura. Nello scrivere sappiamo che c’è qualcosa di molto importante da dire rispetto alla realtà, e che abbiamo questo qualcosa alla nostra portata, è lì, molto vicino, sulla punta della lingua, e che non dobbiamo dimenticarlo. Ma sempre, innegabilmente, lo dimentichiamo.

Il pugile polacco, di Eduardo Halfon, Rubbettino editore 2014, traduzione di Maria Pina Iannuzzi, pagg 121

Lo scrittore guatemalteco Eduardo Halfon mi ha conquistato fin dal primo capitolo di questo libro originale e denso di pensieri che, data la brevità, ho letto senza interruzione, fino all’ultima pagina, e avrei voluto che i capitoli proseguissero, per seguire il filo delle sue riflessioni e incontrare ancora altri personaggi che sicuramente, nella sua vita, gli è capitato di conoscere. E come spesso accade, le persone sono ciò che incontrano sul cammino della vita, e ogni esistenza con cui vengono a contatto plasma il loro modo di stare…

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Di donne caparbie, di eroine e bimbe promettenti

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Oggi mi va di giocare, e così vi propongo il classico quiz, mentre mi godo mezz’ora di pausa per bere un tè.

Nella letteratura ci sono miriadi di personaggi femminili – ora ve ne elenco qualcuno – proviamo a fare una classifica delle preferenze? Dai!

Partiamo da quelle bambine e ragazze che mi sono rimaste nella memoria in modo indelebile:

Pippi Calzelunghe, prima fra tutte! Nata dalla penna di Astrid Lindgren, che ricordo anche nei telefilm (allora si chiamavano così…) alla Tv dei ragazzi

Jo March, mia omonima nonché vera protagonista (alter ego dell’autrice) di Piccole donne di Louisa May Alcott. Scontrosa, ribelle e preda di un amore assoluto per la letteratura. Potevo non identificarmi con lei?

Scout, la piccola protagonista de Il buio oltre la siepe, di Harper Lee, anche lei un maschiaccio piena di domande e sempre pronta a fare a botte.

Matilde, di…

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Luca Buonaguidi, Uno studio sul niente – Viaggio in Giappone

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Se rinasco

sarò pensiero

senza pensatore

Uno studio sul niente – Viaggio in Giappone, di Luca Buonaguidi, Italic Pequod 2018

E poi, quasi per caso, o meglio, per effetto di quella bussola interiore che fa incontrare viandanti che percorrono la stessa strada – con passo diverso ma per arrivare nello stesso luogo – mi trovo tra le mani un libro unico, una fusione di tasselli diversi uniti dall’essere, tutti, visione poetica del mondo e dello stare nel mondo dell’Uomo. In un luogo preciso sì, che però si fa luogo universale.

E ci cado dentro come in quei sogni che ti portano lontano, dove non sei mai stato e dove avverti un mescolarsi di sollecitazioni che ti cullano e ti impongono una sosta.

“UNO STUDIO SUL NIENTE – Viaggio in Giappone”  è un diario di viaggio in versi sul Giappone, corredato da fotografie itineranti e citazioni di scrittori, fumettisti, filosofi, monaci…

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Käthe Kollwitz, “Mai più la guerra”

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Käthe Kollwitz nacque nel 1867 da una famiglia della borghesia progressista, a Königsberg, dove visse fino al 1885 dedicandosi fin da adolescente agli studi artistici. Suo fratello fu amico di Engels e redattore di un giornale progressista. I suoi primi lavori avevano come protagonisti operai, marinai e contadini, cioè l’umanità che poteva vedere nelle strade della sua città e di cui riuscì a cogliere, fin da giovane, le difficili condizioni di vita. Fu molto ispirata dalla lettura di “Germinal”, di Zola. Si trasferì poi a Berlino per intraprendere gli studi d’arte. A Berlino, infatti, vi era una scuola d’arte aperta alle ragazze.

kollwitz insurrezione-kollwitz

A ventisette anni si fidanzò con Karl Kollowitz, studente di medicina, che divenne più tardi suo marito e con il quale ebbe due figli. Karl, una volta divenuto medico, esercitò in un quartiere proletario. Rimasero a Berlino fino al 1943, quando dovettero lasciare la città a…

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Dorfles consiglia – Seconda puntata

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Sabato è andata in onda la seconda puntata di “Per un pugno di libri” su Rai 3, condotta da Geppi Cucciari e Piero Dorfles. Qui la prima puntata.

Nella trasmissione, in concomitanza con la Giornata della Memoria (domenica 27), le due classi si sono cimentate sul romanzo “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg, edito nel 1962, Premio Strega nel 1963.

 

ginzburg lessico famigliare

Lessico famigliare è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebrea e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. «Il racconto nasce dal vero, non dall’immaginazione. È un insieme di…

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Franco Battiato, Segnali di vita

Il mestiere di leggere. Blog di Pina Bertoli

Dedicato a R.L.

Segnali di vita

Il tempo cambia molte cose nella vita
il senso le amicizie le opinioni
che voglia di cambiare che c’è in me
si sente il bisogno di una propria evoluzione
sganciata dalle regole comuni
da questa falsa personalità.
Segnali di vita nei cortili e nelle case all’imbrunire
le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti.
Rumori che fanno sottofondo per le stelle
lo spazio cosmico si sta ingrandendo
e le galassie si allontanano
ti accorgi di come vola bassa la mia mente?
È colpa dei pensieri associativi
se non riesco a stare adesso qui.
Segnali di vita nei cortili e nelle case all’imbrunire
le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti.
Le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti

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Pablo Ruiz Picasso, Ritratto di fanciulla

Paesaggi dell'Anima

Opera, disegno femminile 1898 ca, quegli occhi una finestra dell’anima, lo sfumato secondo la tecnica di Leonardo da Vinci (Rif. immagine ruotata di 90 gradi in senso antiorario).

Picasso esegue un’ opera che segna la fine di un secolo… riflette il tema familiare, si data nel periodo in cui interrompe i suoi studi accademici e frequenta i circoli artistici a Barcellona, e poi a Parigi.

Pablo Ruiz Picasso - Ritratto di fanciulla Pablo Ruiz Picasso, (Málaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973), titolo: Ritratto di fanciulla, tecnica: matita, sanguigna, misure: 44 x 28 cm, datazione: 1898 ca, Collezione privata

Il soggetto raffigurato potrebbe riferirsi a Lola Picasso e Portrait de Teresa Blasco, 1899.

Gli studi eseguiti, considerando le opere grafiche di fine ‘800, del preraffaellita D.g.Rossetti e un abbozzo di Tamara de Lempicka (Ritratto di Ira Perrot, studio), hanno evidenziato la firma Picasso sulla parte superiore della chioma.

