Cari ragazzi e care ragazze, la scrittura è un dono bellissimo, di Ely Chio

Cari ragazzi e care ragazze, la scrittura è un dono bellissimo, di Ely Chio

Cari ragazzi e care ragazze, voi ora state attraversando un periodo che io ed altri adulti (o pseudo tali) abbiamo superato. Non vi sto scrivendo per darvi rimproveri, né consigli, né per insegnarvi nulla, non spetta a me farlo. Io alla vostra età ero un mix, di solitudine e casini, oh quante ne ho combinate, solo Dio e mia madre ne sono a conoscenza! Pierino, in mio confronto era l’alunno modello. Ma ciò a cosa e a chi è stato utile? Di sicuro non a me, né alla mia vita! Ho terminato gli studi (per mia esplicita scelta) in terza media inferiore, sono andata a lavorare a 16 anni, per ritrovarmi oggi a tornare indietro, con rimpianti e paure.

Ely Chio

Quelle che in modo diverso avete anche voi, ne avete tante di paure, le nascondete dietro le maschere che indossate, da finti duri, da arroganti, da strafottenti e a volte invidio questa vostra capacità di celarvi dietro ad esse.

E si, devo ammetterlo, siete forti, ma potete anche essere deboli e ne avreste il sacrosanto diritto. Siete “i cuccioli” di questa nostra società, (non offendetevi al termine cuccioli, è un segno di affetto!) avreste tutto il diritto di essere la tempesta che avete dentro e che spesso, troppo spesso trattenete o che sfogate in atteggiamenti o comportamenti errati.

Vi chiedo e non è un consiglio, non è un’imposizione, non è un rimprovero, è una richiesta, di una ragazza che nella vostra stessa età (13 anni) ha ricevuto nel momento più buio della sua vita, un dono bellissimo: quello della scrittura.

La considero da sempre la possibilità di sfogo e introspezione più ampia, di confronto e di scambio. È vero, non lo voglio negare, a volte è anche mezzo di scontro ma fa parte della crescita.

Scrivete e non nel post, non per condividere, sedetevi a tavolino, prendete carta e penna, quel foglio tanto bianco che a volte mette in difficoltà anche grandi scrittori e buttate giù voi stessi. Non ha importanza cosa, quanto sia, anche una singola frase, una sola ma che sia vostra, una vostra sensazione, emozione, illusione, sogno, reazione.

Conta ciò che avete dentro, conta che siate voi stessi. Senza vergogna, è la società che deve provare questo sentimento, non voi, loro: per la corruzione, il clientelismo, per i modelli sbagliati che vi propone e in parte la colpa di tutto questo è di noi adulti, che non vi sappiamo proteggere né parlare, poiché a volte ci sentiamo non all’altezza, incapaci di richiamare la vostra attenzione di fronte al coinvolgimento di cellulari, social o videogame.

Donateci spazio per comunicare con voi, per riaprire un dialogo non chiediamo fiducia, quella nascerà tramite i meriti delle nostre azioni. Come vi sentite soli voi, ci sentiamo soli noi e forse questo è il “gioco” di un potere più vasto che spinge per renderci tutti individui e soli e il vivere “il qui e l’ora” e non una progettualità. Noi non siamo così! Tu che stai leggendo ed hai avuto tempo per me, non sei così!

Che tu sia genitore o figlio, poco conta, spegni tutto e corri per riallacciare un rapporto, nulla deve superare un confronto umano. Ecco, questo ci manca e per assurdo cerchiamo in frasi e in post che condividiamo sui social, questi sembrano riempirci di quel calore ed amore che vogliamo, invece questo ci svuota sempre più.

Parlavo prima della fiducia e vi chiedo: “Sicuri che meriti tutta la nostra fiducia il social? Più dei nostri genitori? Più dei nostri figli? Più di persone fisiche che hanno fatto atti concreti per noi?”

La fiducia è una parola importante, come l’amore, come il perdono, in tutti i casi parlare non vuol dire aver fiducia, perdonare non vuol dire che abbiamo dimenticato il torto subito o che ciò non è successo, amare non vuol dire scriverlo o dirlo, ma tutto è indice di azioni e meriti. Ci siamo dimenticati tante cose, troppe!

Ed ora vi chiedo di parlare, guardarvi negli occhi, affrontare anche la sconfitta poiché la vita è anche questa, non è imparare a vincere ma a lottare, non è essere vincitori ma combattenti e si sa per chi combatte non esistono solo le battaglie a buon fine ma anche le cicatrici che marchiano le battaglie che segnano le sconfitte, ma grazie a questo, si cresce per tutto l’arco della vita.

Il social deve essere un modo per ampliare: i buoni sentimenti, i buoni propositi, le azioni di solidarietà, l’amore, ma non deve spegnere i rapporti primari, se accade è meglio non averli.

A voi genitori chiedo: siate la guida dei vostri figli, lo siete stati anche voi a vostra volta e avrete ricevuto degli insegnamenti da trasmettere. Se così non fosse, apprendete ciò che reputate più giusto dai vostri modelli.

A voi ragazzi e ragazze: aprite una piccola fessura, dove i vostri genitori possano entrare, non vuol dire dar loro fiducia, lo ripeto, ma spazio per conoscerli e farvi conoscere. Nella vita si cambia, si evolve, tutti abbiamo limiti, tutti sbagliamo, tutti perdiamo. Accettiamolo e cerchiamo di trarre da questo il più grande dei vantaggi: la crescita e l’esperienza, magari insieme…

Con affetto

La vostra Ely Chio

Buona giornata Spiriti Guerrieri

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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