HECHIZO VP

L’ “Eros” è uno spazio ontologico che può sfuggire al controllo del Leviatano malgrado i suoi tentativi di farne territorio di conquista attraverso vari strumenti quali la finzione dei simboli (fase linguistica) e la propaganda pornografica (fase industriale).

La falsa proposta dell’ opzione sull’Eros come atto individuale e autosufficiente tenta di invertirne la natura in una scelta circoscrivibile tutta all’interno di interpretazioni razionalistiche: un innesco autodeterminante. Ma l’unico confine razionale che Eros accetta è quello del confronto col mistero dell’altro e la sua accettazione: non è un confine che delimita o esclude, è orizzonte bensì che accoglie.

Eros è una terra libera e come tale abitale solo da una nazione disobbediente: atti come pudore e fedeltà ad esempio assumono questo valore di disobbedienza alle fasi linguistica e industriale imposte dal Leviatano che vuole Eros come strumento di controllo dell’individuo. Esso invece, veicolato dai simboli della mitologia e della letteratura, ossia le narrazioni significanti di ogni civiltà, punta sempre a valicare i confini del tempo istituzionalizzato nel costume, come fatto ultra-storico che il Leviatano, in quanto fatto sempre storico, teme.

Eros è linguaggio fuori dal tempo e dallo spazio, linguaggio pericoloso per lo schema in corso quando gli resiste escludendolo dalla sfera pubblica, e lo fa paradossalmente con un atto di accoglienza incondizionata e privata : sottraiamo terra al Leviatano con il linguaggio segreto degli amanti, edifichiamone la Nazione.

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