” Il sogno di una Rivoluzione ” di Maria Teresa Gavazza: presentazione ad Acsal, di Lia Tommi

Agli Incontri d’autore dell’Associazione Cultura e Sviluppo di piazza De André, Alessandria, Maria Teresa Gavazza presenta “Il sogno di una Rivoluzione”.

Nel libro” Il sogno di una Rivoluzione. Il mio 68 a Torino”, Maria Teresa Gavazza rievoca cosa accadde all’Università di Torino a partire dall’anno accademico 1967-68. L’autrice presenterà il libro lunedì 4 febbraio alle 18 , dialogando con Maria Grazia Caldirola e Fulvia Maldini.

Assieme a una bibliografia e una documentazione esauriente e meticolosamente usata, si muove la sua testimonianza, aiutata da frammenti di scrittura diaristica presi sul momento. La memoria si fa storia. intrecciandosi con fatti, situazioni, stati d’animo di quel presente ricostruito.

L’autrice ha usato le carte del suo archivio, conservate con attenzione e amore per cinquant’anni: volantini, ciclostilati, articoli di giornali, libri comprati e letti in quel periodo.

In questo viaggio di ritorno sul luogo della storia vissuta, Maria Teresa incontra l’allora giovane studentessa, e ci racconta l’esperienza di una protagonista “periferica”, di chi proveniva da un ambiente sociale diverso da quello di altri partecipanti e leader torinesi del movimento. Le assemblee, gli interventi di sgombero della polizia, la resistenza passiva, i gruppi di lavoro (Contro Corsi), costruirono repentinamente la consapevolezza collettiva e formarono una comunità studentesca.

“Quel che avvenne in quei mesi rappresentò l’avvio della nostra liberazione”, scrive l’autrice: la scoperta della democrazia diretta, il trionfo della politica partecipata in prima persona, senza alcuna delega, e soprattutto il passaggio dalla condizione “di studenti a quella di rivoluzionari” che portò all’uscita dall’Università per unirsi ad altri conflitti, a cominciare da quello operaio che si stava avviando alla Fiat.

Maria Teresa Gavazza è insegnante e storica. Un filo rosso lega tutta la sua ricerca: dare voce agli esclusi, far emergere personaggi o ceti sociali dimenticati. Donne, operai, partigiani anonimi, militanti cattolici e comunisti, eretici ideologici o politici, contadini, un popolo silenzioso che cammina sullo scenario della Storia.

 

A Ravenna si sperimenta il razzismo – di Marina Vicario

Gira in questi giorni l’articolo del professore che ha fatto sperimentare ai suoi alunni cosa vuol dire divisione razziale. Ha voluto far provare nell’anima cosa significa mettersi da parte con la forza.

Il trentenne Diego Baroncini (docente di lettere della seconda media all’istituto paritario San Vincenzo de’ Paoli di Ravenna) si è rivolto ai suoi alunni chiedendo, in maniera autoritaria, di dividersi tra chi risedieva a Ravenna e chi no. Ha continuato chiedendo di togliere monili, gioielli, occhiali e metterli sul banco fino a rimanere scalzi e con i pantaloni calati a coloro che non erano residenti (e alcuni hanno obbedito).

I ragazzi, benché avessero capito di essere oggetto di esperimento, hanno eseguito ciò che il professore chiedeva. Alla domanda del perchè stessero zitti, hanno risposto perché era stato il professore a chiederlo; a quel punto è iniziata la lezione. Da come riporta La Repubblica.it il professore ha risposto “Ma se l’autorità commette qualcosa di atroce voi non dovete tacere. Succedeva cosi anche con le leggi razziali: alcuni avevano paura di esporsi pur riconoscendo che non erano giuste, altri hanno reagito con un atteggiamento superficiale”.
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Personalmente sono dalla parte di quel professore che ha voluto far toccare con mano, anche se per pochi minuti, un mondo che è esistito, un odio che è stato concreto, uno sgomento che prendeva la pancia e spero che quella lezione sia servita davvero a qualcosa.

Dal canto mio ho sempre sostenuto che i giovani tedeschi fossero a loro volta vittime plagiate da un dictat estremo. Un lavaggio del cervello inevitabile.
Immaginavo quei ragazzi che prima compagni e amici, in poco tempo si trovarono a dividersi come nemici e molti di loro cominciarono perfino a odiarsi.

Una piaga ancora aperta, che però non è servita a insegnare più umanità. Oggi ci sono guerre, prigionieri, schiavitù. In alcune regioni del mondo ci sono condizioni disumane di tutti i generi e non sono terminate le persecuzioni a causa della religione e razza.

