Margaret

Margaret quella mattina lasciò a casa le certezze e le incomprensioni relegandole in un’angolo della sua stanza. Lasciando sua madre borbottare da sola nel salotto mentre riordinata un armadio. Non aveva voglia di starla a sentire ne tantomeno assecondarla con ripetuti gesti del capo. Lei, Margaret sentiva il desiderio di evadere dalla solita routine quotidiana uscire da quel dannato circolo vizioso che le stava bruciando il cervello. Un copia e incolla giornaliero petulante anche nei soliti e tristi discorsi con sua madre, afflitta perennemente dalla convinzione che la casa necessitava di maggiore ordine e pulizia.
Così Margaret decise di raggiungere la piccola collinetta sedendosi successivamente in un punto preciso del prato, lasciando andare lo sguardo verso il mare. Amava quel luogo ritenendolo uno scorcio paradisiaco una finestra aperta la quale sfociava in un’altra dimensione. Il cantico del mare risalì la collinetta sospinto da un lieve venticello, il quale portava con sé un delicato profumo di salsedine misto a fiori d’arancio. Le sue certezze riguardo la vita svanirono come neve al sole, rendendosi conto che continuare a porsi delle domande assottigliava velocemente il tempo concesso su questa dimensione chiamata vita. Sospirò, seguendo il volo di un gabbiano osservandolo sfiorare con il petto le increspature della spumeggianti onde prodotte dal passaggio di una nave. Poteva essere quella una libertà assoluta librarsi e volteggiare nell’aria, oppure una proiezione irreale e distorta della nostra mente ingannando ogni nostra percezione. 
Di seguito Margaret si levò in piedi disegnando un sorriso sulle piccole e graziose labbra. Qualcosa si era fatto largo nei suoi pensieri.
” Dove ti eri cacciata? ” brontolò la madre agitando le mani a mezz’aria.
” Sulla collinetta” pronunciò Margaret illuminando il viso con largo sorriso.
” Che ti è successo, stai bene? ” si preoccupò la donna arricciando un poco la fronte facendo un passo verso di lei.
” Mamma cosa pensi della vita? ” le domandò con voce calma mostrando ancora il sorriso sul volto rotondo.
” Ma cosa…che razza di domanda mi fai ” esclamò con espressione perplessa la madre allargando le braccia.
” E una domanda come un’altra; allora cosa pensi della vita? ” insistette Margaret fissandola negli occhi, scrutando attentamente ogni millimetro del suo viso.
” Lo vuoi davvero sapere?” pronunciò carezzandole teneramente i capelli. “La vita è un insieme di coriandoli sparpagliati da un forte e impetuoso vento. Quelli più fortunati si troveranno a volare più in alto con una probabilità maggiore di percorrere elevate distanze rispetto a tutti gli altri”.
Margaret rimase a fissarla per alcuni secondi sollevando le sottili e curate sopracciglia. ” Non…non ci avevo mai pensato a questo fantasioso accostamento ” sussurrò con voce flebile.
La donna sospirò sollevando un poco le spalle addolcendo ancora di più lo sguardo.
” Sai una cosa figlia mia, qualsiasi esempio sulla vita resterà solamente uno stupido quanto inutile esempio. Io amo veramente la mia vita non la cambierei con un’altra. E lo sai perché? Perché in questa ho la certezza di quello che i miei occhi vedono e le mie mani toccano. Ho una bella e accogliente casa un marito eccezionale che amo con tutta me stessa e ho una splendida e bellissima figlia, luce dei miei occhi “.
Margaret voleva dire qualcosa ma un nodo alla gola glielo impedì, rendendosi improvvisamente conto della sua fragilità interiore. Quella cosa le sequestrò l’intero corpo, facendola vacillare lievemente sulle gambe.
La madre l’abbracciò tra le sue braccia, baciandole la fronte.
” Quindi bambina mia, perché mai non dovrei amare questa mia vita? “
( Margaret di Sergio Pizio)

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