Reggae africano sabato al DI Noi Tre, di Lia Tommi

Sun Sooley Live @DI Noi Tre

sabato 23 febbraio dalle ore 22:30

Di Noi Tre
Via Plana 15, Alessandria

Sun Sooley è senza dubbio tra i maggiori artisti reggae
africani della diaspora europea. La sua carriera inizia in
Senegal, suo paese d’origine, nel 1995 dove raggiunge ben
presto la popolarità con il gruppo Jant Bi, leader in vendite
di dischi di tutta la storia del movimento hip-hop
senegalese.
Incide nel 2003 il suo primo album solista reggae Siratikal
Moustaqim che gli permette di farsi conoscere anche in
Europa. Ma è nel 2010 che raggiunge la popolarità
internazionale con l’album reggae One day inna babylon
prodotto in Italia.
Il suo talento e i suoi spettacoli dal vivo, sia con band che
in showcase, lasciano sempre un bel ricordo a tutti coloro
che hanno l’opportunità di vederlo sul palco.
Nel corso della sua carriera si esibisce su numerosi palchi
internazionali, passando dal Rototom Sunsplash in Spagna
con Alpha Blondy, al Garance Off in Francia, all’Overjam in
Slovenia, a numerosi festival in Italia (Positive River, Fara
Rock, Somenfest …) ma anche in Germania, Belgio, Olanda,
Francia, Austria e in Africa al Fesman in Senegal, Gambia e
Gibuti.
Torna nel 2018 con il singolo Only Good Vibes che anticipa
l’album Rise And Shine pubblicato a dicembre.
Poliglotta, si pone come vero ambasciatore del reggae
senegalese in tutto il mondo con le sue canzoni scritte in
inglese, francese e wolof, la sua lingua madre. Sun Sooley
porta in sé la sua cultura, il calore, la positività attraverso la
sua musica, mantenendo la sua principale filosofia
umanista e universalista.

L’ULTIMO DONO, di Miriam Maria Santucci

a05 L'ultimo dono

L’ULTIMO DONO
di Miriam Maria Santucci

Dolce bambina in mezzo al grano d’oro,
il vento soffia lieve sul tuo viso.
Guardi pensosa quel frutto del lavoro
e sulle labbra hai un timido sorriso.
Tuo nonno coltivava quel frumento,
con le sue mani e con la sua costanza.
Scrutava ogni sera il firmamento
e in Dio riponeva ogni speranza.
Ti sovvengono i racconti dell’anziano
su allegri folletti attaccabrighe…
Abbracci con lo sguardo l’ultimo dono:
una dorata distesa di spighe.

Poesia tratta dalla raccolta “Oltre l’Orizzonte”
© Copyright 2018 – Miriam Maria Santucci

Parlando di fotografia, di Fioralba Focardi

Oggi vi porto a osservare tre fotografie, vorrei anzi spero che la mia amica Lucia Palmiotto, continuasse a donarci delle sue Fotografie, Lucia in arte Luz, ha un dono sa parlare attraverso le fotografie.

Io scriverò su ogni suo scatto l’emozioni dello sguardo, l’emozione che Luz sa trasmettermi. Spero anche a voi.


In questo scatto, tutta la forza potente del mare nel suo infrangersi sugli scogli, mentre il sole infiamma l’orizzonte, come se l’onda si mettesse in posa. La magnificenza dei colori, rapiti e immortalati in un attimo.
 

In questa fotografia tutto l’oro del tramonto sul placido tremore del mare, brevi brividi di piacere al calar del sole. L’effetto del riverbero come a indicare l’approdo all’imbarcazione, quasi un’ ombra cinese.


La poetica del momento: colori tenui a sfiorare l’orizzonte, mentre gabbiani volano liberi. Il molo nel suo chiaro scuro s’agghinda a incontrare la lanterna che illuminerà la notte.

Le immagini sono di Lucia Palmiotto, LUZ, scorci di Giovinazzo in provincia di Bari.

Fioralba Focardi

Resisto di Cristina Saracano

Resisto,

ho una resistenza da non credere,

resisto alla fatica, sono piccola e forte,

resisto al dolore, piango al buio e in silenzio,

ma poi passa, perchè sono molto resistente.

Restisto perchè lotto,

per i deisideri, per le cose giuste,

per gli amori possibili, e anche per quelli impossibili.