Tutta la vicenda nei dettagli in questo link di La Repubblica.it Bologna

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2019/01/25/news/la_lezione_del_prof_per_il_giorno_della_memoria_chi_e_di_ravenna_si_tolga_occhiali_e_scarpe_non_verra_piu_a_scuola_-217418179/

 

Amos Oz, Non dire notte. «E dove dovremmo rifulgere, e a chi serve il nostro fulgore»*

Blog di Pina Bertoli

Sono le sette di sera e lui è seduto sul balcone di casa, al terzo piano. Guarda il giorno che muore e aspetta: chissà che cosa promette l’ultima luce, che cosa ha in serbo. (…) La notte è quasi trasparente. Una luce argentea, sottile e fredda, su tutta la Terra. Che non respira. I due cipressi sembrano scolpiti nel basalto,le colline lunari avvolte da una cera di luna. Qua e là rannicchiate delle creature nebulose, anch’esse lunari. Nelle vallate ombre su ombre. E un unico grillo che ho captato solo quando s’è taciuto.

Non dire notte, di Amos Oz, Feltrinelli editore Universale economica 2008, traduzione di Elena Loewenthal. Pagg. 200. Prima edizione dell’opera 1994.

Si respira subito l’aria del deserto, nelle prime pagine di questo libro. Cala la sera, e poi la notte e Theo la osserva, insonne, dal suo balcone. Lo sguardo si posa attorno e ciò…

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Damien Hirst, la provocazione è servita

Blog di Pina Bertoli

Chi è stato alla Fondazione Prada, a Milano, sa di cosa parlo.

damien hirst a way of seeing A way of seeing

Un robot in tenuta da lavoro, analizza vetrini di sangue in un laboratorio sigillato come un aquario. Segni particolari: si muove.

damien hirst tears for everybody's looking at you Tears for everybody’s looking at you

Sì, la pioggerella esce fuori. E poi ci sono le installazioni a base di mosche…

damien hirst the last judgement mosche e resina su tela The last judgement

“Quello che a prima vista può sembrare un grande monocromo nero dipinto è in realtà un mare di mosche morte applicate ad un supporto con resina. Si consiglia agli animi più sensibili di avvicinarsi lentamente. L’odore (di mosche? Di resina? Di morte?) rigetta indietro lo spettatore. È necessario combattere la sensazione di disgusto per potersi accostare all’opera e analizzare da vicino l’ammasso di cadaveri.  La visione è drammatica.” Altervista

Damien Hirst è un artista inglese che negli anni Novanta prese attivamente parte al movimento dei Brit Artists, un gruppo di…

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F.G. Lorca, El poeta habla por teléfono con el amor

Blog di Pina Bertoli

Continuo la lettura dei sonetti di Lorca, di cui trovate la presentazione in questo post; sul blog sono presenti gli altri sonetti esaminati.

El poeta habla por teléfono con el amor

Tu voz regó la duna de mi pecho

en la dulce cabina de madera.

Por el sur de mis pies fue primavera

y al norte de mi frente flor de helecho.

Pino de luz por el espacio estrecho

cantó sin alborada y sementera

y mi llanto prendió por vez primera

coronas de esperanza por el techo.

Dulce y lejana voz por mí vertida.

Dulce y lejana voz por mí gustada.

Lejana y dulce voz amortecida.

Lejana como oscura corza herida.

Dulce como un sollozo en la nevada.

¡Lejana y dulce en tuétano metida!

Il poeta parla al telefono con il suo amore

La duna del mio petto nella dolce

cabina di legno la tua voce intrise,

e al…

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Dorfles consiglia – Prima puntata

Blog di Pina Bertoli

Ieri è ricominciata la trasmissione “Per un pugno di libri” su Rai 3, condotta da Geppi Cucciari e Piero Dorfles. La vedo fin dal primo anno e quindi non potevo mancare l’appuntamento. Se qualcuno l’avesse persa e volesse rivederla, vi ricordo che è possibile farlo su Rai Play.

Il libro su cui si sono sfidate le due classi nella puntata di ieri è “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury.

bradbury fahrenheit 451Non è pura e semplice fantascienza, quella di Ray Bradbury. Il suo è un futuro spaventosamente vicino. Nel presente-futuro di “Fahrenheit 451” non si leggono più libri, anzi si bruciano, perché tutti devono essere uguali, e nei libri, invece, si impara la differenza. È un presente dedito al piacere, allo svago per lo svago, a forme di distrazione che sanno di dipendenza. Dove si vuole soltanto essere allegri, spensierati, sereni. Non pensare. Com’è possibile allora, in una…

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Vladimir Tasić, Il muro di vetro. L’impossibilità di diventare adulti

Blog di Pina Bertoli

Questo gioco con le storie del passato li unisce e li divide allo stesso tempo, distribuisce le figure, concatena gli elementi remoti in un tutto unico ben connesso. Ed è allora che compare anche lei, quella patria mai vista, il paese dei suoi genitori.

