Intervista allo scrittore Aldo Di Virgilio a cura di Laura Bottoni

Intervista allo scrittore Aldo Di Virgilio a cura di Laura Bottoni

Ho conosciuto Aldo di Virgilio attraverso facebook per  Disseminazioni, una piacevole rubrica da lui curata per la casa editrice Argento Dorato e soprattutto, per le pillole mai banali, di curiosità culturali, postate sul suo profilo. Una sorta di Lo sapevate che…? della mitica Settimana Enigmistica, puntualizzate spesso, e per questo rese ancor più godibili, da fulminanti battute di tale Luigi Rossi che, ho scoperto in seguito, essere amico e collega di vecchia data di Aldo.

L’insieme, lo confesso, ha suscitato la mia curiosità e finalmente, attraverso le sue parole, riusciamo a conoscerlo un po’ meglio.

Aldo Di Virgilio

Chi è Aldo di Virgilio? Cosa fa e quali sono i suoi interessi?

Aldo è un concentrato di sogni che ogni tanto si materializzano in questo mondo assumendo forme di parole; eppure bisogna vivere, ossia mangiare ed ecco che al concentrato di sogni ho sostituito un concentrato di nozioni giuridiche retaggio di una laurea in legge e di altri master specifici del diritto sanitario. Si spiega, così, il mio interesse per gli ospedali, ci lavoro dentro eppure esiste, ahimè, un altro motivo alla mia simpatia ospedaliera, mi trascino dall’epoca del bacucco una brutta malattia che pure adesso, qui e ora, gioca con i miei occhi… Molti sogni, molto lavoro, ancora un poco di dolore, questo sono io.

Quando e perché ha iniziato a cimentarsi nella scrittura di romanzi? (la domanda è di prammatica)

Decisi che sarei diventato scrittore, con una certa solennità, nel momento in cui, era il tempo del bacucco, lessi l’ultima pagina di “Oceano Mare”. Baricco mi provocò tanti e diversi di quei cataclismi interiori, che ancora oggi ho davanti l’indimenticabile scena del Professor Batterbloom che misura i confini del mare… I confini del mare… Capisci? Dentro una cosa così semplice si celava un complesso sistema di pensieri, la non accettazione del moto perpetuo, la paura dell’ignoto, il bisogno di certezze chiuse… Non era letteratura la scrittura di Alessandro, era una maniera di vedere il mondo, di intendere la vita. Forse, a pensarci bene, non è che ho deciso di fare il mestiere dello scrittore; io forse già lo ero, la scrittura ce l’avevo già dentro fin dalla nascita, ed aspettava solo il pretesto giusto per emergere e il suddetto pretesto arrivò così, leggendo il libro che più mi rappresentava a livello inconscio e che ancora oggi mi rappresenta meglio di ogni altro libro.

Quanti libri ha scritto e quanti ne ha pubblicati fino ad ora?

Ho iniziato a scrivere in maniera sistematica dall’età di 28 anni, e da allora non mi sono fermato più. Ho scritto almeno tre romanzi che non vedranno mai la luce (“Usignolo di mezzanotte”, “Flaming Jane” e “Lacrime nere”) e altri quattro con migliore successo. Di questi, due sono già pubblicati con una casa editrice di Ferrara, Argentodorato (“Il Codicista” e “Amanita Phalloides”), il terzo, “Gli Immortali”, vedrà invece la luce in estate con la casa editrice Bertoni di Perugia mentre il quarto, “Ovicodramma”, credo che lo pubblicherò tra un anno o due tornando con Argentodorato. Ci sono poi i materiali tecnici, un libro sulla natura giuridica della ricetta medica scritto a otto mani con alcuni colleghi del Master conseguito a Roma 3, e la tesi del secondo master alla LUISS pubblicata su una rivista scientifica, “Mondo Sanitario”. Senza contare gli svariati articoli (sono giornalista pubblicista) ed una raccolta di racconti risalente all’anno 2006, “Sette Piccoli Fanti”, edito dalla casa editrice Rocco Carabba di Lanciano.

Ne ha altri in lavorazione?

Per la casa editrice Argentodorato ho appena terminato una raccolta di trenta racconti che in realtà si chiudono tutti con un consiglio di scrittura, e che dunque andranno a formare un volumetto con intenti pseudo-didattici dal titolo “Disseminazioni”. Poi, il grande progetto da mettere a breve in cantiere è un quinto romanzo che collegherà tre grandi personaggi abruzzesi come me e legati da una bizzarra caratteristica, talmente bizzarra da meritare, a mio modesto avviso, la scrittura di un romanzo che ne approfondisca in maniera fantasiosa tutte le dinamiche… Un ambizioso affresco che indagherà i rapporti tra piacere e dolore, tra sesso e castità, tra paura della morte e bisogni epicurei. Un progetto piuttosto rischioso che mi porterà via i prossimi tre anni, come minimo.

A quale genere ascriverebbe i suoi libri? E come definirebbe il suo stile di scrittura?

Potrei dire a quale genere non appartengono, a quello realistico perché i miei romanzi si svolgono in contesti solo apparentemente attuali, quando invece mostrano una o più caratteristiche che li collocano un passo di lato o di sopra al mondo di oggi. Ne “Il Codicista”, ad esempio, in un fantomatico Ministero del Benessere spadroneggia una classe dirigenziale fissata con le punizioni inquisitoriali pur di raggranellare soldi a fini personali; ne “Amanita Phalloides” i profughi di un’antica civiltà primitiva sbarcano in Italia e colonizzano un lembo del suo territorio. Degli altri due non posso svelare molto, a parte che ne “Gli immortali”, naturalmente, tratto l’immortalità all’interno di una casa di riposo operativa nella baia degli schiavisti; “Ovicodramma” narra le vicissitudini del “Cirque Metaphisique”, un circo con intenti terapeutici solo che, ahimé, nelle assolate terre del sud Italia non riesce a fermarsi, a tirare su il campo, quindi lo spettacolo non si svolgerà mai… Ecco, credo che la scelta di trame tanto strampalate dipenda dal fatto che io amo moltissimo la fantascienza, ma non essendo capace di scriverne per formazione culturale o attitudine, ho ripiegato su quello che ho pensato mi riuscisse meglio, la distorsione della realtà.

A quale pubblico si rivolge?

       E che ne so… A chi rimarrà folgorato da queste poche parole che mi hai concesso l’onore di riferirti…

L’onore è mio, caro Aldo di Virgilio e rivendico la primogenitura della folgorazione mentre mi prenoto per un prossimo appuntamento che, sono sicura, sarà piacevole quanto lo è stato questo.

Per il momento, grazie.

Laura Bottoni

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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