Resisto perchè ho il cielo a portata di mano,

in mezzo alle rocce spuntano anche i fiori,

ogni giorno è un bel giorno,

e se non resisto, non lo posso trascorrere.

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Momenti di poesia. MANCIATE DI SILENZIO, di Silvia De Angelis

Momenti di poesia. MANCIATE DI SILENZIO, di Silvia De Angelis

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MANCIATE DI SILENZIO
Nell’indagine odierna
inseguo
un indennizzo di felicità
sfumato
nella parodia d’un vento subdolo
Accantono lemmi di malinconia
ancorati al calpestio muto
di passi antagonisti
E nel precoce eco soffuso
si levigano
ruvidi sassi del di dentro
precipitati dalla schiena
dentro un pozzo
per dar vita a fioriture di talia
antitodo soffice
d’un letargo appeso
a manciate dense di silenzio
@Silvia De Angelis

“SPACCATA PRESSO IL  PANIFICIO IN VIA MILANO: ARRESTATO IL RESPONSABILE” 

“SPACCATA PRESSO IL  PANIFICIO IN VIA MILANO: ARRESTATO IL RESPONSABILE” 

Alessandria: Il 17 Febbraio il personale della Squadra Volante della Questura di Alessandria traeva in arresto ZIBAT Auyob, cittadino italiano di 18 anni, residente in Alessandria,  resosi responsabile del reato di Furto aggravato in concorso.

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Alle ore 02.40 circa, due equipaggi della Squadra Volante venivano inviati da questa Sala Operativa presso l’esercizio commerciale “Panificio Torinese” sito in via Milano 78, per la segnalazione di un furto in corso.

Mentre le volanti venivano inviate sul posto e lungo le possibili vie di fuga, il richiedente non perdendoli mai di vista,  forniva una compiuta descrizione dei responsabili,  tre giovani vestiti di scuro, i quali, dopo aver  sollevato la serranda e aver sfondato a calci la porta a vetri d’ingresso, si introducevano all’interno dell’esercizio commerciale impossessandosi di quanto contenuto nel registratore di cassa per poi darsi  alla fuga in direzione via dei Martiri.

Gli equipaggi delle due Volanti intervenute tempestivamente sul posto riuscivano a bloccare presso Piazza della Libertà i tre responsabili identificandoli per  ZIBAT Auyob e due cittadini marocchini L.I e A.A, entrambi di anni 17,  residenti in questo capoluogo Continua a leggere ““SPACCATA PRESSO IL  PANIFICIO IN VIA MILANO: ARRESTATO IL RESPONSABILE” “

Come pulire la lavatrice e la lavastoviglie

Creando Idee

Per pulire il cestello della lavatrice ed eliminare i residui di calcare possiamo utilizzare l’aceto versandone un bicchiere nel cestello e un altro nella vaschetta del detersivo. Avviate la lavatrice e fate un ciclo di lavaggio a vuoto. Potete utilizzare l’aceto anche per pulire la vaschetta e, in caso di muffa sulle guarnizioni, preparate una miscela di acqua e aceto che eliminerà anche il cattivo odore.L’aceto è un’ottimo rimedio per pulire e donare nuova freschezza anche alla nostra lavastoviglie. Versate una tazza di aceto sul fondo di essa che dovrà essere vuota. Fate fare un ciclo completo di lavaggio ad alta temperatura. Una volta terminato potrete riempire la lavastoviglie e utilizzarla come d’abitudine. Un altro modo per pulire la lavastoviglie con l’aceto è quello di mettere, nel cestello inferiore, una ciotola con 3 bicchieri di aceto, facendo fare sempre un ciclo di lavaggio completo, con…

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Momenti di poesia. Un’orma nel vento, di Andrea Patrone

Momenti di poesia. Un’orma nel vento, di Andrea Patrone

Un’orma nel vento ( l’unica )

“Stanare le orme dentro al vento, è il
vero intento del poeta in ogni evento.”
È vero, c’è il caldo vento ribelle che
vien dal mare e con malizia la gonna
fa alzare, lo scalda il sole cambiando
così il nome, accarezza foglie pronte a
bruciare le parole che il poeta fa volare,
così ricordo un detto:
“All’ape regina, non importa se il fuco
muore, lei lo uccide perché conviene
all’arnia..ricca di miele, è l’unica orma
che rimane nel vento solo per un breve..
fecondo… momento!”