Pablo scriveva: « A los doce…

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All About Balsamic

Life in Italy

I wrote about Pasta, and Olive Oil (EVO), what about Balsamic Vinegar?

Not an Ordinary Vinegar

Balsamic Vinegar is not an ordinary vinegar, it is another niche product Made in Italy that gained lots of fame abroad. Balsamic vinegar is a condiment that is suitable for many preparations. It goes well with every course from appetizer to dessert.

We know that the best is the one from Modena. But considering the relatively high cost (fortunately it is used sparingly), it is worth to see how that money is spent.

When Balsamic is Called Balsamic

The term “balsamic vinegar” is commonly used to give a generic indication of certain condiments and bitter-sweet vinegars produced in the provinces of Modena and Reggio Emilia.

The definition of indications of origin by the European Union, which is now distinguished by two types of product, are:

Traditional balsamic…

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Ghi e gli oli idrogenati

Creando Idee

Quanto più apprendiamo sui pericoli dei PHO, gli oli parzialmente idrogenati, tanto più è utile trovare alternative salutari per la cottura. E il Ghi, anche detto burro chiarificato, non solo è una versione paleo-friendly e senza lattosio del tanto amato burro, ma pare conquistare questa fama. Si tratta di un comune burro animale sottoposto ad una lenta cottura, necessaria per separare i suoi componenti ed estrarne unicamente il grasso. È sempre più reperibile nei supermercati, ma è anche facilmente preparabile da casa. Ha un punto di fumo più alto di olio d’oliva e olio di cocco, il che significa che rimarrà stabile a temperature più elevate con meno probabilità di ossidarsi e produrre pericolosi radicali liberi, rendendolo ideale per friggere.Se volete provare ecco come fare Scaldate un panetto di burro biologico non salato in una pentola a fiamma molto bassa. Dopo circa 1 ora e mezza l’olioburro sciolto…

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Storia di una stella gialla – racconto breve di Sofia Celadon – a cura di Vicario Marina

Più di 1.100 lettori sul sito ufficiale della comunità ebraica. Un racconto brevissimo, ma intenso che nono può essere ignorato dall’umanità.
Il racconto è stato scritto da Sofia Celadon, 19 anni, subito dopo aver sentito la testimonianza di un sopravvissuto al Liceo in occasione del Giorno della Memoria. È inserito nel libro PAROLE DEL MIO MARE di Sofia Celadon, edito da Pluriversum Edizioni

Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Storia di una stella gialla di SOFIA CELADON

Immobile, ferma, cucita su questo strano pigiama con le righe. Così sembra prospettarsi la mia vita d’ora in avanti. Destinata a restare muta per il resto dei miei giorni, capace solo di guardare, ascoltare. Ora sono ammucchiata insieme ad altre mie compagne, anche loro fisse su quegli strani indumenti. A quanto pare siamo destinate ad un compito molto speciale, o almeno così ho sentito da quella strana persona che passa il filo tra la mia trama di stoffa. E aspetto, in una strana stanza maleodorante.

Ad un tratto si avvicina un alto e imponente ufficiale, con un lungo fucile sotto il braccio. Mi prende con forza e scrive sopra alla mia stoffa gialla qualcosa, ma non so dire cosa sia. Devo dire che un po’ mi fa il solletico. Malamente mi piega, lasciandomi bene in vista. Cammina per qualche minuto, fino a…

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Arte al Caffè, di Cristina Saracano

Da qualche tempo, grazie all’Associazione Culturale LiberaMente, è nato il progetto “Arte diffusa”, un nuovo modo di presentare mostre pittoriche e fotografiche utilizzando gli spazi liberi di alcuni bar.

In questo caso, il Caffè Alessandrino di Alessandria, Piazza Garibaldi 39, si è reso disponibile a ospitare diversi artisti, che con le loro opere hanno abbellito le pareti del locale e richiamato l’attenzione su quanto sia importante diffondere cultura in tutti i modi possibili.

In questi giorni, il Caffè Alessandrino ospita la mostra di Giuliano Saba, pittore e scultore di origine sarda, ma residente in Piemonte da molti anni.

Un’occasione per scoprire le sue e le altre opere di artisti che seguiranno.

Un grazie a chi sa far arte anche nei caffè.

Sozzetti: Alessandria vuole catturare le polveri sottili

Sozzetti: Alessandria vuole catturare le polveri sottili

di Enrico Sozzetti  https://160caratteri.wordpress.com

L’avvio della prima sperimentazione era stato presentato ufficialmente all’inizio di marzo del 2018.Adesso è la volta del protocollo d’intesa per realizzare il progetto. È trascorso quasi un anno con gli stessi protagonisti che, atti amministrativi alla mano, dovranno impegnarsi, ognuno per la propria parte, per cercare di contenere le polveri sottili ad Alessandria.

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Una ‘mission impossible’ alla luce della condizione climatica e ambientale della pianura padana e dello stato di particolare criticità di Alessandria dove l’anno scorso con 136 superamenti giornalieri in un anno dei valori di polveri fini e di ozono il capoluogo si è classificato al quinto posto fra le città più inquinate d’Italia, secondo il recente dossier di Legambiente? Si vedrà.

In ogni caso a Palazzo Rosso appaiono convinti del progetto e la giunta comunale ha approvato, con lo scopo di “porre in atto tutte le possibili iniziative atte al contenimento ed alla riduzione della concentrazione di inquinanti Pm10 nell’area urbana”, la delibera relativa al via liberaper il protocollo di intesa con l’Arpa (Agenzia regionale per protezione ambientale), la società Spraytecs Ltd con sede in 433 Liverpool Road, L36 8Ht Liverpool nel Regno Unito, e la società Idreco Spa con sede in via Pietro Nenni a Voghera. Continua a leggere “Sozzetti: Alessandria vuole catturare le polveri sottili”

Conservare il pane

Creando Idee

Alimento primario, simbolo di convivialità e cultura gastronomica italiana, il cestino con il pane non può mancare sulle nostre tavole. E che sia di grano duro, o tenero, ai cereali o di farina integrale, non importa. L’unica regola da seguire è che sia fresco e croccante . Certo è che esistono due grandi categorie: il pane comune a base di farina di grano, acqua e sale tranne quello di tradizione toscana che non lo contiene e i pani speciali arricchiti con mix di farine, grassi  oli  e frutta. Le altre distinzioni si basano sul tipo di lievito: di birra, chimico o naturale. Il lievito naturale a pasta acida è il migliore in assoluto per la salute e per il sapore.Il pane più buono si compra da chi lo produce direttamente, e non da un rivenditore. Se dopo poche ore dall’acquisto la mollica diventa gommosa vuol dire che…