Il muro di vetro, di Vladimir Tasić, Edizioni Ensemble 2017, traduzione di Anita Vuco, pagg 282

Il complesso romanzo dello scrittore serbo Vladimir Tasić presenta una storia che si arricchisce man mano, una stratificazione di livelli – come in un video gioco, e non a caso; capirete perché – che aumentano di complessità, fino a definire un quadro dove, dalle vicende personali di un nucleo familiare, ci si allarga alle vicende di una nazione, la Serbia, passando attraverso un intricato puzzle di stampo spionistico. Perché il legame tra i protagonisti e il loro passato con le complesse alchimie tra depistaggi e affaires di…

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Georgia Hunter, Noi, i salvati.

Blog di Pina Bertoli

Herta si copre le orecchie per non sentire il tonfo di un nuovo corpo morto che viene sbattuto giù dal carro bestiame. È già il terzo in tre giorni. Gettati come immondizie, lasciati a decomporsi lungo le rotaie. Per un po’ è riuscita a sopprimere il terrore, fingendo che fosse tutta una finzione, una scena di un film dell’orrore, e lasciando vagare la mente fino a farla uscire dal corpo e vedere se stessa dall’esterno.

Noi, i salvati, di Georgia Hunter, Casa Editrice Nord 2017, traduzione di Alessandro Storti, pagg 444

La scrittrice americana Georgia Hunter racconta in questo toccante romanzo la storia della sua famiglia. Casualmente, quando è ancora adolescente, l’autrice scopre la sua origine ebreo-polacca, e viene a conoscenza dell’odissea che i suoi familiari hanno vissuto durante la seconda guerra mondiale, sopravvivendo all’Olocausto, a duro prezzo, e decide di testimoniarla grazie ai racconti della nonna Caroline e…

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Eduardo Halfon, Il pugile polacco. «La letteratura rompe la realtà»

Blog di Pina Bertoli

È esattamente questo la letteratura. Nello scrivere sappiamo che c’è qualcosa di molto importante da dire rispetto alla realtà, e che abbiamo questo qualcosa alla nostra portata, è lì, molto vicino, sulla punta della lingua, e che non dobbiamo dimenticarlo. Ma sempre, innegabilmente, lo dimentichiamo.

Il pugile polacco, di Eduardo Halfon, Rubbettino editore 2014, traduzione di Maria Pina Iannuzzi, pagg 121

Lo scrittore guatemalteco Eduardo Halfon mi ha conquistato fin dal primo capitolo di questo libro originale e denso di pensieri che, data la brevità, ho letto senza interruzione, fino all’ultima pagina, e avrei voluto che i capitoli proseguissero, per seguire il filo delle sue riflessioni e incontrare ancora altri personaggi che sicuramente, nella sua vita, gli è capitato di conoscere. E come spesso accade, le persone sono ciò che incontrano sul cammino della vita, e ogni esistenza con cui vengono a contatto plasma il loro modo di stare…

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Di donne caparbie, di eroine e bimbe promettenti

Blog di Pina Bertoli

Oggi mi va di giocare, e così vi propongo il classico quiz, mentre mi godo mezz’ora di pausa per bere un tè.

Nella letteratura ci sono miriadi di personaggi femminili – ora ve ne elenco qualcuno – proviamo a fare una classifica delle preferenze? Dai!

Partiamo da quelle bambine e ragazze che mi sono rimaste nella memoria in modo indelebile:

Pippi Calzelunghe, prima fra tutte! Nata dalla penna di Astrid Lindgren, che ricordo anche nei telefilm (allora si chiamavano così…) alla Tv dei ragazzi

Jo March, mia omonima nonché vera protagonista (alter ego dell’autrice) di Piccole donne di Louisa May Alcott. Scontrosa, ribelle e preda di un amore assoluto per la letteratura. Potevo non identificarmi con lei?

Scout, la piccola protagonista de Il buio oltre la siepe, di Harper Lee, anche lei un maschiaccio piena di domande e sempre pronta a fare a botte.

