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Mi è sempre piaciuto viaggiare in treno. Non ti devi concentrare sulla guida, puoi fare quello che ti pare.

Guardare dal finestrino, dormire, riflettere. O leggere.

Io ho sempre letto molto. E il treno è il posto ideale.

Entro nella mia storia: uno scrollone ogni tanto, ma il libro ben saldo tra le mie mani, i suoi personaggi che mi accompagnano in questa meravigliosa avventura.

Menomale che quella volta c’eri tu a ricordarmi di scendere.

Altrimenti avrei proseguito il viaggio e avrei terminato il libro. Sarei arrivata all’ultima stazione.

Menomale che ci siamo incontrati.

Quando fa buio e i treni sono fermi sui binari morti, un uomo sale e si fa un giro per le carrozze.

Scende dopo un po’ con una borsa gialla, di quelle robuste, per la spesa, ma non ha fatto acquisti.

Ci ha messo dei libri.

Usati, dimenticati da gente distratta, o che legge senza passione.

L’uomo torna a casa e invia un messaggio.

Domani, sotto l’androne di casa sua.

Con altri libri, sullo stesso binario.