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Alessandria e Provincia, ecco quanto valgono gli immobili

Alessandria e Provincia, ecco quanto valgono gli immobili

Giovedì 31 gennaio Fiaip Alessandria presenterà i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare 

Quanto valgono gli immobili ad Alessandria e nei Comuni della provincia? La risposta sarà data da Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) che con il suo Osservatorio del mercato immobiliare di Alessandria e provincia, presenterà tutti i dati in conferenza stampa giovedì 31 gennaio, alle ore 11.30, presso la sede di Confindustria, via Legnano 34. 

fiaip

Grazie ai dati raccolti dall’estesa rete di mediatori immobiliari aderenti a Fiaip, è stato elaborato l’Osservatorio immobiliare delle aree cittadine della provincia. Uno strumento che, analizzando il settore, è in grado di rilevare anno dopo anno l’andamento dei prezzi degli immobili, delineando le future tendenze.

L’Osservatorio rileva e rivela i valori sia delle compravendite sia delle locazioni che si sono registrati nel 2018 per case, uffici, negozi, box e posti auto, rispetto all’anno passato, in termini di prezzi medi al metro quadro.

Nel Rapporto 2018 si evidenziano le variazioni dei prezzi delle abitazioni nei singoli comuni dell’alessandrino, compreso il Monferrato e, osservando in particolare le compravendite zona per zona dei singoli comuni, si traccia il più generale andamento delle quotazioni degli immobili in ogni città.  Continua a leggere “Alessandria e Provincia, ecco quanto valgono gli immobili”

Legge Pernigotti, dichiarazione del Sindaco Muliere

Legge Pernigotti, dichiarazione del Sindaco Muliere

Novi Ligure: «Ho letto con attenzione la “Legge Pernigotti” presentata alla Camera dall’Onorevole Federico Fornaro. Credo rappresenti un contributo importante per difendere i marchi storici del made in Italy e legarli al territorio di produzione.  Visti  i numerosi casi analoghi a quello dell’azienda novese, oggi c’è sicuramente bisogno di strumenti legislativi in grado di tutelare i marchi storici, il territorio e naturalmente i lavoratori che hanno contribuito a farli crescere.

rocchino-muliere

Tale proposta – sottolinea il Sindaco Muliere – può essere utile alla Pernigotti solo se il Governo riuscirà a predisporre un decreto entro il 5 febbraio prossimo, data in cui dovrebbe iniziare la procedura di cessazione dell’azienda e partire la cassa integrazione. Mi auguro che ciò possa avvenire, poiché se il decreto dovesse essere presentato oltre quella data il testo di legge potrà valere per altre aziende e non per la Pernigotti».

Fate molti errori: dal mio canale YouTube.

Fate molti errori: dal mio canale youtube.

Chi mi conosce in virtuale da poco nel mondo del blog, deve sapere che per 2 anni ho giocato divertendomi sfidando l’impossibile sul mio canale youtube. Da non vedente, vi posso assicurare che non è facile lavorare proprio con i video, specialmente con persone esigenti che badano molto, proprio come nel reale, all’involucro: a ciò che appare, ciò che si vede, appunto.

Ogni volta era una fatica mentale: non tanto per pensare ai contenuti dei video, per quello ne avrei potuto fare uno al giorno, quanto alle banali difficoltà tecniche. Sono proprio davanti alla telecamera? Se sbaglio come e dove taglio? metto musica o no? Sottotitoli, e il montaggio? Quale fotocamera comperare per avere una inquadratura ad ampio spettro, quale microfono, con quali software operare che potessero essere gestiti con una sintesi vocale, come ottenere la cattura dello schermo? Insomma, alla fine ho capito un po’ di cose. Anzitutto che, pur pensando alla qualità, dovevo risolvere togliendo sovrastrutture e prestando attenzione solo al messaggio che volevo far passare, per non farmi abbattere dalle banali, si fa per dire, complicazioni tecniche. Continua a leggere “Fate molti errori: dal mio canale YouTube.”

Momenti di poesia. OSSESSIONE, di Silvia Campagnolo

Momenti di poesia. OSSESSIONE, di Silvia Campagnolo

Quel pensiero incessante di te.

Quei fotogrammi a rilento

che mi scorrono davanti

in silenzio.

Ruminazione,

la mia ossessione,

guardando scorrere il tempo,

come

musica con la stessa nota,

parole con la stessa sillaba,

onde con la stessa acqua,

vento con la stessa aria,

giorno con lo stesso tempo,

il pieno di quel vuoto immenso.

Sei

un battito senza rumore,

una carezza senza emozione,

un bacio senza passione.

Sei tu, la mia ossessione.

Momenti di poesia. UN FIUME, di Silvia Campagnolo

Momenti di poesia. UN FIUME, di Silvia Campagnolo

Acqua che scorre,

come tra le mani, la vita.

Scorre tra i sassi e i fusti di giunco

trascinando con sé

ogni cosa che incontra,

ora fiori, dopo fango.

Questo fiume m’attraversa,

scivolando solo una volta,

ogni acqua non torna, né resta,

va via con tumulto o silenzio,

passa,

col profumo o col lezzo,

di quel tempo che corre veloce,

a raggiungere presto la foce

nell’abisso del mare che accoglie

gioie e amori,

ricordi belli e amari,

di una vita trascorsa

con tutto o col nulla.

Tutto passa,

non resta, né torna.

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia della poetessa Silvia Campagnolo

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia della poetessa Silvia Campagnolo

di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia della poetessa Silvia Campagnolo, della quale in seguito pubblicheremo anche un intervista in esclusiva per il blog.

silvia campagnolo copia

Silvia Campagnolo, biografia

L’autrice, Silvia Campagnolo, di origini ragusane, vive ad Aci S. Antonio, dopo aver vissuto nel catanese sin dall’inizio dei propri studi universitari.

Si laurea in Medicina e Chirurgia, presso l’Università degli Studi di Catania nel 1995 e consegue successivamente la specializzazione in Psicoterapia Cognitivo – Comportamentale presso la Scuola ALETEIA di Enna nel dicembre del 2004.

Dal 2000 ad oggi è docente presso il MIUR.

Appassionata di poesia sin dalla giovane età, ha sempre manifestato attrazione ed interesse per essa.

Le è stata conferita, nel luglio 2017, la Menzione di Merito – Poesie D’Amore dall’Associazione “A.L.I. Penna D’Autore” di Torino.

