Per aspera ad anima, di Franco Bonvini

https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/02/04/per-aspera-ad-anima/

Giocavo con ogni cosa,
coi sassi, con le tartarughe
che stavano in un piccolo giardino segreto
dietro una porticina in legno annerito in fondo al cortile,
e con tutti i suoi abitanti,
vermi a palla, pettirossi, millepiedi
nani da giardino e elfi,
nascosti sotto le palme.
E sopra le palme le nuvole disegnavano il cielo.

C’era sempre una musica.

Poi, un giorno, la notte crebbe all’ improvviso.
Il giardino, per la troppa voglia d’ avventura sfiorì.
Non servì a nulla una coperta,
o fingere di dormire,
la notte durò molti giorni.
E Lei non si vedeva.
C’era la paura,
dello straniero con la tasca nuda,
a cui oggi non so voler male,
e di chi sapeva, e guardava, e studiava.
Perfino le stelle, e la luna,oltre i vetri
disturbavano il buio che nascondeva le cose.
Durò molti giorni.
Finchè quella musica tornò a prendermi,
senza alcun merito
se non l’ amore.

Oggi resta solo un pò di penombra
la sera.
Forse è sempre Lei.
O forse è il giubbino all’ appendiabiti.

20181113_201214

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