UNA DISPERATA RICERCA, di Giovanni Scudieri, recensione di Mary Potenza

UNA DISPERATA RICERCA, di Giovanni Scudieri, recensione di Mary Potenza

UNA DISPERATA RICERCA

Il romanzo scritto dall’autore Giovanni Scudieri, giornalista specializzato in critica musicale ed ex insegnante di lingua straniera, è edito da Tullio Pironti.

una disperata

Racconta l’amore non convenzionale con le vicissitudini del protagonista, tormentato da un disagio emotivo che lo conduce in una disperata ricerca dell’amore autentico, attraverso occasioni perse o sfruttate male ed infinite esperienze di rapporti occasionali, descritti sapientemente nella connotazione dei desideri compulsivi nella ricerca di occasioni sempre diverse e nuove. Figure e situazioni sono sapientemente esposte così come le vicissitudini, sviscerando i pezzi delle sue storie esistenziali in dettagliati tempi e luoghi della narrazione.

Quasi tutta una vita volta alla speranza di trovare l’appagamento nel vero amore, ovvero nella donna della sua vita.

Il bisogno di amare ed essere amati che lo porta a vivere relazioni sbagliate, a vedere l’altro come mezzo per il raggiungimento della sua soddisfazione in una visione materialistica ed oggettiva vissuta nel ristretto ambito della sopravvivenza materiale tra seduzione, sesso, denaro, successo. L’esigenza di affetto esclusivo, di attaccamento ed appartenenza ad un’unica donna è impedito al personaggio che, ricercando l’amore vero, svilisce la sua essenza per il mero soddisfacimento naturale di essere inappagato. Il tutto si consuma negli anni attraverso dubbi ed ombre della solitudine quotidiana, un sentimento che cala col passare dell’età e segna la constatazione reale e dura, con sentimenti spezzati, delusioni e ragionamento finale.

Il binomio amore-musica è l’interessante filo conduttore che unisce la narrazione in una lettura con un ritmo altissimo a un testo fluido e scorrevole, piacevole nella sua leggerezza di trama intrigante dalle descrizioni veloci e con pochi fronzoli. Il miglior rock degli anni sessanta e settanta, le cui note sono sempre presenti nella vita di Claudio Fabbri, è inserito di continuo tra una storia e l’altra, e fornisce punti fermi al romanzo. Quasi una disamina certosina di dettagli e notizie relative ad eventi e particolari musicali, tra fatti storici realmente avvenuti e citati, nell’esposizione di coordinate temporali, l’autore dissemina sapientemente nell’opera date e numeri con riferimenti di critica musicale. Un registro aulico e solenne, dunque, dove l’autore usa vocaboli vari, citazioni colte, con una sintassi moto studiata e riccamente elaborata.

Nell’incipit, tratto dall’ultimo verso della Divina Commedia, è possibile trovare una connotazione al romanzo che focalizza domande e risposte alle quali il protagonista, profondamente insoddisfatto, è impossibilitato a fare chiarezza. Infatti egli distorce la frase “l’amor che move il sole e l’altre stelle” sostituendo i soggetti, e semplicemente invertendo i sostantivi, in quanto ritiene essere il sole e le stelle a muoversi in cerca dell’amore.

La lettura di questo libro induce e riflettere sul vero significato di amore inteso come appagamento e completezza, mentre spesso si vive con leggerezza e con le poche emozioni del momento.

Una celebrazione alla musica, specificamente al rock, e soprattutto alla ricerca della donna ideale.

I colori ed i particolari degli incontri nella narrazione, caratterizzano l’arte scrittoria atta a evocare quanto celato nella sua anima e sapientemente rappresentato in un’esposizione omogenea dei fatti inseriti con nonchalance, parallelamente alle nozioni in diversi ambiti culturali che sviluppano importanti tematiche sociali accadute ed attuali, con un triste riferimento al prossimo futuro.

In perfetta sequenzialità si snodano descrizioni ed immagini che vanno in aiuto alle parole e le superano successivamente nella riflessione personale, alla fruizione durante la lettura. Un lavoro essenziale che risveglia le coscienze in merito a diverse tematiche, un’opera completa che fornisce la possibilità di percepire sensazione nel particolare stato d’animo vibrazionale del Fabbri. Sono connotati felicità, dolore e sofferenza, tra gli amati ascolti

musicali e gli abbagli delle diverse e fugaci storie che scatenano nell’uomo una grande emotività, ma anche rassegnazione denotabile nell’epilogo.

Una lettura agevole e piacevole particolarmente consigliata a chi ama vivere di brivido musicale ed amoroso.

Mary Potenza

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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