Sempre nel luglio del 2017, vincitrice del Premio Speciale “Antonello Germanà Di Stefano” con l’Associazione Culturale “Paternò Tedeschi” di Catania. Continua a leggere “Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia della poetessa Silvia Campagnolo”

Immagini allo specchio. Poesie d’amore e di vita una silloge di Silvia Campagnolo

Immagini allo specchio. Poesie d’amore e di vita una silloge di Silvia Campagnolo

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Nota  dell’Autrice

I due comuni denominatori di questa silloge, sono il tempo e l’amore.

Il primo, descritto come elemento da cogliere e assaporare in ogni attimo della propria vita, senza lasciarsene sfuggire l’essenza e il gusto, sia nel bene che nelle avversità, con l’invito a non abbandonarsi alle futilità, alle apatie, alle quali, spesso, per bisogno di far scorrere gli eventi negativi, si è portati a perseguire.

Il secondo, l’amore, viene decantato e celebrato in ogni forma espressiva ed emotiva nella quale ogni essere umano può ritrovarsi.

Esso è il sentimento principale dell’esistenza umana, e come tale, non sempre viene vissuto, funzionalmente e in coerenza con una razionalità che ci dirige e ci fa andare avanti. Continua a leggere “Immagini allo specchio. Poesie d’amore e di vita una silloge di Silvia Campagnolo”

ANGOLO DI POESIA: ANTONIO LANEVE – la crudeltà del realismo

(by I.T.K)

Oggi nel nostro “Angolo di poesia” invito alla lettura dei versi di Antonio Laneve. Testi molto contemporanei, incisivi e compatti, una bella dose del crudo e “scarno” realismo. Buona lettura!

VOCE DISTORTA

I compagni di branco
non tollerano dubbi
durante i filmati
fatti in overdose
d’impotenza altrui.

E allora sia voce
distorta su quell’ordine
d’obbedienza impura
è schiaffo urlante
contrario alla mimetica
della vigliaccheria.

E sia rivolta
di tutte le schiavitù
dal guinzaglio dei codardi.

STECCATO MORTALE

In ogni recinto
c’è una morte che attende
collaudata e graziosa
come frusta di norme
da osservare silenti.

Vattene in fretta
e clamorosamente!

Sputa al destino
apparecchiato alla nascita,
getta i tuoi sogni
dove vinti e obbedienti
non sapranno mai perdersi.

Vattene ora
perché il salto fatale
è rinuncia da fermi.

Antonio Laneve

Tutti i diritti riservati all’autore

Foto: Umberto Barbera

Per combattere il desiderio di cibo circondati del suo profumo

ORME SVELATE

Solo un soffio di cibo fritto può invogliare a ordinare un pasto ipercalorico. Ma inspiralo per più di due minuti e avrai maggiori probabilità di accontentarti di frutta.

Food for Thought (michèle marie bonnarens)

Un nuovo studio pubblicato nel Journal of Marketing Research rileva che il profumo di cibo ambientale può soddisfare direttamente la pancia. Questo perché il cervello non differenzia necessariamente la fonte del piacere sensoriale. Il profumo ambientale può essere un potente strumento per resistere alle voglie di cibi indulgenti. In effetti, sottili stimoli sensoriali come i profumi possono essere più efficaci nell’influenzare le scelte alimentari dei bambini e degli adulti rispetto alle politiche restrittive. Una connessione diretta tra la durata del tempo di esposizione e se ci si concede o meno un cibo sbagliato. I ricercatori hanno condotto una serie di test utilizzando un nebulizzatore poco appariscente, che emanava separatamente il profumo di cibi sani e malsani…

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Promessa.

Memorabilia

Non basta una sola mano

a lavare l’altra a volte

ce ne servono quattro

perché così è più semplice.

La colpa si divide

insieme al peccato originale

che non è la mela o il serpente,

ma il nostro annidato

nel passo sospeso

di una parola mai detta.

Ed è così che riesco a scusare

i pensieri e le accuse

quando la notte si addensa

la nuvola dell’ansia.

La paura di domani

e l’angoscia di ieri

convergono a mezzanotte

in un solo silenzio

di morte e di sonno

sulla soglia d’un giorno nuovo.

E se per sempre sentirò l’acqua

scorrere sul sangue e sullo sporco

per sempre ti toccherò

così da rinascere nel flusso

più limpido di un nuovo pensiero

perché mai ci manchi il letto

su cui scorre la nostra promessa.

 

 

 

 

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Premiazioni Contest letterario Santander ci riuscirà. Autori in Evoluzione

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Premiazioni Contest letterario Santander ci riuscirà.

Autori in Evoluzione

 Il Contest letterario gratuito –SANTANDER CI RIUSCIRÀ– è promosso dall’associazione culturale “Meris in Domu” e dal centro culturale NAI.

Non gradiva essere seccato da sorrisi inutili e transitori, figuriamoci l’orticaria che qualsiasi sentore di umana lamentela gli provocava!” 

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da LA MORALE DI SANTANDER

il Romanzo non Romanzo di Giuseppe Carta,

nato per offrire SPIRAGLI COMUNICATIVI.

-La stratificata trama dovrà essere sezionata dai sospiri e dai respiri necessari alla sua decifrazione.-

ordinalo QUI

Per essere felici, è cosa buona e giusta dedicarsi a circostanze promotrici di felicità

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La propensione alla felicità deve essere indirizzata con precisione, pena l’infertilità vitale, concetto da scartare se non si vuole fare ritorno verso la patria di tutte le scuse, appunto la sterile lamentela.


Il tema era libero ma gli AUTORI IN VALUTAZIONE hanno gradito i versi che sottendevano le direttrici della maturazione, quelli che introducevano alla trasformazione della visuale, etutte le parole che l’imperante PENSIERO UNICO vorrebbe negare…

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Un grande Memorial per Mino Reitano a 10 anni dalla morte, di Lia Tommi

Un toccante e affollato Memorial per il grande cantautore Mino Reitano si è tenuto ieri sera al Teatro Cilea di Reggio Calabria, a 10 anni dalla sua scomparsa.

Amatissimo dai suoi conterranei calabresi e da tanti fans che hanno saputo cogliere la bellezza della sua musica e dei suoi testi, nonché la genuinità e la simpatia del suo modo di fare, non sempre è stato compreso dalla critica e dal pubblico.

Ne tracciamo una breve biografia, anche con l’intento di riconoscergli capacità e meriti , forse da non tutti ricordati.

