Nel 1945 il voto alle donne in Italia, di Lia Tommi

Era il 30 gennaio quando a Roma, il Consiglio dei ministri deliberò la concessione del diritto di elettorato attivo e passivo alle donne. I partiti capeggiati da Alcide De Gasperi (Democrazia Cristiana) e Palmiro Togliatti (Partito Comunista) si erano dimostrati già da tempi favorevoli alla questione dell’estensione del suffragio anche alle donne: prese così forma il decreto De Gasperi-Togliatti, conosciuto poi come decreto Bonomi dal nome del Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia, e Ministro dell’Interno ad interim, che ricoprì la carica dal giugno 1944 al giugno del 1945.

Il decreto Bonomi, però, non faceva ancora nessun riferimento all’elettorato passivo, ovvero la possibilità, per le donne, di essere votate. Era l’11 febbraio successivo quando l’UDI inviò un telegramma a Bonomi nel quale si richiedeva di sancire anche l’eleggibilità delle donne. La richiesta venne accolta dopo poco più di un anno quando venne quindi conferita l’eleggibilità alle italiane di almeno 25 anni, grazie al decreto n. 74 datato 10 marzo 1946. Il successo fu immediato: le prime elezioni amministrative alle quali le donne furono chiamate a votare si svolsero a partire dal 10 marzo 1946 in 5 turni, mentre le prime elezioni politiche (il Referendum istituzionale monarchia-repubblica) si svolsero il 2 giugno 1946. Già alle prime amministrative vi furono donne elette nelle amministrazioni locali: Gigliola Valandro (DC), Vittoria Marzolo Scimeni (DC) a Padova, Jolanda Baldassari (DC), Liliana Vasumini Flamigni (PCI) a Forlì. Già nel 1946, inoltre, vennero elette le prime due donne sindaco: Ada Natali (Massa Fermana) e Ninetta Bartoli (Borutta).

Il suffragio universale, però, non era ancora ‘universale al 100%’. C’erano infatti delle escluse, citate nell’articolo 354 del regolamento per l’esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza: si trattava delle prostitute schedate che lavoravano al di fuori delle case dove era loro concesso di esercitare la professione.

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