Andrea

Alessandria Sailing Team, di Cristina Saracano

Spirit of Nerina sbanca a Varazze
Si è chiuso nello scorso weekend il Campionato Invernale del Ponente Ligure, che vedeva
l’Alessandria Sailing Team in cima alle classifiche provvisorie dei regatanti; il meteo aveva
preannunciato vento debole e così è stato: l’ultima regata non è stata disputata perciò il torneo si è concluso confermando I piazzamenti provvisori al termine dell’ultima gara (otto le regate totali), assegnando perciò il titolo di vincitori sia in classifica Overall Irc che in classifica Overall Orc all’Alessandria Sailing Team su Spirit of Nerina-Rolandi Auto.
Il team inoltre si qualifica anche per le regate della Coppa dei Campioni che si disputerà a fine
marzo a Genova tra tutti i vincitori dei campionati invernali della Liguria. “E’ il primo titolo della stagione – commenta il presidente Paolo Ricadone – per cui la soddisfazione è grande, siamo sulla buona strada in vista dei numerosi appuntamenti che ci attendono, a partire dal prossimo che sarà quello delle regate della Vela d’Altura di Alassio il 15-16-17 marzo prossimi.
Grazie a tutti i velisti che si sono avvicendati in equipaggio durante questi week-end invernali.

Un ringraziamento particolare va inoltre a Rolandi Auto che anche quest’anno ci sostiene nei vari impegni e all’aziena vitivinicola Sassaia, produttrice di ottimi vini del nostro Piemonte e ideatrice della formula Sassaia WineClub”.
Buon vento! alessandria.sailingteam@gmail.comhttp://www.alessandriasailingteam.it

Momenti di poesia. OCEANO, di Mirella Ester Pennone Masi

Momenti di poesia. OCEANO, di Mirella Ester Pennone Masi

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OCEANO

Se nella notte mi doni il tuo ardore
nel giorno m’invento il coraggio.
Giungi dall’ignoto con il forte vento,
ruvido, come la sabbia dell’estate;
ancor smerigli i riflessi dell’anima
e strazi quella vetrata evanescente.

Sei l’irraggiungibile proibito frutto,
la musica sonata di un notturno
che scaccia la tristezza dal mio cuore;
e nella notte, talvolta, può fermarsi
poi, ritorna nell’albore senza ombre,
nel mio pensarti unico sigillo.

Mentre il sole raggia sulle aiuole
già vorrei intrecciare una ghirlanda
e portarla in capo con mite orgoglio,
ma lentamente rinascere iris all’alba
e fremere fra gli steli degli asfodeli
che spandono oro sulle verdi erbe.

Della natura che pare un Paradiso
nel monotono giorno che scorre
Tu sei il mare, e gemi spume d’onde
nel rosso tramonto fiammeggiante;
sorride la musa, fonte d’un giardino
che prilla un’acqua linda di sorgente.

Fra rocce lucenti smussate dal tempo
tu sei quel nocchiero un po’ bugiardo,
che naviga sulle onde blu nascenti
nel Titanico furore dei miei sentimenti;
va, dunque, su quel ponte dei sospiri
sarò l’alga strappata dal profondo:
Tu sei l’Oceano!

foto web

LIBRI

Pensieri sparsi

Vedere l’intero
Come guardate un albero? Lo vedete nella sua interezza? O lo vedete per intero o non lo vedete affatto. Passandogli accanto potete dire: “Guarda quell’albero, com’è bello!”, “È un mango”, oppure dite: “Non so che alberi siano quelli, forse sono tamarindi”. Quando vi fermate a guardare un albero, non lo vedete mai nella sua totalità; e questo significa che non lo state affatto vedendo.

Accade la stessa cosa con la consapevolezza. Se non vedete come funziona la vostra mente in tutte le sue attività, non potete dire di essere consapevoli. Un albero è fatto di radici, di un tronco, di rami grossi e sottili, di ramoscelli estremamente delicati, di foglie verdi, di foglie morte e di foglie appassite, di foglie brutte e di foglie mangiate dagli insetti, di foglie che stanno per cadere; e poi ci sono i fiori e i frutti. Tutto questo fa parte dell’interezza dell’albero…