Nasce a Fiumara (RC) il 7/ 12/ 1944 e muore ad Agata Brianza ( Monza), il 27/01/2009

Sua madre muore dandolo alla luce mentre suo padre, Rocco, fa il ferroviere, ma nel tempo libero suona il clarino. Mino si iscrive al Conservatorio per studiare pianoforte, violino e tromba e inizia a esibirsi insieme ai suoi fratelli. Nel 1961, dopo aver inciso il loro primo 45 giri, Mino e i fratelli lasciano il loro paesino di provincia e si trasferiscono in Germania in cerca di fortuna. Ad Amburgo si esibiscono nei locali e una sera si trovano a dividere il palcoscenico con un gruppo di ragazzi inglesi, i Quarrymen, che di lì a pochi anni sarebbero diventati famosi come i Beatles. Tornato in Italia, incide due 45 giri che passano inosservati finché nel 1966 debutta al Festival di Castrocaro mentre l’anno successivo riesce a esibirsi sul palco di Sanremo con “Non prego per me”, una canzone composta da Mogol e Lucio Battisti. Finalmente arriva il successo: il 1968 lo vede al primo posto nella hit parade con il brano “Avevo un cuore che ti amava tanto” e nel 1971 si aggiudica con “Era il tempo delle more”, il Disco per l’estate. In quell’anno acquista con i proventi delle vendite dei suoi album la tenuta in Brianza in cui si trasferisce insieme alla sua famiglia e a quelle dei fratelli. Negli anni ’70 inizia a comporre canzoni per Mina e Ornella Vanoni e si affaccia anche nel mondo del cinema. Nel 1973 compone la colonna sonora del film “Una vita lunga un giorno” di Ferdinando Baldi, e successivamente quelle di “Il giudice e la minorenne”(1974) e di “Stangata in famiglia”(1976) entrambi di Franco Nucci, e di “Quelli dell’antirapina”(1977) di Gianni Siragusa. A Sanremo torna soltanto nel 1988 con la canzone “Italia” in cui racconta con il suo modo ironico la sua malinconia di emigrante, ma critica e pubblico non lo capiscono. Nel 1996 il regista Carlo Verdone gli chiede un piccolo cammeo per il suo film “Sono pazzo di Iris Blond”, in cui Mino rifà il verso a se stesso. Muore all’età di 64 anni nella sua casa dopo una lunga malattia causata da un cancro all’intestino che gli era stato diagnosticato due anni prima.

Serata speciale del Circolo del Cinema per il Giorno della Memoria, di Lia Tommi

Circolo del Cinema Adelio Ferrero – Alessandria

STAGIONE 2018-2019
IN COLLABORAZIONE CON ISRAL
SERATA SPECIALE PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

MARTEDI’ 29 gennaio 2019, ore 21,15
Farian Sabahi introduce il suo “corto”
“I BAMBINI DI TEHERAN”

A seguire un grande classico
“ARRIVEDERCI RAGAZZI” (1987)
di Louis Malle

Possono assistere alla proiezione anche i non iscritti
La proiezione unica avverrà come di consueto presso la
MULTISALA KRISTALLI

Nel corso della serata sarà possibile iscriversi al Circolo del Cinema
(Onde evitare code, si consiglia di presentarsi con qualche anticipo)

La tessera per la nuova stagione del Circolo del Cinema costa euro 12,00
Per gli studenti fino a 25 anni la tessera costa euro 6,00

Il costo del biglietto d’ingresso per i tesserati è di euro 5,00. La tessera della nuova stagione dà anche diritto alla riduzione (euro 6,00) per tutti i film della programmazione normale del Cinema Multisala Kristalli (sale Kubrick e Kurosawa) e del Cinema Teatro Alessandrino.
I non tesserati possono accedere alla visione del film acquistando il biglietto normale (euro 7,50).

Al via gli Aperitivi letterari al Corona di Novi Ligure

Al via gli Aperitivi letterari al Corona di Novi Ligure

In collaborazione con l’Albergo Ristorante Corona di Novi Ligure di Corso Marenco, puntoacapo Editrice ha organizzato un primo ciclo di incontri con gli Autori – soprattutto narratori – che si terranno con cadenza mensile presso la splendida Sala del Caminetto secondo il calendario più sotto dettagliato.

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Per l’occasione, il pubblico potrà gustare un Aperitivo e discutere con gli autori in una atmosfera raccolta e amichevole. I libri verranno posti in vendita a prezzo agevolato inclusivo dell’aperitivo.

Si tratta di una delle tante iniziative che stanno contribuendo alla crescita culturale della nostra zona, una bella occasione per un contatto informale e vivo con autori di significativa esperienza. Continua a leggere “Al via gli Aperitivi letterari al Corona di Novi Ligure”

“Amo così tanto gli altri perché amo in ognuno un pezzetto di te, mio Dio” — Andrea Musacci Giornalista

Raccontare l’Olocausto attraverso le vite di alcune persone: fra quelle scelte dal MEIS per il Giorno della Memoria, Etty Hillesum e Schulim Vogelmann. Due straordinarie testimonianze di amore e di perdono in mezzo all’orrore “Mi sembra che si esageri nel temere per il nostro corpo. Lo spirito viene dimenticato, s’accartoccia e avvizzisce in qualche angolino. […]

via “Amo così tanto gli altri perché amo in ognuno un pezzetto di te, mio Dio” — Andrea Musacci Giornalista

La Merla, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/01/28/la-merla/

Gennaio un tempo era un vecchio burbero e dispettoso, e aveva solo 28 giorni mentre febbraio ne aveva 31.
Era così dispettoso che aveva preso di mira una povera merla, che al tempo era nera e abitava al bosco in un accogliente nido.
Gennaio ogni volta che la merla usciva scatenava tempeste di neve, e gelo e rendeva il bosco una Selva oscura.
Tanto che la merla era costretta a rientrare senza cibo.
Ma un anno si fece previdente, accumulò scorte di cibo bastanti per tutto il mese e restò al nido al calduccio fino allo scadere del ventottesimo giorno.
Quando uscì Gennaio era così arrabbiato per la beffa che chiese in prestito tre giorni a febbraio, che non restituì più e divennero i giorni della Merla.
Tormentò ancora la Merla per tutti e tre i giorni con terribili tempeste e gelo tremendo, la Merla per sopravvivere dovette rifugiarsi in un camino e così ne uscì tutta grigia di cenere.
E così è anche oggi.

E’ una leggenda eh, ma non è che non sia vera. Solo non si sa se è vera.