Matilde, di…

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Luca Buonaguidi, Uno studio sul niente – Viaggio in Giappone

Blog di Pina Bertoli

Se rinasco

sarò pensiero

senza pensatore

Uno studio sul niente – Viaggio in Giappone, di Luca Buonaguidi, Italic Pequod 2018

E poi, quasi per caso, o meglio, per effetto di quella bussola interiore che fa incontrare viandanti che percorrono la stessa strada – con passo diverso ma per arrivare nello stesso luogo – mi trovo tra le mani un libro unico, una fusione di tasselli diversi uniti dall’essere, tutti, visione poetica del mondo e dello stare nel mondo dell’Uomo. In un luogo preciso sì, che però si fa luogo universale.

E ci cado dentro come in quei sogni che ti portano lontano, dove non sei mai stato e dove avverti un mescolarsi di sollecitazioni che ti cullano e ti impongono una sosta.

“UNO STUDIO SUL NIENTE – Viaggio in Giappone”  è un diario di viaggio in versi sul Giappone, corredato da fotografie itineranti e citazioni di scrittori, fumettisti, filosofi, monaci…

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Käthe Kollwitz, “Mai più la guerra”

Blog di Pina Bertoli

Käthe Kollwitz nacque nel 1867 da una famiglia della borghesia progressista, a Königsberg, dove visse fino al 1885 dedicandosi fin da adolescente agli studi artistici. Suo fratello fu amico di Engels e redattore di un giornale progressista. I suoi primi lavori avevano come protagonisti operai, marinai e contadini, cioè l’umanità che poteva vedere nelle strade della sua città e di cui riuscì a cogliere, fin da giovane, le difficili condizioni di vita. Fu molto ispirata dalla lettura di “Germinal”, di Zola. Si trasferì poi a Berlino per intraprendere gli studi d’arte. A Berlino, infatti, vi era una scuola d’arte aperta alle ragazze.

kollwitz insurrezione-kollwitz

A ventisette anni si fidanzò con Karl Kollowitz, studente di medicina, che divenne più tardi suo marito e con il quale ebbe due figli. Karl, una volta divenuto medico, esercitò in un quartiere proletario. Rimasero a Berlino fino al 1943, quando dovettero lasciare la città a…

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Dorfles consiglia – Seconda puntata

Blog di Pina Bertoli

Sabato è andata in onda la seconda puntata di “Per un pugno di libri” su Rai 3, condotta da Geppi Cucciari e Piero Dorfles. Qui la prima puntata.

Nella trasmissione, in concomitanza con la Giornata della Memoria (domenica 27), le due classi si sono cimentate sul romanzo “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg, edito nel 1962, Premio Strega nel 1963.

 

ginzburg lessico famigliare

Lessico famigliare è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebrea e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. «Il racconto nasce dal vero, non dall’immaginazione. È un insieme di…

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Franco Battiato, Segnali di vita

Blog di Pina Bertoli

Dedicato a R.L.

Segnali di vita

Il tempo cambia molte cose nella vita
il senso le amicizie le opinioni
che voglia di cambiare che c’è in me
si sente il bisogno di una propria evoluzione
sganciata dalle regole comuni
da questa falsa personalità.
Segnali di vita nei cortili e nelle case all’imbrunire
le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti.
Rumori che fanno sottofondo per le stelle
lo spazio cosmico si sta ingrandendo
e le galassie si allontanano
ti accorgi di come vola bassa la mia mente?
È colpa dei pensieri associativi
se non riesco a stare adesso qui.
Segnali di vita nei cortili e nelle case all’imbrunire
le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti.
Le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti

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Pablo Ruiz Picasso, Ritratto di fanciulla

Paesaggi dell'anima - Official Weblog

Opera, disegno femminile 1898 ca, quegli occhi una finestra dell’anima, lo sfumato secondo la tecnica di Leonardo da Vinci (Rif. immagine ruotata di 90 gradi in senso antiorario).

Picasso esegue un’ opera che segna la fine di un secolo… riflette il tema familiare, si data nel periodo in cui interrompe i suoi studi accademici e frequenta i circoli artistici a Barcellona, e poi a Parigi.

Pablo Ruiz Picasso - Ritratto di fanciulla Pablo Ruiz Picasso, (Málaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973), titolo: Ritratto di fanciulla, tecnica: matita, sanguigna, misure: 44 x 28 cm, datazione: 1898 ca, Collezione privata

Il soggetto raffigurato potrebbe riferirsi a Lola Picasso e Portrait de Teresa Blasco, 1899.

Gli studi eseguiti, considerando le opere grafiche di fine ‘800, del preraffaellita D.g.Rossetti e un abbozzo di Tamara de Lempicka (Ritratto di Ira Perrot, studio), hanno evidenziato la firma Picasso sulla parte superiore della chioma.

Pablo scriveva: « A los doce…

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