Luca Ariano. “Contratto a termine” su Milanocosa. In questa nostra precaria esistenza

Luca Ariano. “Contratto a termine” su Milanocosa. In questa nostra precaria esistenza


di Adam Vaccaro

Luca Ariano Contratto a termine Qudulibri, Bologna 2018

Questo libro (si) pone l’obiettivo e la sfida di poter trovare una forma poetica che risponda alla crescita, nell’arco degli ultimi decenni, di enormi difficoltà concrete della vita vissuta dalle masse lavoratrici prodotte da un capitalismo fondato su una visione, una ideologia e una prassi neoliberiste, in una cornice non più nazionale ma mondiale.
È possibile creare una espressione poetica che si faccia voce di condizioni di estrema precarietà e livelli di sfruttamento arretrati in pochi anni a livelli prossimi a quelli della prima metà del secolo scorso?

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Luca Ariano prova a dare una risposta con testi come in presa diretta su condizioni, che contraddicono le declamazioni retoriche di civiltà dei poteri occidentali. Si potrà dire – da parte di chi concepisce il poièin entro moduli che hanno contribuito a porre gran parte della poesia contemporanea in un mondo a parte e pressoché senza pubblico – che non è questa la risposta adeguata.

Che la poesia non può fare a meno di rinnovarsi senza diramarsi da tronco e rami creati dalla storia delle forme precedenti.
Ma è anche vero che il Novecento ha fornito, non solo in poesia, esempi di rotture totali di forme. Dunque occorre riformulare anche modalità di lettura per poter dire se una forma o l’altra possa dirsi poetica. Da parte mia ho sviluppato una ricerca che ho chiamato Adiacenza, attraverso la quale ho approcciato la lettura di testi diversissimi, con la convinzione che il fascino e la funzione della poesia, scattano quanto più tutte le lingue del corpo sono nel corpo della poesia.

Da cui, la domanda, leggendo un testo: nella sua trama agiscono tutti i linguaggi che costituiscono il corpo e l’identità del Soggetto Scrivente (SS)?
Questa è una sfida che non è solo di Ariano, è di chiunque senta la necessità di tradurre qualcosa, qualunque cosa, in una forma chiamata poesia. È una sfida che non può avere sicurezze, come quelle che in modi diversi possono avere la stesura di formulazioni critiche, di un rendiconto, di un documento, o anche di una prosa creativa.

In questi altri casi, ci sono metodi, grammatiche e linee progettuali che guidano la stesura. Con la poesia, invece, anche nel caso di bisogno di narrare una storia, il gesto poetico si caratterizza come progetto ignoto al SS, perché se l’ipotesi da me fatta è valida, tra le lingue che agiscono e fanno il corpo ci sono anche le modalità di utilizzo di esse da parte dell’ignoto in noi, chiamato Es o inconscio.

http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/luca-ariano-contratto-a-termine

 

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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