Questa invece è vera:
Nonna era una Selva, una Selva luminosa, e sapeva di tè col latte, e biscotti.
Nonno invece era un Merlo, ma non so com’ era,
Però un giorno entrò nella Selva e naque una Merla.
La Merla che mi spia dal davanzale, o dalle rive di un fiume, quella che esce dagli alberi e mi rincorre per metri nei miei giri in bici.
La Merla che mi sognava davanti al lago.
E mi sognava così forte che sono nato.

gracchio alpino

Cronaca di un amore beffardo – a cura di Marina Vicario

Maria Antonietta Bafile scrive una cronaca di un amore. Lo fa in maniera semplice, diretta e senza fronzoli. Straordinaria capacità di sintesi e di costruire una storia che appare, da subito, un susseguirsi di immagini come in una pellicola di un film.

IL GRANDE SEGRETO di Maria Antonietta Bafile

La signora Mafalda, la potente matriarca della famiglia Verry, è prossima al grande, ultimo viaggio. Una paresi le ha tolto la parola, il suo potente strumento per imporre la sua volontà a tutta la famiglia.
La “Voce”
E’ notte fonda. Una luce. Un lungo viale…
– Ciao, Mafalda –
– Chi sei? Non ti vedo bene…-
– Tra poco mi vedrai meglio… –
– Ma la voce, questa voce…non è possibile… –
Tessere di un mosaico, inaspettatamente, evadono dalla profondità dello scrigno della sua memoria e iniziano a danzare intorno a lei.

1943
Omar è un bellissimo giovane, alto, bruno, occhi grandi e neri.
Vive con i genitori, proprietari di una oreficeria molto frequentata non solo dalla “società bene ebrea” della città, ma dall’intera comunità: sono persone buone e oneste che vengono incontro anche alla povera gente, con sconti e crediti.
Mafalda è una bella ragazza bruna e prosperosa. I suoi genitori sono commercianti ambulanti che vendono bigiotteria e bottoni. Lei sogna un matrimonio vantaggioso che le faccia fare “la vita da signora”.
Ha messo gli occhi addosso al giovane Omar, ma i genitori di lui, i signori Latza, che hanno subito intuito la natura di Mafalda, la tengono lontana…
Lei non aspetta altro di incontrarlo da solo…

L’occasione.
L’occasione si presenta.
Le leggi razziali cominciano a perseguitare gli Ebrei e giungono anche nella piccola città. I tedeschi iniziano il rastrellamento della popolazione ebraica.
i genitori di Omar prendono una dolorosa decisione: partire per la Svizzera con le tre figlie e lasciare Omar a custodire il negozio con il tesoro.
Ha solo 20 anni il giovane Omar.
Mafalda, di tre anni più grande, coglie al volo l’opportunità.

La ragnatela.
Omar va al mercato a fare la spesa Mafalda, quando il giovane passa davanti alla sua bancarella, lo guarda con insistenza.
Dopo qualche giorno, lui si ferma, con la scusa di acquistare un monile.Il suo sguardo profondo e accattivante lo turba…le chiede di fare una passeggiata. Lei, scaltramente, rifiuta, pur continuando a provocarlo.
Arriva la tanto agognata passeggiata, il tanto agognato bacio che è molto conturbante.
Seguirono, poi, passeggiate che si fanno sempre più intime, ma lei non gli permette di andare oltre. Mafalda è furba…vuole legarlo a sé.

In trappola.
Ingenuamente lui le confida la sua situazione: è ebreo, la sua famiglia è ebrea, e in quel momento fuori dall’Italia e lui custode del tesoro del negozio.
Ecco l’occasione che aspettava Mafalda!
La ragazza resta abbagliata da tanto oro e argento e pietre preziose.
– Senti Omar, i tedeschi cercano sempre con più accanimento voi ebrei e confiscano tutti i vostri beni. Perchè non nascondi il tuo tesoro a casa mia? Così trovano il negozio vuoto! –
Il giovane Omar accetta e, a poco a poco, nel negozio non resta più nulla.
Anche la famiglia di Mafalda è d’accordo e lo invita sempre più spesso a casa loro.

La Resistenza
Nel frattempo è iniziata la resistenza. Molti giovani della città vanno sulle montagne ad abbracciare la causa partigiana.
I tedeschi cominciano a lasciare la città. Torna la famiglia di Omar e trova il negozio vuoto. Omar spiega loro la situazione. Tutti si recano a casa di Mafalda per la restituzione del tesoro.

Il tradimento
– Signora, noi siamo venuti a ringraziare la sua famiglia per la premura dimostrata verso nostro figlio Omar e i nostri beni… – dice il signor Latza.
– Scusi, quali beni? -ribadisce subito Mafalda.
– Ma… l’oro e l’argento del negozio che abbiamo nascosto qui, in casa tua! –
Un’occhiata d’intesa tra i famigliari di Mafalda. Interviene la madre: – Mi dispiace signor Latza, ma noi non abbiamo niente…Suo figlio non ha portato nulla a casa nostra
Omar impallidisce…
– Ma cosa sta dicendo?! Mafalda, dillo che mi hai aiutato a portare le cassette qui! –
– Non so di cosa parli. Non mi hai dato niente, proprio niente! –
– Abbiamo capito…Omar, torniamo a casa! – il signor Latza aveva capito.

Il dramma
Da quel giorno la vita di Omar diventa un inferno. I suoi genitori gli rifacciano continuamente la sua ingenuità e la sua imprudenza.
Una sera Omar si reca sotto la finestra di Mafalda…
– Maledetta! Mi hai rovinato la vita! Adesso partirò raggiungerò i partigiani…e che la prima pallottola sia per me! Che tu sia maledetta!
*******************************
Compare Ulivo: – Sì, la prima pallottola fu per il giovane Omar…Cadde proprio qui, ai miei piedi –
Comare Biancaluna: – Alla fine della guerra i compagni di lotta e la cittadinanza, saputa la storia, vollero omaggiare il giovane Omar intitolandogli una strada della città: ” Via Omar Latza, giovane partigiano ucciso dal fuoco nemico e dal tradimento di persone disoneste”

L’ultimo incontro
– Mafalda, adesso mi riconosci? –
– Omar! Tu sei Omar! –
– Sì, cara Mafalda, come vedi, alla fine ci si rincontra tutti –
– Perdonami, Omar, per il male che ti ho fatto! –
– Mi fai troppa pena Mafalda…ti compatisco. Nessuno ti ha mai voluto veramente bene, nemmeno la tua famiglia…Ti hanno sopportata, temuta, ma mai amata. Questo è stato il tuo castigo…Addio…le nostre strade si dividono per l’eternità…Addio! –
– Noooooooo…perdonami! Perdonami! –
Figli, nipoti e pronipoti accorrono…
La trovano con gli occhi sbarrati e bagnati di lacrime.
– Ma ha detto qualcosa…ha parlato! –
– Sì, ha detto “perdonami”…
-Il delirio della morte… –
– Sì, deve essere così…ma perché ha detto “perdonami”…e a chi lo ha detto?…

FINE

di Maria Antonietta Bafile

* fatti e personaggi del racconto, nomi e dialoghi sono unicamente frutti dell’immaginazione e della libera espressione artistica dell’autrice. Ogni similitudine riferimento a fatti, persone, nomi e luoghi è puramente casuale e non intenzionale

Intervista alla poetessa Gioia Lomasti, di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Gioia Lomasti, di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista in esclusiva per il blog alla poetessa Gioia Lomasti. Gioia afferma che la scrittura serve a trasmettere arte che sia poesia o narrativa.

