Il suono della parola

Ondeggi su me come un ricordo antico, un pensiero da nutrire per l’eternità. Arrivi all’improvviso, mi culli come un feto e mi riscaldi. Tutto sembra possibile, anche sciogliere il ghiaccio che da secoli ha incrostato la mia anima ibernata in una sicurezza gelida, come chi resta immobile ma respira tranquillo e sicuro, dormiente in uno sterile letargo. Arrivi all’improvviso e all’improvviso te ne vai senza un apparente motivo, nemmeno una scusa, mi squarci il petto nudo, mi baci e mi strappi il cuore.
Davvero questo rito primitivo, come primitivi possono essere i sentimenti e gli istinti, mi sconcerta e mi lascia attonito e stordito; davvero mi è sembrato possibile tutto questo, l’averti incontrato, sfiorato e condiviso, confidando in una pazienza che non hai, in quel sapere attendere e seguire i tempi sincopati del mio sentire, le aritmie della mia anima; così la ruota gira e noi come palle da…

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