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LIBRI

Pensieri sparsi

“La cosa importante è accettare se stessi. Se la condizione in cui mi trovo è causa di malessere è segno che la rifiuto.
Allora , più o meno coscientemente, tento di essere diverso da come sono . In definitiva non sono io.
Se al contrario accetto pienamente il mio stato, troverò la pace. Non mi lamento del fatto che dovrei essere più saggio, o più bello o più puro, rispetto a quello che sono ora .
Quando sono bianco , sono bianco. Quando sono nero, sono nero .
Questo atteggiamento mi impedisce che continui a lavorare su di me.
L’accettazione di sé non limita le aspirazioni, al contrario le nutre.
Perché ogni miglioramento partirà sempre da cio’ che si è realmente.”
A. Jodorowski

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Le pietre raccontano: l’antica città di Abakainon, di Donatella Pezzino

L’antica città di Abakainon (indicata con diverse denominazioni fra cui Abacena, Abaceno, Abacano) sorgeva nel cuore dei Nebrodi, fra le attuali Tripi e Novara di Sicilia. Originariamente sicula, fu successivamente ellenizzata e poi romanizzata. I primissimi insediamenti risalgono al paleolitico superiore (circa 18.000 anni a.C.). L’abitato  si sviluppò sempre più nel corso dei secoli, passando progressivamente dal primo aggregato preistorico alla vera e propria città, eretta verso il 1.100 a.C.

Nell’età del ferro, la popolazione indigena era composta soprattutto da contadini e piccoli artigiani. Agli inizi della colonizzazione greca (VIII sec.a.C.), gli abacenini cercarono di mantenere buoni rapporti con i dominatori, instaurando scambi commerciali e barattando i loro prodotti con ceramiche, utensili, gioielli e altri manufatti; tale equilibrio, però, era destinato a rompersi a causa della politica dispotica dei Greci. Vessati da dazi e da ogni genere di imposizione, gli abitanti di Abakainon aderirono alla rivolta di Ducezio contro Dionigi I (V secolo a.C.). Dopo la sconfitta subita dal principe siculo, la città si alleò con Cartagine in un estremo tentativo di resistenza, ma fu inutile: il tiranno di Siracusa ebbe nuovamente la meglio, ed espropriò Abakainon di gran parte del suo territorio per fondare la cittadina di Tindari (396 a.C.).

Dal 304 a.C., con l’avvento al potere del tiranno Agatocle, si creò una situazione di distensione fra Siracusa e le altre popolazioni dell’isola: Abakainon si staccò quindi dai cartaginesi per entrare nell’orbita di influenza siracusana. Le vicende della prima guerra punica portarono la città sotto l’occupazione romana; Abakainon venne eletta municipium nel 262 a.C. cambiando il suo nome in Abacaenum o Abacaena. Questa occupazione privò presto la città di tutte le sue prerogative (fra cui quella di battere moneta, che Abakainon vantava già dal V sec.a.C.) schiacciandola sotto il peso di una insostenibile pressione fiscale. Iniziò così per l’antica città sicula un periodo di declino, che si concluse con la sua distruzione ad opera di Ottaviano (il futuro imperatore Augusto) nel 36 a.C. , durante una delle fasi del conflitto con Sesto Pompeo. Successivamente, un cataclisma ne cancellò le ultime tracce. Sotto i normanni e gli arabi, la popolazione rimasta si spostò sulla montagna, dove sorge l’odierna Tripi.

Sembra che il primo studioso ad individuare i resti della città antica sia stato Tommaso Fazello: verso il 1550, infatti, il celebre storico di Sciacca portò alla luce nei pressi del castello di Tripi importanti reperti archeologici, fra cui monete d’argento e di bronzo con dicitura Abakain, anfore e frammenti di ceramica. Altre campagne di scavo furono portate avanti dalla Soprintendenza Archeologica di Siracusa nel 1953 e nel 1961 e affidate a Francois Villard e Madeleine Cavalier: tali opere portarono alla scoperta di sepolture, vasi, muri e soprattutto monete, sia siracusane che mamertine, attualmente custodite in vari musei del mondo ( Siracusa, Napoli, Firenze, Parigi, Monaco, Londra, Berlino, New York). Negli anni Novanta del Novecento, nuovi importanti scavi hanno condotto alla scoperta di circa 80 sepolture databili tra la fine del IV e l’inizio del II secolo a.C. , attestanti sia l’inumazione che l’incinerazione.

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Donatella Pezzino

Dal blog: Donatella Pezzino – La donna siciliana nella storia e nella poesia

(Immagine da http://www.etnanatura.it)