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Gioia ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Ringrazio infinitamente te e tutta la Vostra redazione di ampio supporto all’arte e alla scrittura; nasco e vivo a Ravenna, sono impiegata in ambito culturale e curatrice editoriale oltre che autrice di diverse pubblicazioni ed antologie.

Ravenna è una magnifica città d’arte per i tantissimi mosaici ed opere monumentali, con aree naturali, le saline e parchi archeologici, dove è situata anche la tomba di Dante Alighieri.

Le mie passioni sono i libri e amo la musica in particolar modo il cantautorato, mi occupo di promozione dedita all’arte e sono promotrice e curatrice di migliaia di pubblicazioni, supporto progetti autori singoli e AAVV nelle varie tematiche che spaziano dalla poesia alla narrativa. Le mie pubblicazioni hanno e stanno supportando progetti benefici attraverso i proventi raccolti.

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Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Scrivo dall’età di otto anni e la poesia è parte essenziale di me stessa quale forma di espressione, se col termine poesia vogliamo classificare questa “capacità“; l’impulso di scrivere vive in me e ne esprimo le emozioni attraverso i testi, posso considerare questa forma d’arte l’essenza della mia vita, del viaggio, di un cammino segnato che rilega ad essa la vita nel bene e nel male.

Chi è per te un poeta?

Poesia è trasmettere le emozioni attraverso il cuore, per me il poeta è colui che ama restare in ombra comunicando attraverso le proprie parole questa meravigliosa essenza d’arte. 

Ci vuoi parlare dei libri che hai scritto?

Passaggio è la mia prima pubblicazione, nasce nel 2008 ad oggi presente sui maggiori store e librerie italiane in terza edizione, ripercorre parte del mio cammino, i testi sono prevalentemente in rima; allego una breve descrizione dell’opera.

Gioia Lomasti invita il lettore nel suo percorso interiore. Punti scolpiti o casuali incontrati in questo cammino hanno il privilegio di vedere e sentirne l’animo, comunicandone grande fonte di emozione. Passaggio diventa così una raccolta che accompagna l’autrice sin dall’infanzia; gli stessi affetti percepiti nei testi hanno come denominatore comune l’amicizia, la famiglia, gli amori; l’amor sublime che maturato in ogni sua forma è il tesoro più grande. L’essenza della scrittura resa sentimento è la chiave che assicurerà il passaggio ad altri mondi lasciandone vivo il ricordo di noi. Continua a leggere “Intervista alla poetessa Gioia Lomasti, di Pier Carlo Lava”

Il bene comune prima di tutto, di Pier Carlo Lava

Il bene comune prima di tutto, di Pier Carlo Lava

Ascolto dei cittadini e attenzione ai problemi della città.

La politica va intesa esclusivamente come servizio alla comunità, il bene comune prima di tutto, le buone idee non hanno colore politico e i problemi da risolvere nemmeno.

Alessandria: Polemiche inutili e sterili contrapposizioni non portano da nessuna parte, occorre invece dialogo e condivisione di intenti, per risolvere i problemi occorre fare i fatti e ciascuno deve fare la propria parte. Nella mia concezione di politica è fondamentale l’ascolto dei Cittadini e l’attenzione ai problemi della città.

ascolto

A questo proposito come cittadino metto in pratica le mie esperienze di lavoro come ex Dirigente Industriale: Pragmatismo, onestà. trasparenza, programmazione, metodo e organizzazione, impegno ed efficenza, lavoro per obiettivi e valutazione dei risultati raggiunti.

Sono dell’avviso che chiunque si accinga a fare politica e dichiari che non accetterà mai compromessi non possa essere molto credibile. Ritengo però che i compromessi siano solo l’ultima ratio e vanno accettati a condizione che i risultati che ne scaturiscono, generino un ritorno positivo nell’esclusivo interesse generale e non di una singola casta.

L’opinione più diffusa fra i Cittadini e purtroppo devo ammettere con giusta ragione è che ci sono politici, che fanno solo parole e polemiche strumentali nei confronti dei competitor, pensando esclusivamente alla propria poltrona. Continua a leggere “Il bene comune prima di tutto, di Pier Carlo Lava”

SOLDATI di Giuseppe Ungaretti, analisi testuale di Elvio Bombonato

SOLDATI di  Giuseppe Ungaretti, analisi testuale di Elvio Bombonato

SOLDATI di  Giuseppe Ungaretti

Si sta come 

d’autunno

sugli alberi

le foglie             

(Bosco di Courton luglio 1918)

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Ungaretti era stato inviato sul fronte francese a combattere contro i tedeschi.

Il trucco della poesia consiste nell’iperbato, nella collocazione delle parole nella frase, nello staccato provocato dagli accapo, nella sintassi franta (spezzata) o meglio inesistente.

La poesiola è una similitudine scritta a rovescio: come le foglie stanno sugli alberi d’autunno  (cado, non cado, cado), così noi soldati viviamo in trincea (ellissi: non detto, che si deduce per inferenza).

Il titolo, come spesso nella poesia moderna, fa corpo colla poesia stessa. Il significato: la precarietà di chi vive senza sapere se domani lui e i suoi compagni (il titolo è al plurale, non per caso) saranno ancora vivi.

Massima concentrazione semantica (il numero delle parole è ridotto al minimo indispensabile, ce ne vogliono decine di più per spiegarla che a leggerla soltanto); soggetto in fondo; si tratta di due settenari perfetti disposti in quattro versi, ma l’accento primario cade sempre sulla sesta sillaba, la penultima: TUNno e FOglie.  Continua a leggere “SOLDATI di Giuseppe Ungaretti, analisi testuale di Elvio Bombonato”

Si chiamano “nubi lenticolari”, tempo fa… un tramonto che ha stregato tutti

Si chiamano “nubi lenticolari”, tempo fa… un tramonto che ha stregato tutti

di Pier Carlo Lava

Alessandria: Sui social non si parla d’altro: del tramonto. E tutto per immortalare con uno scatto il sole che scompare, lentamente, alla vista, lasciando dietro di sé un cielo carico di striature e di gradazioni.

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Un panorama mozzafiato che ha incantato e stregato gli utenti dei social network. 

La pagina Facebook del Centro Meteorologico della Lombardia spiega il raro fenomeno delle “nubi lenticolari”, così chiamate per la loro forma a “lente”. 

Si origina in presenza delle “onde orografiche”, quando un flusso d’aria viene modellato dall’orografia dei rilievi montuosi e genera tali tipiche “ondulazioni”. 

Le nubi lenticolari si formano in presenza di particolari condizioni meteorologiche, di umidità e di flussi d’aria.

foto di Alessandria in via Moccagatta (tempo fa…)

da: http://www.huffingtonpost.it/

Concluso il 22° “Verseggiando sotto gli astri” presso Atelier Spazio Galleria dell’Architetto Giovanni Ronzoni a Lissone

Foto: Umberto Barbera e Luciano Di Sisto

Foto reportage dell’evento del 26 gennaio 2019:

Atelier Spazio Galleria dell’architetto Giovanni Ronzoni impregnato di arte e strapieno di pubblico caloroso e attento durante il 22° Verseggiando sotto gli astri “Il coraggio di ribellarsi” a Lissone.

Fantastica serata conclusa gioiosamente nella pizzeria ristorante Pasnù. Protagonisti della serata: Elisabetta Ubezio (attrice teatrale),

Corrado Coccia (pianista cantautore), Maria Teresa Tedde (poetessa), numerosi poeti contemporanei selezionati dal bando.

Ringraziamo l’Architetto Giovanni Ronzoni per la calorosa accoglienza e collaborazione.

Coordinatrice e presentatrice evento: Izabella Teresa Kostka per “Verseggiando sotto gli astri di Milano”.

26 gennaio 2019

Maura Mantellino, ‘Il dono più bello’ di Fiorella Fiorenzoni

Maura Mantellino, ‘Il dono più bello’ di Fiorella Fiorenzoni

Il racconto ‘Il  dono più bello’ dell’autrice Fiorella Fiorenzoni edito da La collina dei ciliegi. 

di Maura Mantellino

Una tenerissima, dolcissima e poetica storia che ci porta a vivere le atmosfere gioiose del Natale con i colori, le musiche, i profumi  e i sapori di un tempo. 

il dono più bello di fiorella fiorenzoni

E’ un racconto delicato, a tratti divertente, che narra il desiderio e il sogno di Giacomo, il fratello più grande.  

È la vigilia di Natale: Giacomo e i suoi tre fratellini si preparano a vivere in letizia questo giorno insieme con i genitori. Quest’anno però non potranno andare a trascorrere la festa dalla nonna in quanto la lontananza e il fatto che in famiglia è da poco arrivato un bebè impediscono loro di partire. 

Un velo di malinconia si posa sul cuore della mamma mentre Giacomo si augura proprio che questa volta Babbo Natale esaudisca il suo più grande desiderio: rivedere la nonna. 

Improvvisamente giunge una misteriosa telefonata, solo il papà sa chi sta per arrivare e al sopraggiungere della sera qualcuno suona alla porta. Sarà Babbo Natale? Chissà se in questa notte di magia il desiderio del bambino sarà esaudito e se ognuno riceverà il suo dono più bello. 

Fiorella Fiorenzoni è nata Cortona (Ar) nel 1967, è docente di lingua e cultura italiana in Germania, dove vive con la sua famiglia. 

A voi l’incipit:

Era la mattina della vigilia di Natale. 

In città, durante la notte, era caduta la neve: case, tetti, palazzi e grattacieli, ponti, strade, parchi e giardini, tutto era ricoperto di un candido manto bianco.  Continua a leggere “Maura Mantellino, ‘Il dono più bello’ di Fiorella Fiorenzoni”

La rana e lo scorpione || Intervista all’autrice Giorgia Sandoni Bellucci

Il Lettore Curioso

Buongiorno lettori! Oggi vi porto sul blog un’intervista all’autrice emergente Giorgia Sandoni Bellucci, che ci parlerà della sua opera, divisa in due parti, La rana e lo scorpione.

41utqzsCBYL._SX331_BO1,204,203,200_.jpgRiccardo Deggi ha venticinque anni, vive a Modena e da sempre sogna di sfondare nel mondo della musica. Greta Bellei ne ha ventidue, studia Lettere e ancora non ha trovato il suo posto nel mondo. Lui è oscuro, manipolatore e dispotico; lei riservata, elegante e profonda. Mentre l’uno insegue la celebrità, dividendo le sue giornate fra radio e discoteche; l’altra resta a casa a leggere libri, in attesa che il prossimo viaggio la trascini via da quella cittadina di provincia, che sente tanto ostile. Apparentemente i due non hanno niente in comune, eppure basta che un pomeriggio incrocino gli sguardi in biblioteca, per rendersi conto che fra di loro esiste una chimica sottile ed irresistibile; un’affinità elettiva che li rende simili…

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“THE LAST STAND” DI BONDINO&FERRARI, si ride al Teatro della Juta di Arquata Scrivia

“THE LAST STAND” DI BONDINO&FERRARI, si ride al Teatro della Juta di Arquata Scrivia

Sabato 2 febbraio al Teatro della Juta di Arquata Scrivia si ride con il cabaret di THE LAST STAND Luca Bondino e Marco Ferrari, accompagnati per l’occasione dal musicista Marco Todarello alla chitarra.

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Lo spettacolo THE LAST STAND è il frutto del vasto repertorio costruito in dieci anni di attività sulla scena: dalle serate nei locali della provincia, fino alle puntate televisive di Zelig OFF e Central Station. Un’amicizia, un sodalizio artistico e un mare di chilometri macinati per tutta Italia alla ricerca di battute sempre nuove, personaggi ai limiti del surreale e improvvisazioni che poi sono diventate veri e propri sketch.

In The Last Stand c’è tutto, ma proprio tutto quello che è stato creato e che salirà sul palco, probabilmente per l’ultima volta: The Last Stand segna infatti la fine della collaborazione artistica tra i due attori, i quali, terminate le date di questo spettacolo, scioglieranno definitivamente il duo.

Il Teatro della Juta è lieto di dare un palcoscenico a questi due bravissimi artisti, che hanno conquistato nel tempo sempre più seguito e un pubblico di affezionati spettatori. Continua a leggere ““THE LAST STAND” DI BONDINO&FERRARI, si ride al Teatro della Juta di Arquata Scrivia”